circospetto! genova «meglio che la franca brignola» *

La foto del giorno. Non lavoreremo mai!

Pubblicato in foto del giorno da circospetto il 30 novembre 2007
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Imperia, il mistero del quadro da 77 milioni di dollari

Pubblicato in arte, notizie da circospetto il 30 novembre 2007

Tino GuariseTiziano Guarise

Forse non lo sapevate, magari vi è sfuggita la notizia, ma a Imperia (Villa Faravelli, fino al 2 dicembre) c’è un quadro, quello nella foto, che “sta mandando in tilt l’intero mercato dell’arte mondiale. Oggi infatti Tino Guarise – sono le parole della giornalista della redazione di Imperia di Primocanale – è il secondo artista più quotato al mondo dopo lo scultore inglese Damien Hirst.” Accidenti, abbiamo detto noi. Parole forti, direte voi. Se non ci credete, e nessuno vi può biasimare, potete guardarvi il video (ancora online, chissà per quanto, nel momento in cui scriviamo). Il quadro è stato ospitato dietro invito del sindaco di Imperia, Luigi Sappa, e ancora per due giorni potete andarvelo a vedere a Villa Faravelli. Ma attenzione ai movimenti bruschi: il figlio dell’artista ha chiesto che intorno all’edificio “siano messi in opera dei sistemi di protezione e vigilanza in grado di assicurare e preservare qualsiasi tentativo di furto o aggressione dell’opera.”

Damien Hirst, For the Love of God (2007)L’opera For the Love of God di Hirst, l’artista cui accenna la giornalista, ha fatto notizia qualche mese fa: un calco in platino di un teschio umano con più di ottomila diamanti incastonati, è stata messa in vendita per 50 milioni di sterline (100 milioni di dollari; solo la sua realizzazione è costata 14 milioni). Ma neppure Hirst, che è apprezzato dai primi anni Novanta e ha le proprie opere esposte nei maggiori musei d’arte contemporanea (in quelli che se lo possono permettere) è riuscito a compiere l’operazione senza suscitare polemiche e, soprattutto, richieste di verifiche. L’artista afferma di averlo venduto in contanti, al prezzo che chiedeva e, in questo caso, il fisco inglese si aspetta da lui qualcosa come 8.5 milioni di sterline.

Se qualcuno ha provato a chiedere conferme a Hirst, questo però non sembra essere successo nel caso di Guarise. Il Secolo XIX nelle pagine di Imperia scrive:

Dopo un lungo e fortunato tour americano che li ha visti essere ospiti d’eccezione del Moma di New York, prima, e del Moca di Los Angeles, successivamente, tornano nel capoluogo rivierasco The Power (Il Potere) e The Pollution (L’Inquinamento), i due quadri più famosi e quotati del maestro imperiese Tino Guarise – l’ultimo dei quali, prosegue l’articolo – è stato acquistato, a un prezzo top secret, ma eccezionalmente elevato (nell’ordine dei milioni di dollari…), da una tra le più note Fondazioni d’Oltreoceano.

Al Museum of Modern Art di New York! E al Museum of Contemporary Art di Los Angeles! E noi dove eravamo, che non ce ne siamo accorti? E Sanremonews si sbilancia ancora di più, nel suo articolo su “uno dei pochissimi punti di riferimento del CONCETTUALISMO SURREALISTA, da sempre pittore apprezzato e premiato in tutto il Mondo”:

ricordiamo tra i tanti nel 1978 il Leone d’Oro di San Marco [simbolo di Venezia, Ndr] che gli valse il titolo di Accademico di Brera [e l'Accademia di Brera è a Milano, Ndr], nel 1984 il primo posto all’esposizione internazionale di Boston, il primo premio nel 1986 alla rassegna internazionale Montmartre di Parigi, nel 1998 il primo premio all’esposizione triennale di Tokyo e nel 2000 il primo premio Peggy Guggenheim di New York [la Collezione Peggy Guggenheim è a Venezia, quello a New York è il Solomon R. Guggenheim Museum, e "La ricerca di - 'Peggy Guggenheim Prize' - non ha prodotto risultati in nessun documento" ci riferisce, ahinoi, Google, Ndr]

