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Acquasola, oggi il comitato “libera” le papere di plastica

Pubblicato in notizie da circospetto il 4 dicembre 2009

…nella vasca dei cigni (ma prima la pulisce) mentre infuria la battaglia legale contro il parcheggio:

Genova. Venerdì 4 dicembre 2009, ore 11, al giardino storico dell’Acquasola, il Comitato dell’Acquasola organizza l’iniziativa Liberiamo le paperelle!, nell’ambito del progetto di riqualificazione del parco.

Nel corso della mattinata, verranno ripulite la vasca dei cigni e liberate decine di anatre e paperelle, tutte, rigorosamente, di plastica.

Oltre ad essere un utile servizio di manutenzione per recuperare uno dei giardini storici più belli della città purtroppo abbandonato da anni al degrado, questa iniziativa costituisce l’ennesimo atto di protesta contro la Sistema Parcheggi e il Comune, il cui programma di riqualificazione dell’Acquasola è da sempre oggetto di contestazioni.

L’osservatorio del centro storico ha le ultime notizie sul ricorso al TAR. Approfittiamo dell’occasione e di GoogleBooks per citare il Viaggio nella Liguria marittima (1834) di Davide Bertolotti, che si può leggere online o scaricare come pdf, dopo il salto:

« L’Acquasola, scriveva un Autore, è la più amena, la più deliziosa passeggiata che possa idearsi: aria libera, esposizione felice, vista superba del mare, della ridente collina d’Albaro, degli orti sempre verdeggianti del Bisagno, e più in distanza il piospetto pittoresco de’monti e promontorj di Richelieu, Fascie e Portolaio; e finalmente il concorso di quanto v’ ba in Genova di più amabile. »

Egli cosi scrìveva nel 1802, poi lamentavasi che il bel passeggio dell’Acquasola mancasse di sedili, e non presentasile che un terreno, arso e polveroso, senza un filo d’acqua e non mai adacquato in tempo d’estate. Oh se lo rivedesse ora, con che dolce stupore esclamerebbe : Quantum mutatus ab illo!

L’immensa quantità di terra portata via nel 16.° secolo per far i magnifici palazzi di strada Nuova, diede origine ai così detti Mucchi dell’Acquasola. La bellezza del sito fece scegliere per passeggio quei mucchi sui quali vennero piantati alcuni filari d’alberi.

Dal 1820 in poi il disadorno e disuguale passeggio dell’Acquasola fu convertito in una spianata lunga 3oo metri sopra 100 di larghezza, ed abbellita da tutta l’arte del giardiniere. Si colmarono i grandi fossi, s’innalzarono maestose scalèe, ed affinchè l’adornamento non nuocesse alla difesa, un gran bastione esterno circondò tutto il passeggio, il qual rimane per tal guisa compreso nell’ interna cinta di fortificazione.

Puntate precedenti

Notte… verde, protesta per il Parco dell’Acquasola

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