circospetto! genova «meglio che la franca brignola» *

Jazz! Kuhn, Drummond and Finck, Live at Borgoclub

Posted in musica by circospetto on 25 novembre 2007

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Girato l’11 novembre all’altezza dell’anca del pianista Steve Kuhn (anche se, dobbiamo dirlo, con mano ferma), ecco per chi come noi s’è perso il concerto un breve ma intenso video di Blue Bossa live al Borgo Club.

Via Vernazza 7/9 R, San Martino, info 010 3760090, ingresso con tessera; prossimo appuntamento il 29 novembre con Simona Bondanza, Alberto Tacchini, Alberto Malnati e Rodolfo Cervetto; per altre date potete leggervi il programma del club.

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FAI, domenica di cinema e arte

Posted in arte, eventi by circospetto on 25 novembre 2007

Sacco e Vanzetti di Giouliano Montaldo (1971)A Genova Giornata “dietro le quinte” col Fondo per l’ambiente italiano. Oggi alle 16, all’Auditorium di Palazzo Rosso, (via Garibaldi 18) incontro dal titolo Sguardi dietro la macchina da presa, con il regista Giuliano Montaldo e con Marco Salotti, docente di Storia del cinema all’Università di Genova. Tra le future iniziative del FAI, da gennaio 2008, sono previste visite ai luoghi della città utilizzati come set cinematografici.

A Camogli, alle 17, alla Fondazione Pierluigi e Natalina Remotti (ex Cappella delle Gianelline, via Castagneto Seià 7 – vedi l’indirizzo su Google Maps) si terrà l’incontro Dalla devozione spirituale all’arte contemporanea: la Cappella delle Gianelline, da rifugio religioso a centro d’arte, con Con G. B. Roberto Figari, Natalina Remotti, Francesca Pasini e Alberto Garutti. Nella collezione,

toderi.jpgaccanto alle opere dei grandi protagonisti della seconda metà del Novecento – riporta Liguria Notizie – come Gabriele Basilico, Mario Schifano, Michelangelo Pistoletto, Andy Warhol, Joseph Kosuth, Gilberto Zorio e Keith Haring, spiccano i lavori di giovani ma già affermati artisti quali Massimo Bartolini, Grazia Toderi, A12 e Mario Airò.

Immagini: una scena di Sacco e Vanzetti (1971), da Wikipedia, e Grazia Toderi, Scala Nera (Courtesy Grazia Toderi and f a projects, London, 2007), dalla pagina del Fiac, Paris.

Casting! Il cinema in città

Posted in notizie by circospetto on 24 novembre 2007

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“Negli ultimi anni, il numero delle produzioni cinematografiche, televisive e pubblicitarie realizzate a Genova e in Liguria è cresciuto vertiginosamente”, ha spiegato Luca Massa, uno dei tre fondatori di Riviera Film, a PubblicitàItalia. “Le giornate di lavoro per tecnici e comparse così come il numero di giornate di produzione sono quasi raddoppiati in soli quattro anni. L’indotto intorno alle produzioni muove ormai cifre intorno ai sei milioni di euro ogni anno”

“La Liguria è uno dei luoghi più apprezzati per girare ogni genere di produzione cinematografica”, spiega Suzanne Reyneke, che insieme con Valeria Moretti e Luca Massa ha fondato Riviera Films nel 2006. “Conseguentemente, aumenta anche la domanda di attori e comparse da selezionare direttamente sul posto per completare di volta in volta il cast di questa o quella produzione.”

Diventa importante, così, per le società che offrono servizi al cinema, sapere in vista di progetti futuri su chi si può contare in città. “Stiamo creando un archivio per proporre volti e ruoli per spot, fiction, cinema, video clip e servizi fotografici che verranno realizzati a Genova e Riviera”, è scritto nella pagina dedicata al casting del loro sito. E oggi, al BerioCafé (dalle 10 e 30 alle 12 e 30 e dalle 14 e 30 alle 21) si terrà una giornata di casting aperta ad aspiranti attori e a professionisti, ma anche a persone di tutte le età interessate a provare l’esperienza di una giornata su un set (futuro) come comparse.

Non dimenticate i documenti! E se ci andate e volete raccontarci l’esperienza, scriveteci.

