Val Polcevera: scena quotidiana e crudele davanti all’IKEA

All’occhio ignaro del cliente può sembrare che i giovanotti dalla giubba colorata stiano riportando all’interno del negozio i carrelli usati dalla clientela. Ciò che accade in realtà è ben diverso: l’inganno è stato smascherato, ad esempio, da Terry Pratchett nel romanzo Reaper Man (e se mai quando riusciremo a trovare la citazione la riporteremo).
In realtà i carrelli vivono allo stato brado e la scena cui assistiamo distratti segue la loro cattura. Una volta abbassata la saracinesca, i carrelli saranno domati (non vogliamo sapere come) e da quel momento in poi comincerà la loro vita di bestie da soma, al chiuso e al servizio dell’uomo. Potranno uscire all’aperto solo nel recinto del parcheggio, e anche in questo caso solo per trasportare gli acquisti più pesanti sino alle automobili dei clienti.
Chi volesse approfondire la loro vita di creature libere può consultare The Stray Shopping Carts of Eastern North America: A Guide to Field Identification (2006) del fotografo naturalista Julian Montague. L’immagine che segue ritrae il corpo senza più vita di un carrello selvatico, abbandonato sulle rive del Polcevera in secca, prima che sia trascinato via dalle prossime piogge: la vita libera, seppur più intensa, è anche piena di rischi. L’aspettativa di vita di un carrello selvatico, infatti, è più breve di quella di uno in cattività.







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