circospetto! genova «meglio che la franca brignola» *

Foce, “Il navigante” di Antonio Morera sta per tornare al suo posto

Pubblicato in città da circospetto il 4 gennaio 2010

Sopra, i lavori in corso per ripristinare l’arco e il basamento, sotto la collocazione originaria della statua nella Genova di un cinegiornale del ’42. Sul sito di Sciutto (“Movimentiamo l’arte”) c’è una foto che hanno scattato nel 2006, quando hanno imbragato e spostato la statua (“altezza 5 m.”) un po’ più in là. Il link di GoogleMaps porta a un’immagine del satellite ancora con i lavori in corso per la ri-copertura del Bisagno (nel senso che è stato prima scoperchiato per sostituire la copertura degli anni Trenta che rallentava – anche – il deflusso delle acque quando il torrente era in piena, una delle cause delle alluvioni).

Dall’archivio del Corriere viene la polemica dello scorso marzo sul ridisegno dei viali, che avrebbe snellito la circolazione, e che ha scatenato una raccolta di firme:

Il viale era concepito con una grande aiuola centrale e lo scorrimento delle auto laterali, il progetto del Comune del dicembre 2008 prevede la scomparsa dell’aiuola per far transitare al centro della carreggiata due corsie riservate agli autobus. «Significa distruggere un pezzo di storia, – dice Benedetta Spadolini – l’asse centrale con l’aiuola è caratteristico di quell’architettura,

riporta Erika Dellacasa. Se il censimento del 1936 ha contato 634.646 abitanti e quello nel 2001 ne ha contato solo 610.307 , c’è da dire che a quei tempi erano ben pochi ad avere un’automobile. Se teniamo conto dell’area che “insiste”, come dice qualcuno, sulla città allora l’area metropolitana conta quasi 1.400.000 abitanti. Quanti di loro sono guidatori e quanti prendono l’autobus? Ma che importa: l’ex sindaco Giuseppe Pericu ricorda che la sua giunta “aveva esaminato un progetto analogo a quello che sta portando avanti ora il Comune ma non l’ abbiamo mai approvato: sono sempre stato contrario a cancellare la forma originale del viale per far posto agli autobus”. E “in uno dei salotti della città, il caffè Mangini”, è stato presentato l’appello, firmato da

oltre cento architetti, artisti, intellettuali genovesi, dalla figlia di Daneri, Anna, a Gabriella Morera, figlia dello scultore che realizzò la statua del Navigatore posta al termine del viale, a Benedetta Spadolini (preside di Architettura, nipote di Giovanni Spadolini), a Rosellina Archinto, Giuseppe De Jorio (architetto navale), Maurizio Maggiani (scrittore), al direttore della Stampa Giulio Anselmi.

Motivo del contendere, riassume il Corriere, “il viale alla cui progettazione partecipò Marcello Piacentini, maggior interprete della politica architettonica del Fascismo”. Nessuna contesa, invece, per i due maxi schermi di Primocanale, installati nel 2007 in cima alla Torre Piacentini (1940), il grattacielo di piazza Dante che dallo stesso architetto è stato progettato e che dovrebbe essere, teoricamente, tutelato dalla Soprintendenza ai beni architettonici. Se tutelano il mercato di frutta e verdura di Sestri Ponente [foto] volete che non tutelino il grattacielo di piazza Dante?

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