BerioCafé (all’interno della Biblioteca Berio), via del Seminario 16, Genova

La foto del giorno. Galleria Mazzini

Posted in foto del giorno by circospetto on 23 novembre 2007

Noia (tedium), di Anael Raziel, da Flickr

Teatro Carlo Felice, 100% grandi decessi

Posted in eventi, spettacoli by circospetto on 23 novembre 2007

Genova, Teatro Carlo Felice

(…ovvero, vogliamo parlare un po’ dei “compositori che (si) decompongono”?) Nei giorni scorsi, al Teatro Carlo Felice non è andata in scena la prima del Cappello di paglia di Firenze (1955) di Nino Rota a causa di uno sciopero dei coristi e di una parte dei tecnici. La serata, però, ha visto un momento di novità: l’orchestra ha suonato l’ouverture al termine della quale il sindaco Marta Vincenzi, che aveva tentato di mediare tra le parti, ha tenuto un breve discorso. «Questo teatro – sono le parole che riporta Repubblica – è costato tanto a tante generazioni. Ha avuto problemi economici che sembravano irrecuperabili. Ora la situazione si è fatta meno drammatica, ma sappiamo che nel Paese sono in forse molte risorse che dovrebbero essere destinate alla cultura». Eccone un passo più lungo, riferito da Renzo Parodi del Secolo XIX:

Non faccio un discorso antisindacale – ha scandito il sindaco di Genova – ma ritengo sia autolesionistico impedire di andare in scena all’unico spettacolo prodotto dal nostro teatro. Il Carlo Felice semmai deve migliorare la qualità della propria offerta artistica, aumentando le produzioni, varando coproduzioni con altri teatri prestigiosi, diversificando il repertorio. Io vorrei anche riproporre i Balletti, anche se in una sede diversa (da Nervi, ndr). Non c’è altra scelta che migliorare la qualità della spesa, che non è più possibile ridurre ulteriormente, essendo stata già tagliata all’osso; occorre anche migliorare la capacità di attrazione del nostro teatro nei confronti dei nuovi sponsor.

Per scongiurare gli scioperi ci si appella al sostegno della città e ci si impegna per migliorare la qualità del teatro dell’opera. In un articolo sul Secolo del 21 novembre Silvana Zanovello riporta le cifre con cui il Carlo Felice viene sostenuto: per il 2007 hanno contribuito con 15 milioni e 700mila euro lo Stato, un milione la Regione, 2 milioni e 500mila il Comune, 100mila la Provincia, un milione e 100mila la Fondazione Carige, 900mila Finmeccanica, 450mila il Gruppo Iride, 200mila la Compagnia di San Paolo, 650mila altri.

A questo punto si potrebbe avanzare un’altra modesta proposta: se i cittadini per mezzo della “mano pubblica” sostengono, come quest’anno, il Carlo Felice con più di 18 milioni e mezzo di euro, il “diversificare il repertorio” di cui ha parlato il Sindaco potrebbe diventare un vero e proprio indirizzo politico, un patto che conduca il teatro dell’opera a fare attenzione ai compositori e al pubblico di oggi, a mettere per così dire un tetto alla presenza dei morti (per quanto illustri) nel cartellone ed evitare che assomigli a Staglieno?

Radio Dimensione SuonoE qui si spiega il titolo; è sciocco, ma ci divertiva l’idea di richiamare il 100% grandi successi di Radio Dimensione Suono (e poi volevamo citare, in qualche modo, i “Decomposing Composers” dei Monty Python).

Non solo il titolo è scorretto perchè si dovrebbe parlare di compositori deceduti, invece che di decessi, ma anche perchè la presenza di Tan Dun con Tea: a mirror of soul (7 giugno) da sola abbassa il dato al 97.44%. I titoli e le date dell’opera?

I vespri siciliani, musica di Giuseppe Verdi (morto nel 1901)
Il cappello di paglia di Firenze, musica di Nino Rota (mancato nel 1979)
Manon Lescaut, musica di Giacomo Puccini (scomparso nel 1924)
Der Rosenkavalier, musica di Richard Strauss (venuto meno nel 1949)
Il Trovatore, musica di Giuseppe Verdi (idem, 1901)
Werther, in forma di concerto, musica di Jules Massenet (defunto nel 1912)
La sonnambula, musica di Vincenzo Bellini (trapassato nel 1835)
Evgenij Onegin, musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij (deceduto nel 1893)
Tea: a mirror of soul, musica di Tan Dun (nato nel 1957)

