Winterbottom: Genova al TIFF, le prime recensioni

Colin Firth, foto di angela n da Flickr – Creative Commons
Genitori sensibili in guardia! Variety, la bibbia dell’intrattenimento anglofono, ha dato la notizia dell’acquisto dei diritti per Inghilterra e Irlanda da parte della casa indipendente Metrodome, il cui general manager, Sara Frain, ha dichiarato: “Con Genova, Michael Winterbottom rafforza la sua posizione di regista guida nel panorama inglese contemporaneo”.
Incuriositi? Il film è appena stato proiettato al TIFF di Toronto e cominciano a comparire le prime recensioni, come quella di Cinematic.com (“a terrific small film”) o di Twitchfilms:
It is graceful drama on the grieving process merged, both smoothly and meticulously, with an intimate documentary style and a novel execution of maximum suspense. Sensitive parents beware, while Genova is attractively interspersed with honesty, the film is really quite nerve wracking.
In quella di RowThree.com spunta anche qualche angolo della città:
To young girls [le figlie del protagonista] the dark, maze-like alleyways are full of wonders and dangers During the trips on the back of a Vespa through the busy and chaotic streets the film is positively electric.
Winterbottom ha un vero talento, scrive Tom Teodorczuk sull’Evening Standard di oggi, per “catturare il paesaggio”:
Whether it’s the Eighties Manchester or war-torn Sarajevo, Winterbottom is one of the finest directors at capturing a landscape and here he does a fine job of showcasing Genova’s cathedrals and beaches.
But the picturesque locale only heightens the emotional turmoil faced by Joe’s two daughters. Kelly, 16, (Willa Holland) proceeds to go off the rails, often disappearing for late-night trysts with Italian boys.


Un film pessimo, sotto tutti gli aspetti: sceneggiatura, regia, fotografia, casting. L’evidente mancanza di mezzi e di idee hanno contribuito a confezionare un film al massimo mediocre, a tratti imbarazzante. In realtà la pellicola è stata accolta molto freddamente dal pubblico, sia alla presentazione genovese del 2008, sia nei pochissimi festival dov’è fortunosamente approdata. Come biasimare i distributori italiani per aver ignorato un film redeno come un baccalà?
Noiosissimo, inconcludente e, soprattutto, pessimo spot per la città che è veramente bella e non merita una vetrina così sgangherata e corrusca! In una parola: tremendo.
A proposito, la gente al cinema era tanto numerosa all’entrata, quanto delusa e sbigottita all’uscita.