PrimocanaleImprecisioni, potrebbe ribattere qualcuno. Ma è Primocanale a lanciare la notizia bomba, in un servizio da Imperia intitolato Ecco il quadro da 77 milioni di dollari. Viene intervistato Tiziano Guarise, figlio dell’artista, e forse nelle sue parole e nelle immagini che le accompagnano possiamo trovare una traccia per risolvere il mistero: The Pollution, spiega,

è un quadro che in questi trent’anni ha girato in tutto il mondo e ha fatto incetta di premi e di riconoscimenti e ha portato papà a raggiungere – io stesso che sono il figlio sono il primo incredulo – obiettivi che lo pongono – ormai i dati sono conclamati – nell’Olimpo dell’arte contemporanea mondiale.

Imprecisioni, vaghezze. Ma la prova dei 77 milioni di $, della quotazione che “sta mandando in tilt l’intero mercato dell’arte mondiale”, affermazione non certo da prendere alla leggera? Due immagini che sembrano statiche (fotografie, forse fornite dal figlio e riprese dal cameraman? non vogliamo essere cattivi, è solo un’interpretazione di quello che si vede nel video, ripetiamolo) di un documento dall’aria ufficiale. Eccole:

guarise_video_documento_01.jpgguarise_video_documento_02.jpg

Non si vede il logo della carta intestata, ma può essere un (forse legittimo) modo di proteggere la propria privacy, anche se qualcuno indica chiaramente, e con una penna, i 77 milioni di $. Non si vede il nome di chi ha firmato il documento, idem. Ma la carica del firmatario che leggiamo è “General Director of”, quando invece il consiglio di amministrazione della prima fondazione d’arte americana pescata col motore di ricerca è composta da President, Vice President, Treasurer, Secretary, Endowment Officer e “General Director of” suona un po’ come la traduzione (scolastica) di “Direttore Generale”. “Certificate No.077 in date”? In date? E la tecnica: “oil on cloth”. On cloth? Olio su tela è oil on canvas, semmai. Hmm…

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Ma è il retro del quadro che “sta mandando in tilt l’intero mercato dell’arte mondiale”, la parte più divertente, pieno com’è di scritte (Venezia ’94, Toronto-Ca. 1984, Torino-Acc. Albertina 1986, Paris Monmartre) come adesivi sulle valigie dei giramondo degli anni Cinquanta. E che mostra (per un momento, nel servizio di Primocanale) quel “NEW YORK pr. Peggy Guggenh. 2000“, il pr.(emio?) intitolato alla collezionista americana scomparsa nel ’79 e che qualcuno potrà divertirsi a controllare.

Prima di metterci a scrivere abbiamo aspettato di leggere una smentita, abbiamo sperato che qualcuno ammettesse d’aver fatto una burla come nel caso dei Modigliani di Livorno (nata anche per verificare “fino a che punto la gente, i critici, i mass-media creano dei miti”) o una provocazione per smuovere le acque come certi ministri della Repubblica del passato (qualcosa tipo “ecco, vi occupate d’arte solo quando ci sono in ballo tanti soldi, vi ho smascherato!”), ma niente.

Il mistero resta tale. Continuiamo a sperare, e con noi spera di certo anche l’Olimpo dell’arte contemporanea mondiale. E magari il Sindaco di Imperia ci fa compagnia.

Tino Guarise, villa Faravelli, viale Matteotti 151, Imperia. Fino al 2 dicembre, apertura ore 16-19.

