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Dal luna park del passato ecco miss Korinka, “il misterioso essere vivente”

Pubblicato in spettacoli da circospetto il 9 dicembre 2007

Attrazioni del Luna Park, lo “spider”Il Luna Park, a Genova dal 7 dicembre al 7 gennaio, è uno spettacolo viaggiante con una lunga storia, che, come racconta il suo sito, nasce dalle fiere e affascina il pubblico “grazie all’impiego dell’energia elettrica e della tecnica meccanica, sfruttando i gusti e le esigenza della nuova utenza attratta dal movimento violento, dalla velocità e dall’illusione del rischio”.

Se quello di oggi è uno spettacolo, come si dice, “tecnologicamente all’avanguardia”, ancora in un passato recente le attrazioni si affidavano al lavoro di artisti e alla sopravvivenza di veri e propri trucchi ottici da illusionisti. Come quello della trasformazione, nato con la luce elettrica e con la tecnologia che permmetteva di realizzare grosse lastre di vetro. Non temiamo di svelarlo, anche perché l’ultima apparizione genovese di “miss Korinka, il misterioso essere vivente” capace di trasformarsi in gorilla, è dell’inverno 1994 (e l’illustrazione qui sotto, dove al posto del gorilla c’è uno scheletro, è tratta da un libro pubblicato nel 1897). Così come è dell’inverno 1994 l’articolo che segue, pubblicato su Il Lavoro-La Repubblica, con cui Pier Paolo Rinaldi comincia la sua collaborazione al blog.

L’effetto della trasformazione

Genova [31 dicembre 2004] – Ogni pomeriggio e ogni sera, alla Foce, nel buio di un carrozzone del luna park avviene una misteriosa trasformazione: una fanciulla si tramuta in un orrido e nero gorilla. Nel tardo pomeriggio, mentre fuori cala la luce, o di sera, quando tutt’intorno risuonano le grida che vengono dall’otto volante, gli spettatori si radunano a piccoli gruppi, facendosi coraggio l’un l’altro. Sotto la piccola tettoia foderata di canne dell’attrazione intitolata Africa addio, un banditore promette l’esibizione di «miss Korinka, il misterioso essere vivente». All’esterno, tra maschere africane e decorazioni zebrate, i cartelli sconsigliano la visione a persone emotive e a donne incinte.

Gli spettatori entrano uno a uno nel piccolo spazio nero del carrozzone, si guardano intorno intimiditi, si fermano lontani dal palco. La porta si chiude e lo spettacolo inizia: «Miss Korinka – annuncia il banditore – il misterioso essere vivente: donna o gorilla? Vedrete un essere umano rinchiudersi in una gabbia d’acciaio e davanti a voi, sotto i vostri occhi, trasformarsi in un’orribile belva dal peso di duecento chilogrammi!» Tra i lampi della luce stroboscopica appare la giovanissima miss Korinka, che viene presentata al pubblico. Vengono elencati i suoi successi internazionali, i suoi studi al Theatre Africain Studio di Nairobi e le sue origini esotiche: svedese ma vissuta in Sudamerica, è sbarcata all’aeroporto di Genova con un volo speciale… e miss Korinka sparisce per prepararsi.

«Attenzione – avverte il banditore – si tratta di una persona molto strana, con gravi problemi di carattere, e il cambiamento di clima può averla innervosita… Siete pregati di osservare il massimo silenzio durante il suo stato di trance.» Korinka riappare. La colonna sonora dello spettacolo accompagna, con urla disumane, il misterioso svilupparsi della trasformazione quando… Ma continuare sarebbe un crimine, rovinerebbe la suspense del «misterioso rito della savana».

Africa addio, insieme con le acrobazie dei motociclisti, è l’ultima attrazione del luna park che preveda uno spettacolo vero e proprio, con la presenza di artisti. Non ci sono più giganti o donne cannone, non si esibisce più la donna-ragno, o la donna senza testa. Le attrazioni, a partire dal boom industriale degli anni Sessanta, si sono elettrificate e meccanizzate sempre più fino ad arrivare a presentare, da qualche anno, le applicazioni spettacolari dei simulatori di volo. Domani troveremo esempi viaggianti di realtà virtuale, ma oggi abbiamo ancora la possibilità di visitare un’attrazione erede della centenaria tradizione dello spettacolo viaggiante.

Walter e Heros Salvioli, padre e figlio, girano da anni per l’Italia con i familiari «baracconi». È una tradizione di famiglia, raccontano: prima nel circo e poi nel luna park con la cinesfera, i film proiettati su uno schermo di 180 gradi. «Meravigliare è il nostro lavoro – conferma Walter Salvioli – è sempre stata la nostra vita, la nostra passione.»

E il successo dello spettacolo è un segnale della voglia di meraviglia e di fantastico ancora presente nel pubblico, anche in anni difficili e scettici come quelli che stiamo vivendo. Un pubblico che non cerca solo le grandi produzioni cinematografiche americane, dove molti spettatori rimangono così coinvolti – è successo a Milano nei giorni scorsi, alle proiezioni di Intervista col vampiro – da svenire. Alla Foce, tra le luci colorate e lo zucchero filato, il pubblico viene attratto dalla Bella che si trasforma nella Bestia. Al buio, per un attimo, riusciamo a sospendere l’incredulità e a stupirci della mutazione di miss Korinka, «il misterioso essere vivente».

Pier Paolo Rinaldi

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