circospetto! genova da un altro punto di vista

Genova 2001-2007, in corteo per il diritto di sapere

Pubblicato in eventi da circospetto il 17 novembre 2007

Sky TG24

Movimenti, partiti, gruppi, cani sciolti e semplici cittadini di nuovo in corteo per le strade della città. Ad unirli, ad anni di distanza dagli eventi del 2001 e sotto gli occhi dell’informazione nazionale, la richiesta di una commissione parlamentare d’inchiesta sui molti (troppi) punti oscuri di quei giorni.

mediaset.jpg
La squadra Mediaset, alle spalle delle forze dell’ordine, attende sotto lo sguardo vigile del generale Garibaldi.

Marta Vincenzi a Sky TG24La copertura dei media è ampia. Genova aspetta il corteo per il G8, negozi aperti e gente in strada, è il titolo di Repubblica. Decine di migliaia di persone in corteo “con priorità diverse, ma tutte ‘determinate a riannodare il filo che si è spezzato nel luglio 2001′ come spiega don Andrea Gallo”, precisa Marco Preve nella cronaca. “Tutto pacifico con l’unica eccezione di alcune scritte sui muri”, riporta Il Secolo XIX nella sua cronaca momento per momento della manifestazione. Un’occasione importante per cominciare a guarire, anni dopo, anche le ferite collettive di una città.

Via Corsica

L’atmosfera in genere era piuttosto distesa, anche se le strade deserte del percorso previsto per la manifestazione avevano un aspetto un po’ inquietante. Il corteo si è fermato a lungo nella zona di Caricamento (per la gioia dei molti fotografi presenti) a riflettere su una questione non secondaria: il camion del sound system in testa al corteo sarebbe riuscito a passare nel sottopasso? “Questi giovani d’oggi non sanno più organizzare una manifestazione come facevamo noi negli anni Settanta”, è stato il commento di uno dei presenti. “Si è perso il know how!”

Il corteo a piazza Caricamento

2 Risposte

Iscriviti ai commenti con RSS .

  1. arwenh said, on 20 novembre 2007 at 16:48

    si vede che sti manifestanti non c’hanno una cispa da fare…. ormai il G8 e’ passato, c’e’ ben altro di cui preoccuparsi.
    la cosa che mi ha dato piu’ fastidio alla manifestazione erano i genitori di Giuliani che si auto-martirizzavano….. che opportunisti!!! Dovrebbero ricordarsi che fino al giorno prima, del figlio non gliene fregava un bel niente… e adesso con le mie tasse devo pagare migliaia di euro al mese alla madre senatrice, e dal prossimo anno si becchera’ fior di pensione a spese mie!!!

  2. mimmo said, on 16 dicembre 2007 at 19:03

    La prima sentenza sui fatti del G8 del luglio 2001 a Genova contribuisce ad aumentare la profondità del baratro in cui è precipitata la volontà morale, prima che politica, di fare chiarezza e si aggiunge all’ apporto già dato in Parlamento in tal senso, con l’affossamento della costituzione di una commissione parlamentare di inchiesta.
    24 condanne, 110 anni complessivi di carcere per chi ha risposto alle provocazioni cadendo nell’imboscata tesa, e aveva giustamente reagito per difendersi dalle cariche delle forze dell’ordine che attaccavano un corteo pacifico ed autorizzato, è un esito che negli anni a venire potrebbe costituire un pericoloso precedente cui bisogna porre rimedio. Oggi più ancora di ieri, è basilare la costituzione di una commissione parlamentare di inchiesta che cominci ad illuminare quel baratro e chiarire, per esempio, il motivo per cui a questa assurda sentenza non abbia fatto seguito un’altra dalle stesse proporzioni che chiarisca le responsabilità di chi non ha spaccato vetrine o automobili, ma ha “solo” ammazzato un ragazzo in piazza Alimonda e poi martoriato il corpo esanime passeggiandogli sopra con la jeep sfigurandone il volto come se fosse un verme da schiacciare.
    Una commissione d’inchiesta che illumini la scuola Diaz per chiarire le responsabilità di chi, in quella maledetta notte del 21 luglio 2001, ordinò a 300 uomini in divisa di fare irruzione nell’edificio di via Battisti e massacrare di botte i 90 ragazzi presenti prima di arrestarli tutti, compresi i 70 feriti di cui 3 gravissimi ed uno in coma.
    Una commissione d’inchiesta parlamentare che spinga sull’accelerazione alle inchieste che sono state aperte nei confronti di chi nella caserma di Bolzaneto completò il “lavoro” picchiando selvaggiamente i 75 ragazzi che lì furono condotti dalla Diaz quella notte maledetta.
    Se la commissione parlamentare d’inchiesta nascerà e se nascerà con questi obbiettivi avrà un senso, e sarà giusto continuare a promuoverne la costituzione, come PRC e sinistra radicale chiedono, anche per tentare finché possibile, di incanalare la rabbia dei movimenti sociali sui binari della legalità, diversamente sarebbe inutile e addirittura pericolosa qualora non rispondesse a queste domande di verità.


Lascia un Commento