Arriva il Natale, arriva anche il Mercatino di San Nicola

Pubblicato in notizie da circospetto il 29 novembre 2007

Il Mercatino di San Nicola

Come ogni anno, a dicembre, in piazza Piccapietra (alle spalle del Carlo Felice), i volontari di associazioni e cooperative sociali apriranno il Mercatino di San Nicola. Nato nel 1987 nei giardini pubblici di fronte alla parrocchia di San Nicola (e quindi il suo legame con il più pagano e consumista Santa Claus / Babbo Natale, vestito di rosso, è solo alla lontana), il mercatino con gli anni è cresciuto così tanto da doversi trasferire in una piazza, più grande e centrale.

Ha uno scopo solidale, quello di raccogliere fondi e dare così un aiuto concreto a iniziative sociali costantemente a corto di denaro e, con l’occasione, di ricostruire – soprattutto per i più piccoli – con una certa libertà e molta nostalgia un momento di vita paesana del passato. Ecco come lo descrive Marco Marchisio in un articolo di dieci anni fa:

Abbiamo trovato i superstiti dei mestieri di un tempo, ed ecco che abbiamo i banchetti del cestaio, dell’arrotino, dell’ombrellaio, e così via. Abbiamo una vera piccola stalla con pecore, agnellini, asinelli – ma lo sapete quanti bambini in città non hanno mai accarezzato il muso di un asinello o il caldo manto di un agnello? – financo il regolamentare bue, tutti realmente belanti-muggenti-raglianti in mezzo alla paglia ben calda, con la greppia colma di buon fieno dei nostri monti. E la gente gira, osserva gli artigiani al lavoro, parla con loro, rivive la propria infanzia insieme con i propri figli o con i nipotini, e qui effettua molti degli acquisti di Natale, conscio che, oltre tutto, il suo contributo economico sarà impiegato bene.

Si sta terminando di montare la struttura e così, dal 6 al 23 dicembre, potremo scegliere i nostri regali di Natale “solidali” tra prodotti dell’artigianato e verdura biologica dell’orto, piccolo antiquariato e capi fatti a mano. Anche quest’anno dall’esterno il mercatino sembra un paese come lo potrebbe immaginare un alieno uscito da Mars Attacks!, però, come si dice, è tutto a fin di bene.

[Vedi anche il mercatino di piazza Caricamento]

Genova Urban Lab / Renzo Piano: il ponte sul Polcevera può restare

Pubblicato in architettura, città da circospetto il 29 novembre 2007

Riccardo Morandi, il ponte autostradale sul Polcevera

Lunedì il secondo incontro del “laboratorio urbano“, con cui il Comune sta ridisegnando le aree critiche della città, ha precisato i punti emersi in quello di ottobre:

un parcheggio di interscambio da tremila posti nella zona dell´Elicoidale – scriveva Donatella Alfonso sulle pagine di Repubblica – e, soprattutto, una «secante» sotterranea, una corniche sotto le colline dal casello di Genova Ovest verso levante, uscendo nell´area di Terralba o nelle immediate vicinanze: per evitare il passaggio attraverso il centro oltre che a diminuire a sua volta le dimensioni e l´impatto del tunnel sotto sotto il porto, e soprattutto degli svincoli su San Benigno

e si è concluso con alcuni punti fermi: la revisione del nodo di San Benigno, il prolungamento della passeggiata dalla Darsena al Terminal Traghetti, un maggior equilibrio tra verde e costruzioni sulla collina degli Erzelli e la “auspicata” conservazione del ponte sul Polcevera, costruito da Riccardo Morandi nel 1967 ad unire la “strada autocamionabile Genova-Valle del Po” voluta da Mussolini negli anni Trenta alla Genova-Savona. Con un nuovo percorso che alleggerisca il traffico di attraversamento della città (oltre il 50% del totale) della Sopraelevata, il ponte Morandi potrebbe portare direttamente in centro, riferisce ancora Alfonso sulle pagine (per ora ancora di carta) della Repubblica di lunedì:

«Del Morandi auspichiamo la permanenza», dice l’architetto alla fine della riunione mensile dell’Urban Lab. Attacco alla gronda? Niente raddoppio? «Non è detto, facciamo una cosa alla volta – ribatte la sindaco – L’autostrada diventa strada urbana, ma non è un sostitutivo della gronda, che ci va benissimo. Però c’è da discutere.»

