Genova Urban Lab / Renzo Piano: il ponte sul Polcevera può restare

Lunedì il secondo incontro del “laboratorio urbano“, con cui il Comune sta ridisegnando le aree critiche della città, ha precisato i punti emersi in quello di ottobre:
un parcheggio di interscambio da tremila posti nella zona dell´Elicoidale – scriveva Donatella Alfonso sulle pagine di Repubblica – e, soprattutto, una «secante» sotterranea, una corniche sotto le colline dal casello di Genova Ovest verso levante, uscendo nell´area di Terralba o nelle immediate vicinanze: per evitare il passaggio attraverso il centro oltre che a diminuire a sua volta le dimensioni e l´impatto del tunnel sotto sotto il porto, e soprattutto degli svincoli su San Benigno
e si è concluso con alcuni punti fermi: la revisione del nodo di San Benigno, il prolungamento della passeggiata dalla Darsena al Terminal Traghetti, un maggior equilibrio tra verde e costruzioni sulla collina degli Erzelli e la “auspicata” conservazione del ponte sul Polcevera, costruito da Riccardo Morandi nel 1967 ad unire la “strada autocamionabile Genova-Valle del Po” voluta da Mussolini negli anni Trenta alla Genova-Savona. Con un nuovo percorso che alleggerisca il traffico di attraversamento della città (oltre il 50% del totale) della Sopraelevata, il ponte Morandi potrebbe portare direttamente in centro, riferisce ancora Alfonso sulle pagine (per ora ancora di carta) della Repubblica di lunedì:
«Del Morandi auspichiamo la permanenza», dice l’architetto alla fine della riunione mensile dell’Urban Lab. Attacco alla gronda? Niente raddoppio? «Non è detto, facciamo una cosa alla volta – ribatte la sindaco – L’autostrada diventa strada urbana, ma non è un sostitutivo della gronda, che ci va benissimo. Però c’è da discutere.»

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