Da oltre i Giovi, i reverse graffiti per l’arte di strada
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È troppo facile: per tracciare la propria tag su un muro basta, anche all’ultimo dei belinoni, una bomboletta di vernice spray (l’equivalente, per un futuro street artist, dell’andare a scuola).
“Avete distrutto ciò che appartiene alla comunità, i muri che più vi fanno gola, solo quelli dietro cui siete certi che non ci sia appostato un privato proprietario con la doppietta in mano o la denuncia facile”, scriveva ad ottobre Maurizio Maggiani in ‘Vi odio, stupidi “graffitari”‘.
Un’idea che probabilmente gli piacerebbe, invece, è quella del reverse graffiti, quella che porta uno “street artist” come Alexandre Orion a creare forme togliendo (come nella scultura?) la polvere che su altri muri si è accumulata per realizzare l’Ossário documentato a San Paulo, Brasile, in questa breve clip (prontamente cancellato dalla città, ottenendo così il risultato di far pulire le pareti del tunnel).
Ovvio: se vi capita di vederne uno in giro mandateci una foto (anche via cellulare) a circospetto@gmail.com.







Ciao Maurizio, sono luca e da qualche anno faccio reverse x l’italia.
se vuoi quelche foto ci sentiamo
luca