Collasso di un delfino all’Acquario, il lato oscuro del turismo?

Foto di *hoodrat* da Flickr – Creative Commons.
Il Secolo ha dato la notizia qualche giorno fa, ieri il sito della LAV – Lega Antivivisezione è entrato nei dettagli:
Nuovo “improvviso” decesso di un delfino all’Acquario di Genova – il quarto decesso avvenuto in poco tempo negli acquari italiani, il cui primato spetta all’Oltremare di Riccione – e la LAV, preoccupata, chiede che la Commissione Scientifica CITES intervenga con autorità ad impedire qualsiasi ulteriore acquisizione di delfini da parte di delfinari, acquari o parchi marini che non offrano garanzie di una corretta detenzione degli animali.
Il delfino Beta sarebbe deceduto pochi giorni fa per collasso cardiocircolatorio, senza alcun segnale che facesse presagire il malore, secondo dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa stampa.
“Anche in questo drammatico caso, come in altri, abbiamo letto dichiarazioni di chi continua a sostenere che la vita media dei delfini mantenuti in cattività raggiunga i 35 anni di età, mentre in libertà morirebbero molto prima – dichiara Nadia Masutti, responsabile LAV settore Esotici, Circhi e Zoo – A parte le morti di cui non viene data comunicazione ufficiale, e che ha come conseguenza la sostituzione immediata dell’animale deceduto con un altro di ignota provenienza, appare ormai evidente che i delfini detenuti all’interno di delfinari e acquari non sono certamente così longevi come si vuol far credere.”
Beta veniva dal Delfinario di Rimini e NewsRimini.it ha riportato la notizia: “Sono in corso accertamenti per chiarire le modalità del decesso, avvenuto, pare, per arresto cardiocircolatorio. I risultati saranno comunicati tra sei settimane.”


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