Fahrenheit 451: bruciano i libri e noi li ricordiamo
Proseguono gli incontri nell’aula magna della facoltà di Architettura, dove CinemArch propone il ciclo di seminari dal titolo Futuri imperfetti, progetto che “nasce dalla volontà di proporre un momento d’incontro e di dibattito sui temi specifici dell’architettura e sull’uso di altri linguaggi a questi connessi, quali il cinema e le arti visive, fondamentali per un lettura e una comprensione della società contemporanea”.
La scorsa settimana il tema era Tron (1982), mentre questa sera è la volta di Fahrenheit 451 (1966), il film che François Truffaut ha tratto dall’omonimo romanzo di Ray Bradbury (1953), ambientato in un futuro in cui i libri (e il pensiero critico) sono proibiti. Il lavoro del protagonista all’inizio del film è proprio quello di bruciarli, ma c’è chi li ha imparati ha memoria…
Le famose scene della monorotaia sono state girate a Châteneuf-sur-Loire nell’impianto sperimentale della francese SAFEGE.
(Nota storica di colore locale, dato che si parla di memoria: nei terribili anni Ottanta Fahrenheit 451 è stato anche il titolo di un hit del gruppo genovese degli Scortilla prima che Pivio, una delle sue colonne, diventasse un noto autore di colonne sonore per il cinema.
Grazie a quella macchina del tempo che è diventato YouTube, oggi è possibile riascoltarlo.)


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