La libertà e i prodotti della terra

Al Laboratorio sociale Buridda si conclude oggi la terza edizione di Terra e Libertà / Critical Wine, la fiera dei piccoli produttori di vino.
Un’occasione unica per facilitare un rapporto diretto di fiducia, conoscenza e trasparenza dei prezzi tra il piccolo produttore e il cittadino-consumatore frastornato e a volte ingannato dalla pubblicità commerciale.
Girando con un calice in mano, con lentezza e attenzione, si potranno cogliere le diversità e la ricchezza di ciascun “Particolare” che poi ognuno potrà portare a casa racchiuso in una bottiglia di vino oppure in un barattolo di miele o in un formaggio.
Nell’allegro casino del Buridda, “60 piccoli (grandi!) produttori di vino & agricoltori rispettosi della t/Terra” hanno riempito quella che è stata la sede della facoltà di Economia e commercio con i profumi di vini (da assaggiare con un calice dall’aria “professionale” consegnato all’ingresso) e di cibi offerti alla degustazione di un pubblico attento e in gran parte giovane, che probabilmente affrontava per la prima volta le storie antiche e recenti di orgogliosi vignaioli ma anche l’allegro surrealismo delle descrizioni di certe bottiglie (come non amare, ad esempio, “gli aromi di pietra focaia e di foglie di vite secca e sbriciolata” del San Vito DOC dei colli tortonesi?).
L’offerta era generosa: lungo i corridoi erano allineati anche banchi di libri, magliette e di altri prodotti come essenze, olii e tinture e uova “di galline felici” (e c’era anche il caffè zapatista, proposto dalla sezione genovese di Ya Basta).

Nella piccola “Anyway Gallery” del Buridda, inoltre, prosegue la mostra personale di Elton Kore, e la giornata di oggi si chiude con il concerto di Davide Arneodo, Marta Mattalia (Cuneo) e Marcella Garuzzo (Genova).






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