Marassi: Giorgio De Piaggi, una notte nella cella 23


Vi dirò. Nel momento in cui il tizio è entrato nella cella è come se lo spazio a mia disposizione si fosse improvvisamente ristretto. (Il mio isolamento è dunque finito?) Strascina i piedi, con fatica. Statura media, guance scavate, capelli bianchi, radi, che gli scivolano dal cranio, schiena curva. Elegante nel suo cappotto di cammello. Grandi occhiali da miope con montatura in tartaruga. Rasato di fresco. Profuma d’acqua di colonia, fine. Più che vecchio, un uomo disfatto.
Sono le prime righe del libro Marassi: cella 23 di Giorgio De Piaggi, che viene presentato oggi alle 18 alla libreria FNAC (via XX Settembre 46R).
Due individui, differenti per età, per cultura e per professione – il giovane, voce narrante, giornalista, il vecchio, imprenditore edile – si trovano costretti a condividere per una notte una cella nel carcere genovese di Marassi. Inquieti, dubbiosi sul loro prossimo futuro, forzatamente insonni, passano una parte delle ore notturne a parlare, in un crescendo sempre più frenetico. Il giovane rievoca a se stesso l’amara e infelice storia d’amore che ha appena vissuto, intrecciata con una bizzarra vicenda criminosa che l’ha condotto in carcere, l’altro, il vecchio, approfitta dell’occasione d’avere davanti a sé un ascoltatore compiacente per raccontargli momenti della sua esistenza passata. Due vite a confronto, dunque, destinate a separarsi con il sopraggiungere dell’alba liberatrice.
Giorgio De Piaggi, Marassi: cella 23, Fratelli Frilli Editori, Collana I Tascabili – Noir, 168 pp, € 9


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