circospetto! genova da un altro punto di vista

“Reinvenzione” di Yard (1961), un environment di Allan Kaprow

Pubblicato su arte, eventi by piazzamanin su Gennaio 22nd, 2008


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Immagini dell’inaugurazione alla Loggia di Banchi di connieflou°, encore!, Deja V maker, annatralenuvole, mannü da Flickr-Ghe_Semmu.

L’happening è nato come una specie di collage multisensoriale. Come un’esperienza che coinvolgeva le diverse facoltà percettive: vista, udito, tatto… In precedenza avevo lavorato a composizioni realizzate con l’assemblaggio casuale di materiali diversi, che a poco a poco erano arrivati ad integrarsi in un insieme, a costituire un allestimento ambientale, un environment. Ma erano forme in qualche modo ancora statiche. Allora mi sono proposto di introdurre la dimensione temporale, di far partecipare la gente, di occupare nuovi spazi.

Così dalla galleria, dove si è svolto il suo primo lavoro (”18 happenings in 6 parts”, 1959), è passato al campo di pallacanestro di “Coca cola, Shirley Cannonball” (1960), al cortile di “The Courtyard” (1962).
Precisamente. I primi happenings, tanto i miei, quanto quelli di altri artisti come Robert Rauschenberg, Claes Oldenburg, Jim Dine, erano eventi complessi che si svolgevano in sedi non convenzionali e implicavano la partecipazione di molte persone. Poi, attorno alla metà degli anni ‘60, sono arrivato ad una chiarificazione concettuale. Osservavo il gioco dei bambini, in cui l’imitazione ha una funzione di esplorazione dei comportamenti. Ho iniziato a lavorare su azioni semplici, cose che non hanno senso al di là della loro immediatezza. O meglio, il loro senso è il gioco e l’obiettivo che si propongono è di ampliare il gioco. La complessità che prima era spiegata nella costruzione di un contesto a più dimensioni, ora è risolta nel tempo o nello spazio.

Tratto da Sandro Ricaldone intervista Allan Kaprow, ottobre 1998.

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