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I “Sepolcri” del Venerdì Santo, ovvero l’Altare della Reposizione

Pubblicato in città da piazzamanin il 22 Marzo 2008


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[ Guarda le foto del Venerdì Santo 2009 ]

La tradizione vuole che, il Venerdì Santo, si vadano a visitare quelli che vengono chiamati i “Sepolcri”. Il termine tecnico, però, è un altro: Da Wikipedia:

L’altare della reposizione è il luogo in cui, nella liturgia cattolica, viene riposta e conservata l’Eucaristia al termine della celebrazione eucaristica del Giovedì Santo, la Missa in Coena Domini.

È tradizione che nelle chiese gli altari della reposizione siano addobbati in modo solenne, con composizioni floreali o altri simboli, in omaggio all’Eucaristia che viene conservata per poter permettere la Comunione nel giorno seguente, il Venerdì Santo, ai fedeli che partecipano alla Azione liturgica della Passione del Signore; infatti il Venerdì Santo non si offre il Sacrificio della Messa, e dunque non si consacra l’Eucaristia.

I contenitori di grano germogliato che spesso accompagnano gli addobbi floreali – meno che in passato, e ancora meno nelle chiese più eleganti – aggiungono una curiosa nota pagana all’insieme, ricordando i riti greci delle Adonie, quando le donne facevano crescere “in piccoli vasi esposti all’aperto, cereali e ortaggi” in onore dell’amante di Afrodite. Scrive Marcel Detienne nel suo I giardini di Adone.

Per gli uni si tratterebbe di colture destinate a ricordare la morte di un dio della vegetazione primaverile, bruciata dal calore ardente dell’estate; per gli altri, di riti agrari destinati a presagire e a favorire il risveglio della vegetazione disseccata.

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