Musica: John Cage e diciotto primavere dalla Veglia di Finnegan

Pubblicato in concerti da circospetto il 28 novembre 2007

Casa Paganini

Casa Paganini, elaborazione grafica Studio di architettura – arch. Stefano Fera

The Wonderful Springs, il concerto di stasera di Luisa Castellani, soprano, Pietro Luca Congedo, percussionista e Fabrizio Rosso, pianista, prende il titolo da un brano di John Cage, The Wonderful Widow of Eighteen Springs, basato su un passo della Finnegan’s Wake e scritto per voce e per pianoforte (chiuso, che l’esecutore percuote).

LiguriaNotizie riporta la notizia del concerto che si tiene questa sera nell’auditorium di Casa Paganini, lo spazio dedicato alla musica negli ambienti dell’ex monastero di Santa Maria delle Grazie la Nuova, nel cuore della zona medievale di Castello e proprio alle spalle della Facoltà di Architettura.

È un’opportunità preziosa quella che la collaborazione degli Amici di Paganini con Milano-Musica, e con l’associazione Conductus di Merano, consente al pubblico genovese: avvicinare la personalità eccezionale di John Cage. Il grande, e discusso, innovatore dell’approccio del musicista e del pubblico alla musica, vicino a molte diverse esperienze umane e culturali. A quindici anni dalla sua morte persiste il disorientamento sulla sua eccentrica figura, che spaziava disinvoltamente dalla composizione alla pittura, dalla letteratura alla filosofia, dalla danza alla musica, libera come la natura, e ad una di lei componente essenziale: il silenzio. Famose le definizioni autorevoli su di lui, fra queste: “Non è un compositore, ma un geniale inventore” del suo maestro Arnold Schoenberg e “Dopo Cage saremo tutti cageani” del nostro Bruno Maderna.

Prima del concerto delle ore 20 e 30 Viana Conti, critica d’arte, parlerà di John Cage versus arte, del rapporto che Cage ha avuto con l’arte figurativa, in modo particolare con Robert Rauschenberg, Jasper Johns e Jackson Pollock. Ecco il programma della serata:

John Cage (1912-1992), Solo for Voice 27 (1970) per voce e elettronica
Christian Wolff (1934), Exercise 27, 2nd Snare Drum Peace March (1988)
Mauricio Kagel (1931), Rural blue, per voce e pianoforte registrato (1981/82)
Revolution speech, per voce sola (1981/82)
John Cage, Solo for Voice 41, per elettronica (1970)
Erik Satie (1866-1925), Quatre petites mélodies per voce e pianoforte (1920): “I Elégie”, “II Danseuse”, “III Chanson”, “IV Adieu”
Embryons desséchés, per voce e pianoforte (1913)
John Cage, Solo for Voice 15, per macchina da scrivere (1970)
John Cage, Solo for Voice 90, per percussione ed elettronica (1970)
Philip Glass (1937), dall’opera Einstein on the Beach (1976), “Bed” (seconda scena, atto IV): aria per voce e sintetizzatore
“Una lettera ad Alfred Einstein”, da Einstein on the Beach, voce bianca (recitante)
Sylvano Bussotti (1931), “Solo”. Quarto quadro, (Il gioco di Minerva, 1970), versione per voce, percussione, ed elettronica di L. Congedo e F. Rosso
John Cage, The Wonderful Widow of Eighteen Springs, per voce e percussionista al pianoforte (1970)

Casa Paganini, piazza di Santa Maria in Passione (vicino a Santa Maria di Castello, nel centro storico); ingresso 12 euro, 8 per i soci e 3 per gli studenti. Il concerto, organizzato dall’Associazione Amici di Paganini in collaborazione con Milano Musica, è reso possibile dal sostegno della Compagnia di San Paolo e dal contributo della Fondazione Carige.

