Galaverna, “essa brina gagliarda congelata negli alberi”

Scrive Lodovico Antonio Muratori (1672 – 1750) nelle sue Dissertazioni sopra le antichità italiane:
Né si dee tralasciare quella che noi appelliamo manizza o manizzo, e i Toscani manicotto, per difendere le mani dal freddo del verno. Discese tal voce dal Latino manicia, che si truova nell’epist. V del lib. III di Plinio juniore. Nella Vita di San Filiberto Abbate Gemiticense pubblicata dal Mabillon si legge: Manicia, quae nos peregrina lingua (cioè Germanica) wantos vocamus. Dalla lingua appunto Tedesca è a noi venuto il nome di guanti. Nella Dissertazione IX si vede una carta dell’anno 820, dove sono menzionate manicie. In oltre i Modenesi non solamente al pari degli altri Italiani chiamano brina il Latino pruina, ma anche galaverna essa brina gagliarda congelata negli alberi. Non saprei dire se tal voce fosse mai composta d’una parola Greca, cioè da gala, significante latte, e dalla Latina hybernus, che noi abbiamo convertito in inverno o verno.








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