circospetto! genova «meglio che la franca brignola» *

Non ci manca niente: armi di distruzione e armi di distrazione (di massa)

Pubblicato in città da circospetto il 16 marzo 2010

Sopra, da un cartello in vetrina, armi tutt’ora in uso nella guerra dei sessi. Sotto, antiche palle di cannone in uno dei cortili del Castello D’Albertis – Museo delle culture del mondo. Una proviene dal castello di Voltaggio, un’altra dall’assedio di Rodi (1522) da parte del Sultano Solimano il Magnifico donata al Capitano D’Albertis nel 1907 dal Sultano Abdul Hamid II , 34° sultano dell’Impero Ottomano. (Le altre… non ce lo ricordiamo.) Scrive Wikipedia:

L’assedio di Rodi è stata una battaglia combattuta tra i cavalieri di Malta e gli ottomani che nel 1522 attaccarono per la seconda volta, riuscendo questa volta a conquistarla. [...] Quanto le forze ottomane su 400 navi arrivarono a Rodi il 26 giugno 1522 erano comandate da Mustafa Pasha, ma lo stesso sultano Solimano il Magnifico arrivò sull’isola con un esercito di 100.000 uomini, il 28 luglio per prendere parte personalmente all’assedio.

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