Città future e corpi post-umani a Sarzano

Pubblicato in architettura, notizie da circospetto il 28 novembre 2007

Immortel (ad vitam) di Enki Bilal

Fantascienza e poesia, animazione 3D e fumetto, città del domani e tecnologia digitale di oggi (e, per giunta, antiche divinità egizie). Nella tappa di oggi del percorso di Futuri imperfetti, la rassegna cinematografica organizzata da CinemArch nell’ambito del corso di Piero Millefiore, docente della Facoltà di architettura di Genova, i motivi per appassionarsi sono parecchi.

Il film è Immortal [Immortel (Ad Vitam), 2004] di Enki Bilal, autore di fumetti e regista, ispirato alla sua graphic novel intitolata La Foire aux Immortels (1980) e con la colonna sonora (anche) dei Sigur Rós. Nella visionaria New York del 2095, in cui esseri umani geneticamente modificati vivono in mezzo al resto della popolazione, una misteriosa piramide appare nel cielo: gli dei dell’Egitto stanno giudicando Horus, dal corpo d’uomo e dalla testa di falco. Se poi vi è piaciuto, nel sito ufficiale del film ci sono anche alcune scene inedite.

CinemArch

Gli incontri si tengono nell’aula magna di Architettura, l’ex chiesa di San Salvatore in piazza Sarzano, alle 21; anche se si può contare sul quarto d’ora accademico di ritardo, i posti migliori vanno via presto. Portatevi il popcorn e soprattutto copritevi parecchio, perchè si gela!

Foto/cronaca, i cormorani del Porto Antico

Pubblicato in autori, città, fabio bussalino da fabiobussalino il 27 novembre 2007

Genova, cormorani al Porto Antico

© Fabio Bussalino – Starpress 2007

Natale e design, Jori e Giacon in via san Lorenzo

Pubblicato in notizie da circospetto il 27 novembre 2007

Genova, via San Lorenzo, la vetrina di Radif

Se anche voi tenete in cucina Juicy Salif (1990), lo spremiagrumi di Philippe Starck, come una scultura e se non avete mai messo sul fuoco La Conica (1988), la famosa caffettiera di Aldo Rossi, perché l’acciaio si potrebbe appannare, col Natale 2007 potete fare un altro passo lungo la strada dei begli inutilia di ottimo design.

hal_freddo_giacon1.jpgmarzio_jori1.jpgpinocchino_jori1.jpgchristmas_cow_boy_giacon1.jpg

A di Alessi, la linea di “oggetti democratici e più accessibili” della nota casa di oggetti da cucina e di arredamento (top design, pop price), ha mandato nei negozi una bella serie di statuine natalizie, firmate da LPWK / Marcello Jori, Massimo Giacon (nomi che qualcuno ricorderà d’aver letto sul Frigidaire di Vincenzo Sparagna nei primi anni Ottanta e poi sul Linus di Oreste del Buono) e Miriam Mirri, che potete vedere in via San Lorenzo, nella vetrina di Radif.

Genova Urban Lab, Vincenzi e Piano all’appuntamento di novembre

Pubblicato in architettura, notizie da circospetto il 26 novembre 2007

Renzo Piano, Amanda Burden, Richard Rogers al Museo del Mare

Renzo Piano, Amanda Burden e Richard Rogers al Galata-Museo del Mare, settembre 2007

Genova, 29 settembre. Quattro grandi firme si incontrano in Municipio col Sindaco e poi con la città al Museo del Mare per annunciare che si affronteranno grandi temi, di qui in avanti: infrastrutture, ambiente e urbanistica.