Questo è il cartellone 2007-2008, e se fosse stato più lungo avremmo finito i sinonimi. Il vizio dei “grandi deceduti” non è nuovo, ma col passare del tempo ha finito per imporsi. Due grafici – la stagione al Carlo Felice del 1908, a sinistra, paragonata con quella del 2007-8, ci aiutano a vederlo:

graph_1908.jpggraph_2007-8.jpg

La percentuale dei vivi rispetto ai defunti, in confronto a cent’anni fa, si è dunque ridotta dal 50 al 2.56. Per non parlare della stagione inaugurale del Carlo Felice: nel 1828, infatti, i compositori erano tutti vivi. Vogliamo parlare della loro età? Vincenzo Bellini, 27 anni; Gioachino Rossini, 36 anni; Gaetano Donizetti, 31 anni; Francesco Morlacchi, 44 anni. In confronto a loro Tan Dun, 50 anni, l’unico vivo del cartellone di quest’anno, è francamente un po’ attempato.

Cimitero di Staglieno, la Fede di Santo VarniLa musica che oggi consideriamo classica era contemporanea, nel senso che era composta da musicisti contemporanei dei loro ascoltatori e nessuno andava a dire loro, nemmeno a Francesco Morlacchi, “Ah no, caro mio, al giorno d’oggi possiamo mettere in scena solo Galuppi. Anzi, se fossero ancora vivi Caccini e Peri! Solo chi ha inventato l’opera sa come si scrive!”

Se non ci si fa attenzione, il contemporaneo di oggi non può diventare il classico di domani. Facciamo parlare le cronache (in questo caso riportate da Ambrogio Brocca nel Teatro Carlo Felice, 1898): se nel 1828 Bianca e Fernando fu applaudita, Il Barbiere di Siviglia ebbe “dubbiosa accoglienza”, La Regina di Golconda di Donizetti fu “freddamente accolta”, L’Assedio di Corinto di Rossini ebbe “discreto incontro” e il Cristoforo Colombo di Morlacchi “fu applaudito dagli intelligenti”, anche se oggi potremmo non essere d’accordo. Se non si tira qualcosa contro il muro, non si sa cosa potrebbe restarci attaccato.

Una modesta proposta per il “patto con la città” del Teatro dell’Opera, dunque: in cambio di 18 milioni e rotti (chi ragiona ancora in lire moltiplichi per 1936,27), il Carlo Felice s’impegna a mettere un tetto: non più del 75% di compositori morti il primo anno, 50% il secondo e 25% il terzo. Se la Francia riesce a sostenere con efficacia la propria lingua anche nelle canzoni che suona la radio, e gli artisti stranieri per essere trasmessi si affrettano a incidere versioni francesi dei loro brani (con effetti per noi buffi, come nel caso di Tiziano Ferro), allora pensare a un po’ di protezionismo dei vivi nei confronti dei defunti (anche se gli ultimi sono la maggioranza) può non essere inutile

La domanda crea l’offerta, certo qualcosa resterà attaccato al muro nel ricordo dei posteri e se qualcuno volesse segnalarlo al Carlo Felice può farlo anche senza uscire di casa. Non ci aspettiamo subito un’opera come Nixon in China (di John C. Adams, 1987, scritta su commissione) ma certo sulla carta un Craxi a Pechino suona già divertente.

Chissà, se fossero vivi, forse anche i “compositori decomposti” la penserebbero così.

“Obbedisco!”, ovvero Garibaldi al caffè

Posted in notizie by circospetto on 22 novembre 2007

Essi obbediscono

Da domani, per l’apertura delle iniziative che anche il BerioCafè dedica a Garibaldi, i ragazzi del locale (che si trova nella Biblioteca Berio) indosseranno una nuova divisa, una maglietta rossa “Obbedisco” disegnata da Carla De Fortis. “Un segnale di ironia e di divertimento, un modo, forse un po’ plateale”, ha detto Paolo Vanni, il direttore del BerioCafè, “di comunicare la nostra partecipazione alle manifestazioni che la città Genova dedica a Garibaldi.”

La foto del giorno. Pioggia (e monaca fugace)

Posted in foto del giorno by circospetto on 22 novembre 2007

Monja fugaz, di irenita_glaukopis, da flickr.

Monja fugaz di irenita_glaukopis, da flickr.

Milk club, baccanali autunnali

Posted in notizie by circospetto on 21 novembre 2007

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Milk CLub, 21 novembre 2007Natura o cultura? Stasera toga party o film d’essai? L’uno e l’altro? I baccanali del Milk Club cominciano a mezzanotte e il film di Truffaut alle nove (e l’aula magna di Architettura è letteralmente dietro l’angolo). Per arrivare al club, uscendo dalla ex Chiesa di San Salvatore, basta fare qualche decina di metri, scendere a sinistra verso il mare e cercare il (probabile) casino. Ingresso con tessera ARCI.

