Vita digitale, quando il consigliere regionale usa i file .pdf

È dura, quando non escono i giornali, e si finisce per riprendere in mano quelli già letti. Ci è caduto l’occhio, così, sull’intervista di Marco Preve al consigliere regionale Matteo Rosso (Pdl) sulla Repubblica di ieri, quella di carta, che inizia così:
Non farebbe piacere a nessuno leggere le intercettazioni del proprio padre che chiede una raccomandazione. Tanto meno se la richiesta di aiuto è rivolta ad un presidente di Regione di cui questo figlio è uno dei principali oppositori.
Nella telefonata, intercettata per la questione del Multipurpose portuale, “suo padre, il professor Riccardo Rosso, chiede e ottiene attraverso Giovanni Novi, all’epoca presidente dell’Authority [portuale], l’appoggio di Claudio Burlando per la cosiddetta battaglia dell’IST“, ovvero la nomina del nuovo direttore scientifico. Il giorno precedente, sempre su Repubblica, Novi aveva ammesso la telefonata: il professor Rossi aveva all’epoca in cura sua moglie, ammalata di tumore.
È assolutamente vero che ho “raccomandato”, per usare un termine in uso in questi casi, il professor Riccardo Rosso direttore dell’IST, nella speranza che potesse rimanere qualche tempo in più nella sua posizione.
È davvero l’ora di smetterla con le intercettazioni, saltano fuori cose troppo interessanti. Ma a parte la telefonata, il nome di Matteo Rosso ci fa tornare in mente un dettaglio che ci hanno segnalato qualche tempo fa: il consigliere pubblica sul proprio sito i file .pdf dalla rassegna dell’Ufficio stampa della Giunta.
Da un articolo di Giovanni Mari sul Secolo del febbraio 2005 (file .pdf, ovviamente) veniamo a sapere che la busta paga di un consigliere regionale oscilla tra gli 11 e i 13mila euro: possibile che Rosso non possa farsi ritagliare gli articoli dal/la segretario/a? In un caso, poi, quello che ci hanno segnalato, l’articolo proviene dalla rassegna stampa del Comune (copia su Webcitation) che risale a quando era consigliere comunale, e la copia riporta con chiarezza la scritta ritaglio stampa a uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
Che dite, vi sembra giusto oppure è il caso di aprire una colletta per regalare a Matteo Rosso un paio di forbici?






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