Renzo Piano, Richard Rogers, Amanda Burden, Oriol Bohigas e il sindaco di Genova Marta Vincenzi si incontrano al Galata Museo del Mare per l’inizio dei lavori relativi al Piano Regolatore di Genova.
Nella conferenza stampa di restituzione del lavoro svolto dal “Tavolo delle Idee” vengono presentate le regole fondamentali di lavoro di “Urban Lab”, che saranno trattate con l’obiettivo – come spiega Renzo Piano – “di definire la città ideale: Genova Città Sostenibile”.

Non è necessario che le cose si facciano, ma si devono anche vedere, e il sito del GenovaUrbanLab mette in rete le numerose foto e gli ancora più numerosi video dell’evento (e non vediamo l’ora che sia aggiornato, perché è ancora fermo alla data fatidica). Gli architetti, scrive Donatella Alfonso su Repubblica,

torneranno due volte l’anno, a vedere la progressione dei lavori che saranno portati avanti da un team di giovani architetti e laureandi, scelti con un concorso internazionale, che affiancheranno i tecnici comunali nell’Urban Lab, il laboratorio da cui nascerà il Prg, allestito per il momento nel Galata Museo del Mare in Darsena. Si trasferirà tra otto-nove mesi sulla barca-studio da 28 metri che sarà appositamente allestita da Fincantieri, attraccata nello specchio acqueo davanti al museo, su quel waterfront ancora in buona parte da ridisegnare.

E oggi Piano (il manifesto ha pubblicato una lunga intervista con lui) è tornato, anche se non sulla nave, al Galata all’appuntamento mensile per fare il punto con Sindaco (che ha mantenuto per sé la delega all’urbanistica) e tecnici sull’avanzamento della revisione del piano regolatore. Dell’incontro ha fatto cenno, a quanto sembra, solo la Gazzetta del Lunedì, di cui riportiamo uno stralcio. L’incontro di questo mese

sarà dedicato soprattutto alle infrastrutture, presumibilmente anche alla luce del recente incontro del Sindaco con il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, dedicato alla “gronda” autostradale. Anche se la “gronda” non spetta a Tursi, l’amministrazione comunale è direttamente coinvolta, anche per l’impatto che il passaggio della bretella autostradale avrà sul territorio, visto che, secondo le stime, sarebbero circa 600 le famiglie “sfrattate” dal passaggio del nuovo asse autostradale e che quindi dovrebbero essere ricollocate altrove.

It’s Caturday! I gatti della settimana

Pubblicato in gatto della settimana da circospetto il 26 novembre 2007
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Ice Skating, si pattina in riva al mare da venerdì 30

Pubblicato in notizie da circospetto il 26 novembre 2007

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Si sarebbe dovuto cominciare oggi, ma l’apertura 2007 della pista sul ghiaccio al Porto Antico sotto il tendone della Piazza delle Feste, disegnata (come tutto il resto) da Renzo Piano, è stata riviata al 30 novembre.

Sul sito orari (sino al 6 gennaio, nella prima parte della stagione, “si lascia più spazio al pattinaggio ludico in attesa dell’inizio dei corsi”, e regolamento in burocratese. Utenti, seguite consapevolmente il flusso!

Ogni pattinatore deve tenere una velocità e un comportamento adeguati alla propria capacità nonché commisurato al grado di praticabilità della pista per qualità del ghiaccio e densità dei pattinatori, ovvero deve adottare un pattinaggio consono all’andatura dell’insieme dei praticanti evitando di eseguire corse, virate, salti o altre figure artistiche che per la loro complessità possano indurre timore o disordine nei pattinatori; quindi l’utente è tenuto a sostenere il proprio esercizio consapevolmente alla disponibilità di ghiaccio in quel momento. Questo in particolare quando siano presenti in pista minori e bambini che non sempre adottano l’andatura lineare seguendo il flusso e possono avvicinarsi d’improvviso all’utente più capace intento ad esibire una figura impegnativa e complessa.

Lunedì, le pagine più lette della settimana

Pubblicato in senza categoria da circospetto il 26 novembre 2007
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