Commenda, sant’Ugo (da Genova) e i Cavalieri (di Malta)
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Festa di san’Ugo Canefri, “Cavaliere e Protettore della Commenda”, e processione “con le reliquie del Santo presieduta da S. E. Rev.ma Mons. Luigi Ernesto Palletti, vescovo ausiliare, ma anche “intrattenimento musicale e scenico a cura della Banda Musicale di Rivarolo e del gruppo folkloristico ‘Città di Genova’”.
Scrive Wikipedia:
Ugo Canefri (1148 – 8 ottobre 1233) è stato un santo italiano, venerato dalla Chiesa cattolica, particolarmente ad Alessandria, Genova e presso l’Ordine di Malta. È venerato anche come sant’Ugo da Genova e la sua festa religiosa ricorre l’8 ottobre. Canefri nacque probabilmente nel 1148 dalla famiglia alessandrina dei conti Canefri, signori di Gamondio (l’attuale Castellazzo Bormida), Fresonara e Borgo Rovereto.
Partecipò alla terza crociata assieme a Corrado del Monferrato ed a Guala Bicchieri console di Vercelli.
Entrò nell’Ordine di Malta e, poco più che ventenne, fu destinato all’Ospedale della Commenda di San Giovanni di Pré a Genova. Abbandonò così l’armatura per vestire il camice di infermiere. Prestò servizio per oltre cinquant’anni.
Poco dopo la morte, avvenuta nel 1233 verso gli 85 anni[se lo si considera nato nel 1148], venne beatificato e quindi santificato.
Non incospicua la presenza dei Cavalieri di Malta, membri dell’ordine il cui nome esteso è Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta:
La missione originaria dell’assistenza ospedaliera ritorna ad essere l’attività principale dell’Ordine, che si intensifica nel corso dell’ultimo secolo, grazie al contributo delle attività dei Gran Priorati e delle Associazioni Nazionali presenti in numerosi paesi del mondo. Le attività ospedaliere e di assistenza vengono svolte su larga scala durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale sotto il Gran Maestro Fra’ Ludovico Chigi Albani della Rovere (1931-1951).
Sotto i Gran Maestri Fra’ Angelo de Mojana di Cologna (1962-1988) e Fra’ Andrew Bertie (1988-2008), i progetti si intensificano ulteriormente fino a raggiungere le regioni più remote del pianeta.


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