circospetto! genova «meglio che la franca brignola» *

28 settembre, la città in bicicletta al Museo dell’Antartide

Pubblicato in città da circospetto il 20 settembre 2008

Andare a lavorare in bici, video di Sergio Gibbe:

Vincendo i pregiudizi, con le moderne biciclette che dispongono di cambi facilissimi da usare ed un po’ di allenamento il trasferimento casa-ufficio in bici risulta fattibile, anche se a Genova mancano ancora, purtroppo, le corsie ciclabili perfino dove si potrebbero realizzare.
Gli automobilisti generalmente sembrano mostrare cortesia e comprensione nei confronti dei primi ciclisti urbani genovesi.
Come esempio, ho registrato il mio tragitto mattutino casa-ufficio, che comprende la panoramica passeggiata a mare.

“Riduzione dello stress, abbattimento dei tempi morti, agilità e velocità negli spostamenti, benessere fisico, scoperta di una Genova diversa, assolutamente avvincente e a misura d’uomo”, scrive PegliMobile:

Di tutto questo si parlerà domenica 28 settembre 2008 alle ore 15.30 presso il “Museo dell’Antartide” al Porto Antico nel convegno “Una bicicletta è caduta in mare: riflessioni sulla mobilità sostenibile”, realizzato nell’ambito della manifestazione “Fa’ la cosa giusta” organizzata dall’associazione “Terre di Mezzo“. [...]

L’argomento di maggiore interesse sarà senz’altro il progetto di Bike Sharing genovese con bici a pedalata assistita.

Una Risposta

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  1. mat said, on 20 settembre 2008 at 13:01

    “vincendo i pregiudizi” è la parte peggiore.
    pur amando la bici tantissimo ero uno dei più strenui oppositori del suo utilizzo a genova: strade sfasciate, buche, automobilisti e pedoni ineducati che non sanno come comportarsi (mi sposto? ti supero? ti suono? ti centro?), e poi le salite, che non basta chiamarle discese quando vai verso le colline…
    eppure, complice un discutibile ritiro della patente per eccesso di velocità, qualche anno fa mi son trovato a pedalare fino a cornigliano per lavoro, d’estate.
    e ho capito che era possibile.
    difficile se hai una salita in mezzo ma possibile.
    ora con sospensioni potenziate, magari chi può la bici elettrica, si va tranquilli ed è un gran bel godere.
    se adesso il comune facesse un po’ di piste ciclabili e, soprattutto, un po’ di rastrelliere per parcheggiare le due ruote… beh forse si riuscirebbe ad invogliare ancora qualcuno. anche perchè chi ha più voglia di perdere 45minuti e 3e di carburante per parcheggiare un motorino? (se non la salute faranno il tempo e i soldi…)
    complimenti per il blog
    mat


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