circospetto! genova «meglio che la franca brignola» *

Centro Sociale Occupato Autogestito Emiliano Zapata, Yo quiero vivir

Pubblicato in città da circospetto il 27 dicembre 2009

“Tragedia al centro sociale Zapata”, titolava TGcom il 20 dicembre, e il tono è più o meno quello con cui viene riportata la notizia. Il giorno seguente, il Secolo precisa: «Il centro sociale Zapata ieri sera era chiuso, non c’era nessuna grande festa, ma solo un festeggiamento di compleanno con trenta persone al massimo»: lo affermano i fondatori del centro sociale Zapata, che hanno rivolto un «Appello alla città per la verità sulla morte di Stefano», il ragazzo cileno di 17 anni accoltellato ieri sera davanti al centro sociale.” Alessandra Fava, sul Manifesto, riporta il 23 lo sconcerto che segue la tragedia e certe reazioni (“Enrico Musso, prima candidato sindaco contro la Vincenzi, scrive che «lo Zapata appare ormai, agli occhi dei residenti, delle stesse forze di polizia, una zona franca di delinquenza tollerata, tacitamente accettata, sostanzialmente legalizzata»”):

Quasi quattro anni. Una sfida. Tornei, partite, incontri, assemblee. Il tentativo anche di parlare la stessa lingua. Difficile coi latinoamericani: troppo cattolici, le loro donne che non prendono la pillola, gli uomini qualcos’altro e a quindici anni sono già papà o madri. Difficile capire perché questi italiani dicono sì alla marijuana, no a tutte le altre droghe, sono così poco machisti e non reagiscono davanti a ragazze prepotenti. Quattro anni per incontrarsi. Quattro anni con quei tornei multicolori dove magrebini, sudamericani, italiani, genovesi s’incontrano e scontrano al pallone e la gente sta lì e applaude tutta insieme. Quattro anni che a ogni episodio di rissa a Sampierdarena i giornali attaccano chissà perché la pace del 2006 tra le organizzazioni di strada, allora tra Latin Kings, Netas e Masters. Quasi quattro anni di gestione condivisa di un centro sociale, lo Zapata di Sampierdarena. Quattro anni che spariscono nel nulla perché succede un omicidio domenica sera e muore un ragazzo cileno di 17 anni.

Ecco quindi il testo dell’appello, diffuso dal CSOA Zapata, pubblicato (anche) dal Secolo:

YO QUIERO VIVIR. QUE PARE LA VIOLENCIA ENTRE JOVENES, YA!

Stefano, 17 anni, nato a Genova, è morto nella notte di domenica in seguito a una rissa fra giovani. Stefano purtroppo non è il primo, ma vorremmo che fosse l’ultimo. Un altro ragazzo di Genova, Davide, è in ospedale e anche la sua vita è stata messa in pericolo. Stefano, come migliaia di altri giovani, è figlio delle migrazioni latinoamericane nella nostra città.

Sono i figli di chi tutti i giorni lavora nei cantieri edili, nei servizi di pulizia, nell’assistenza ai bambini e agli anziani, nei cantieri navali, nelle panetterie. Sono i figli della Genova meticcia che sta nascendo e che è il nostro futuro. Stefano, come migliaia di altri giovani figli della migrazione, è figlio di questa città. Qui è cresciuto, qui ha costruito i suoi sogni, qui la sua vita è stata interrotta. Molti di noi lavorano, con scarse risorse e molta volontà, nelle scuole e nell’educazione di strada, nei servizi per i migranti e nei centri sociali, nelle cooperative e nei mezzi di comunicazione, nelle chiese di ogni denominazione, nei progetti culturali e sportivi che cercano di dare un futuro alle nuove generazioni di genovesi.

Da molti anni, tutti noi siamo coinvolti nel favorire e aiutare la mediazione non violenta dei conflitti fra i giovani e i loro gruppi. A volte con buoni esiti, a volte con insuccessi. Troppo spesso si parla di “ronde”, “alpini” e “telecamere” per risolvere i problemi della gioventù e della convivenza urbana. Noi invece pensiamo che sia il tempo di costruire politiche giovanili degne di questo nome. Vogliamo che arrivi un messaggio di pace a tutti i familiari, a tutti i genitori della comunità latinoamericana, a tutti i giovani e i loro gruppi.

Vogliamo unirci al dolore della famiglia di Stefano e per questo chiediamo che la vendetta non abbia la meglio sulla vita, che il sangue di Stefano non sia lavato con il sangue di altri giovani, che nessun altro genitore debba piangere la morte di un figlio. Sosterremmo con ancora maggior impegno i giovani di tutti i gruppi a trovare un percorso di pace e progresso; esigiamo dalle istituzioni progetti sociali, culturali, educativi, sportivi per la gioventù di Genova. Non meritiamo centri commerciali come principale opportunità per il tempo libero dei giovani Invitiamo a ricordare Stefano e la necessità di pace fra i giovani in tutte le celebrazioni del Natale.

Un’altra stesura, accompagnata dalla lista dei firmatari dell’appello, su GlobalProject.info.

Una Risposta

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  1. mamma said, on 14 marzo 2010 at 03:52

    quante belle parole , ma purtroppo altre mamme piangeranno i loro figli , altre mamme che non sanno cosa combinano i loro bambini mentre loro sono a lavorare , e chi invece come me sa benissimo cosa fanno , non sanno a chi rivolgersi a chi chiedere aiuto, e io so che mio figlio prima o poi sarà ammazzato come è successo al “povero ” stefano, si parla di integrazione di psicologia , tutte cavolate, ogni motivo anche stupido va bene x provocare risse , la verita è che sono ragazzi che non hanno voglia di far niente , prepotenti arroganti , ubriaconi,ogni giorno una festa a iniziare dal mattino, dove scorrono fiumi di birra e altro……………………….quando uno di loro muore , per le forze dell0′ordine è solo un problema in meno,forse saranno anche ragazzi deboli , che trovano forza nell’alcool , nel gruppo , forse hanno bisogno della violenza x sentirsi forte , ma non vogliono aiuto, sono molto bugiardi , promettono per ottenere cio che vogliono ma mai mantegono…………….e noi mamme? personalmente sto morendo ogni giorno , ho il terrore del telefono , e trovo la forza di andare avanti grazie a mio figlio piu piccolo che ha ancora tanto bisogno di me , altrimenti a costo della mia vita trascinerei fuori da questo inferno mio figlio ,. ormai ho capito che se non vuole uscirne lui io da sola non posso fare niente. dio x questo natale me l’ha lasciato, ma si e portato via stefano , ma la prossima volta a chi toccherà, e in nome di che cosa si fanno la guerra sti cretini’ ? STEFANO aveva solo 17 anni e tutta una vita davanti ,è morto …., perche? chi me lo sa spiegare ? mio figlio ferito e solo x una coincidenza non e stato ammazzato, . e tutto questo perche ? chi me lo sa spiegare contro cosa devo combattere ?……………che dio mi aiuti…………………..


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