La foto del giorno. C’è la nebbia!

Posted in architettura, foto del giorno by circospetto on 21 novembre 2007

a_fog’s_tale di VeryValery, da flickr. 

Fahrenheit 451: bruciano i libri e noi li ricordiamo

Posted in architettura, notizie by circospetto on 21 novembre 2007

Farenheit 451, il filmProseguono gli incontri nell’aula magna della facoltà di Architettura, dove CinemArch propone il ciclo di seminari dal titolo Futuri imperfetti, progetto che “nasce dalla volontà di proporre un momento d’incontro e di dibattito sui temi specifici dell’architettura e sull’uso di altri linguaggi a questi connessi, quali il cinema e le arti visive, fondamentali per un lettura e una comprensione della società contemporanea”.

La scorsa settimana il tema era Tron (1982), mentre questa sera è la volta di Fahrenheit 451 (1966), il film che François Truffaut ha tratto dall’omonimo romanzo di Ray Bradbury (1953), ambientato in un futuro in cui i libri (e il pensiero critico) sono proibiti. Il lavoro del protagonista all’inizio del film è proprio quello di bruciarli, ma c’è chi li ha imparati ha memoria…

Le famose scene della monorotaia sono state girate a Châteneuf-sur-Loire nell’impianto sperimentale della francese SAFEGE.

Pivio - Scortilla(Nota storica di colore locale, dato che si parla di memoria: nei terribili anni Ottanta Fahrenheit 451 è stato anche il titolo di un hit del gruppo genovese degli Scortilla prima che Pivio, una delle sue colonne, diventasse un noto autore di colonne sonore per il cinema.

Grazie a quella macchina del tempo che è diventato YouTube, oggi è possibile riascoltarlo.)

La foto del giorno. Disegnare con la luce

Posted in foto del giorno by circospetto on 20 novembre 2007

FRABBELL IN BOCCADASSE di fullstopfra, da flickr.

Renzo Piano & la nuova sede del New York Times

Posted in architettura by circospetto on 19 novembre 2007


NYT_building_1 di ytf_nyc, da flick

New York Times videoIn attesa di scoprire se la “Grigia Signora” metterà sul suo sito un video dell’inaugurazione per “inserzionisti, government officials e altri invitati”, per vedere qualche immagine della nuova sede del New York Times progettata dal Renzo Piano Building Workshop che viene inaugurata oggi ci affidiamo ai contributi della rete. Chi ha tempo può cercare nel sito ufficiale di RPBW (armandosi di pazienza, perchè la navigazione non è facile: bisogna cliccare projects > all projects > the new york times building > images e, dato che le pagine sono in flash, non possiamo mettervi i link) e del partner FxFowle Architects (idem: si deve cliccare su work > new york times building). Possiamo anche ringraziare chi ha caricato qualche breve filmato su YouTube dell’edificio in costruzione, dandoci così modo di farcene un’idea “in movimento”. Eccco l’esterno e l’atrio:


Renzo Piano intervistato da Charlie RosePer una lunga intervista a Renzo Piano sul tema (in inglese, del 2002), condotta da Charlie Rose (pensate a un Corrado Augias statunitense, ma meno sulfureo) per la PBS-Public Broadcasting Service, invece, potete seguire questo link su YouTube (oppure questo su Google Video, dove si vede meglio).

Sull’edificio ha realizzato un reportage visibile in rete la grande fotografa Annie Leibowiz. Chi volesse affittare un ufficio nel palazzo, come hanno già fatto importanti studi legali, può anche consultare le piante online.

aggiornamento

La nuova sede del New York Times, presentazione animata

[20/11] Oggi Nicolai Oroussoff, il critico d’architettura del NYT, esamina il risultato (non senza muovere qualche appunto) del progetto in una serie di animazioni online, complete di panorama a 360° della redazione, della caffetteria e del panorama della città che si vede dalla cima. Collocata, con un certo understatement, a metà della home page sotto la voce “recensioni d’architettura”, la presentazione è accompagnata dalla voce narrante dell’autore.

L’auditorium e il giardino del New York Times visti dall’atrio

Il giardino dell’atrio; sullo sfondo, l’auditorium.

[Vedi anche: Genova Urban Lab, Vincenzi e Piano all’appuntamento di novembre]

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