circospetto! genova «meglio che la franca brignola» *

Caffè della Flora, catturata una spia austriaca (14 gennaio 1852)

Pubblicato in città da circospetto il 14 gennaio 2010

Gazzetta del Popolo (Torino), 17 gennaio 1852

GENOVA, 14 gennaio. Vi comunico in fretta i dettagli di un fatto occorso ieri sarà al caffè della Flora, luogo di convegno degli ufficiali della guarnigione, dove anch’io ero presente.

Un individuo signorilmente vestito, e che aveva l’aria d’un diplomatico se ne stava assiso accanto a me facendo le viste di leggere un supplemento della Gazzetta Piemontese, ma a vece dava ascolto ai varii discorsi che si facevano dagli uffiziali; giunta l’ora del teatro la conversazione fini, e la maggior porte sortì, e questi pure, ma nell’andarsene perdette il portafoglio, che venne raccolto qualche momento dopo da un avvocato e da un altro cittadino; per sapere a chi appartenesse, lo aprirono; ma quale non fu la loro sorpresa nel trovare varie carte che lo qualificavano per una spia austriaca? Vi erano dettagliate istruzioni sulla sua missione che a un dipresso dicevano: “di girare per le diverse città per indagare lo spirito delle popolazioni, prendere cognizione sul nome e posiziorte delle fortezze, sulla organizzazione militare, generali che la comandano, loro spirito politico, spirito della truppa in caso di una nuova invasione, se la Guardia nazionale farebbe resistenza, visitare di preferenza Casale ed Alessandria città liberali, a Torino dove lo spirito è retrogrado aggirarsi fra questi e procurare di conversare spessissimo con loro, nozioni particolareggiate sui punti fortificati o da fortificarsi di Vercelli, Casale, Valenza, Alessandria, Tortona, ecc. ecc. ecc., dare i nomi dei comandanti dei corpi, loro spirito e moltissimi altri consimili dettagli. Aveva poi quattro indirizzi, per recapitare i rapporti parziali, di nomi francesi fra i quali di due signore, a Milano posta restante. Il rapporto generale poi l’avrebbe dovuto fare al comandante la guarnigione di Milano generale, ecc.

Furono ancora trovate nel portafoglio una carta scritta colla matita dove aveva notate parecchie nozioni prese, come p. e. particolari dettagli sul forte dello Sperone e Castellazzo, e composizione della guarnigione di Genova.

Come potete agevolmente capire, l’avvocato e l’altro cittadino furono subito in moto per provargli quale è lo spirito che anima la truppa piemontese, girarono in ogni senso la città per cercare di arrestarlo, ma non lo viddero più in tutta la sera. Questa mattina poi un ufficiale dei bersaglieri lo riconobbe e lo fece arrestare da un maresciallo dei carabinieri; nel mentre che lo conduceva alla questura, cercò di disfarsi di una carta gettandola via, ma venne subito raccolta: su quella eravi per intiero la composizione del presidio di Vigevano e di Genova, col nome di tutti i comandanti dei corpi, ed era indicato particolarmente esservi qua molti uffiziali lombardi. Condotto davanti l’intendente, dichiarerà chiamarsi (vero o falso ciò sia) Galotti di Pavia di professione ingegnere. Aveva indosso quadro pacchi di svanziche da 40 caduno. (Nostro corrisp.)

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