Le palanche? Oggi c’è chi se le vuole stampare
“La salute senza palanche è una mezza malattia”, diceva un personaggio di Govi e così, sperando di tornare a casa con un po’ di quelle nuove “palanche” che ieri venivano presentate, Circospetto! è andato allo StarHotel. Purtroppo le palanche non c’erano: “Speriamo di riuscire a realizzarle”, ha spiegato Alvise Mainardi, l’organizzatore. Ma c’erano gli Scec, che sembrano soldi ma che riportano la scritta “sconto”. Lo Scec non è una moneta ma sta cominciando a circolare insieme con l’euro: ecco come lo spiega, in poche parole, il sito di chi lo ha “inventato” a Napoli.
Da Come funziona: L’associazione distribuisce gratuitamente a tutti gli iscritti una quota di SCEC che potrà essere spesa nei negozi convenzionati, e per pagare i servizi che gli altri associati offrono (lezioni private, baby sitting, riparazioni, lavori artigianali, ecc.). Ad esempio, facendo una spesa di 10 euro in un negozio convenzionato che applica uno sconto del 20%, alla cassa si pagheranno 8 euro e 2 SCEC.

Dalla FAQ: La nostra idea è quella di creare un’associazione all’interno della quale gli scambi avvengano in parte con un buono sconto, che circola quindi come una moneta insieme all’euro, favorendo così lo scambio di beni e servizi, portando un beneficio per tutti. I commercianti, accettando per i pagamenti in parte lo sconto, vedranno aumentare la propria clientela; i singoli cittadini pagheranno di meno e avranno quindi una maggiore possibilità di spesa; inoltre, cosa molto importante, chiunque all’interno del circuito accetterà per una parte dei pagamenti i buoni sconto, potrà a sua volta rispenderli presso tutti gli altri associati.
In definitiva, avendo l’opportunità di rispendere lo sconto, il commerciante che lo accetta non ci perde nulla (neanche lo sconto che fa) e ci guadagna un aumento di clienti con relativo incremento di vendite.
Ecco come è stato spiegato il progetto, tra pizze, mandolini e Totò, a UnoMattina:
Ma se lo Scec ha l’aria allegra e altre “monete” – la statunitense Ithaca Hour, ad esempio, o il Chiemgauer bavarese – hanno un sapore “verde”, di piccola comunità locale, la conferenza genovese ha preso presto una piega complottista che ci ha portato a battere in ritirata prima che intervenisse anche l’inevitabile Cristian Abbondanza. Il pubblico era composto da una trentina di persone, ben distribuite tra giovanotti in maglietta Fred Perry nera e signori d’età, e gli oratori hanno esordito dicendo “Noi siamo apolitici”, che non è mai un buon segno. Ma quando si è cominciato a parlare di “Carlo Azelio Ciampi, noto uomo delle forze britanniche” e perciò responsabile dell’impennata del
debito pubblico (Paolo Tintori) ci siamo decisi ad abbandonare una conferenza che purtroppo non si poteva definire brillante, dedicata soprattutto ai misteri economici del signoraggio, contro cui si è tanto speso anche Beppe Grillo. Tornando a casa senza palanche ma con in tasca, grazie alla generosità di Alvise Mainardi, uno Scec.
Spendibile a Napoli.








Bella iniziativa
concordo pienamente
davvero una bella cosa.
progetto scec … sceccherato
come nasce la proposta di una nuova moneta trentina.
La proposta di avviare l’iter di formazione di un “nuovo circuito monetario” virtuoso e territoriale (cittadino e provinciale) che si accompagni all’euro, nasce dall’esigenza di ri-affiancare/riavvicinare le categorie economiche ai consumatori. Entrambe, per motivazioni diverse, vivono in questi anni gravi difficoltà che a nostro avviso possono essere superate anche ricostruendo i ruoli e ridiscutendo un nuovo rapporto di fiducia.
Le crisi economiche, finanziarie, monetarie e sociali, di questi tempi striscianti e perduranti, hanno finito per mettere in forte discussione i rapporti fra artigiani, commercianti, consumatori, sindacati, …ecc. Non di rado, purtroppo, sulla bocca dei cittadini, di passanti per strada, ma anche di imprenditori, manager, politici, padri e madri (molti se non di tutti) incedono frasi quali … Sono ormai tutti ladri …… non è più possibile andare avanti così ….. come faremo a superare questi “casini” ecc.
Tensioni sociali che hanno finito, senza esclusione, per coinvolgere e mettere in discussione tutti: uomini e donne, giovani ed anziani, i soggetti che operano nel mercato, le istituzioni che rappresentano a vario titolo e livello la società italiana e anche trentina. La difficoltà reale di arrivare alla fine del mese, il crescente costo delle case, lo stillicidio dei piccoli negozi di città e paesi, la chiusura di numerose aziende, i dubbi sulla tenuta dell’intero welfare, l’ansia da futuro ecc. sono segnali forti che evidenziano la necessità di percorrere nuove esperimentazioni capaci di risolvere, infondere fiducia, rassicurare ed avviare un processo rinnovato che garantisca a tutti, anche alle categorie più deboli (gli anziani, i giovani, gli ammalati, le famiglie numerose o monoreddito) la dignità e il diritto di vivere in serenità.
Patendo da un’esperienza testata e legittima, abbiamo costituito uno gruppo di lavoro, formato da giovani non solo trentini e italiani (composto da economisti, legali, sociologi, ingegneri, artisti, lavoratori, sindacalisti ecc.), il quale, senza esplicitazione di intenti, interfacciatosi con artigiani, operatori di banca, imprenditori (grandi e piccoli), sindacati, lavoratori ecc. ha “scecherato” il sistema scec con l’intento di migliorarlo, potenziarlo riducendone, ove possibile, i difetti originari. Il modello proposto infatti si pone a scheletro e veicolo sopra il quale si potranno/dovranno innestare altri pacchetti di iniziative, già cantierati, i quali si pongono a garanzia dell’efficacia della proposta.
L’istituzione di una consulta dei consumatori per il controllo prezzi, approvata in occasione del bilancio 2008, fu il primo step in tale direzione.
Occorre tentare un modello nuovo contenente l’elemento di una rinnovata fiducia perché garantito da un soggetto terzo ed istituzionale riconosciuto che preveda la più larga partecipazione.
Nei prossimi giorni giungeranno in discussione d’aula altri odg (già depositati) a firma tarolli, firmani, monti. Ìnformaticamente parlando questi sono nuovi pacchetti applicativi che gireranno in forma integrata sulla piattaforma scec. Certamente faranno nuovamente discutere.
Un mercato libero ed al contempo moderato, progressivamente sfrondato dalle esasperazioni date/generate dall’aspra contrapposizione delle ideologie sfrenate del liberismo e capitalismo, del socialismo e comunismo.
Compito della politica è anche questo, essere in grado di riformulare un modello di futuro nuovo e percorribile, capace di sostituire impostazioni superate dagli eventi politico sociali ed economici succeduti ed in corso di questi anni.
Un patto nuovo fra generazioni ove ai giovani sia concesso il diritto di programmare il loro futuro ed agli anziani la serenità e certezza dei diritti acquisiti. Una sfida che potrà sembrare temeraria ma che sarebbe folle non accettare con coraggio. Vincendola o perdendola avremo infatti tutti, nessuno escluso, da guadagnare o perdere.
Tarolli Flavio Maria
consigliere Udc Patt