Quando il mezzo è il messaggio: Traviata in streaming dal Carlo Felice

Riceviamo e molto volentieri copia-e-incolliamo:
Dopo il successo del Concerto di Zubin Metha il 22 novembre al Teatro Carlo Felice di Genova con 1734 appassionati ad assistere davanti al Pc in contemporanea da tutto il mondo, venerdi 3 Dicembre dalle 20,30 sul sito del Carlo Felice www.carlofelice.it debutta in streaming Pay per view ” La Traviata “.
Il biglietto per accedere alla visione in streaming flash sarà in vendita a partire dalle h.15 di venerdi 3/12. Dopo la diretta , il servizio è fornito in pay per view anche in on-demand.
Immagine del cartellone d’epoca da Wikipedia. (continua…)
Via XX Settembre: “McDonald’s piace tanto anche a chi ci lavora”

E se lo dice l’azienda, noi non possiamo che crederci. (continua…)
Pegli Beach View, sosta tattica in riva al mare del triciclo di BigG

Motore di ricerca & curiosi: Giardini Mario Peragallo, foto telefonica di un lettore del luogo. (continua…)
Viva ANNALISA: finché dura, Zubin Mehta in streaming dal Carlo Felice

…acronimo di Advanced New Network Alliance for Live Interactive Streaming Ambient. Buona visione & ascolto (l’audio è particolarmente buono). Scriveva il Secolo qualche ora fa:
«Vengo a Genova su invito dei musicisti del Teatro Carlo Felice, in segno di solidarietà con i colleghi dell’orchestra e con tutte le categorie del Teatro, per dare il mio contributo di artista in una situazione tanto grave da mettere a rischio la sopravvivenza e la funzione stessa di un teatro d’opera e la perdita del lavoro e dello stipendio di tante persone».
È il messaggio lanciato da Zubin Mehta, il grande direttore d’orchestra che questa sera (ore 20.30) sarà sul podio del Carlo Felice per dirigere, a titolo gratuito, il concerto di rinascita del teatro genovese dopo la crisi e le polemiche che nei mesi scorsi hanno portato la Fondazione sull’orlo del fallimento e della chiusura.
Palazzo San Giorgio: una mostra dedicata a Raffaele Rubattino, armatore

Storia e cronaca nera, un misterioso naufragio, Garibaldi e carabinieri, cercatori internazionali di tesori e alta finanza, monete d’oro e un water di ceramica vintage: in questa storia c’è di tutto. La settimana scorsa si finivano di camallare su per le scale del retro, l’ala medievale di Palazzo San Giorgio, le sculture dell’esposizione di cui parliamo, ma se volete un’anteprima Repubblica online ha un bel fotoservizio di Andrea Leoni. (continua…)
Epigrafia urbana, edizione in movimento: doppi sensi al Porto Antico

Qualche dritta per i non addentro: il “Pirelli RE” che si legge al Porto Antico non è uno slogan monarchico, non invoca in modo occulto il compianto Leopoldo Pirelli (1925-2007) sul trono che fu degli sconsiderati Savoia, così come durante il Risorgimento “Viva VERDI” nascondeva sotto il riferimento al compositore un acronimo, il più sovversivo “Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia”. (continua…)
Umberto Eco e il mistero dell’antico collegio ebraico di via Balbi

I gesuiti euclidei, ci ricordava qualche anno fa il musicista middlebrow Franco Battiato, vestivano “come dei bonzi per èntrare a corte degli imperatori della dinastia dei Ming.” “Si travestivano i gesuiti, come il portoghese De Andrade, nel 1624, e il pistoiese Ippolito Desideri, nel 1714, perché in quelle terre [l'Himalaya] il cristianesimo era considerato tra le ‘sette perverse e pericolose’”, ci spiega il giornalista Leonardo Bizzarro sul Venerdì di Repubblica in edicola oggi.
E chissà, magari i gesuiti si saranno travestiti anche da rabbini, o viceversa, nella Genova del Seicento. Il periodo, all’incirca, è lo stesso: chi, tra gli uni o gli altri, riuscì con tanta abilità a ingannare la ricca famiglia Balbi e a spingerla a costruire il collegio nella via omonima? (continua…)
Hope? Obey Propaganda! Centro storico, le T-shirt di Shepard Fairey

Se non avete mai visto questa immagine o una delle sue infinite variazioni negli ultimi due anni, allora vuol dire che vivete sotto un sasso (e quindi non state nemmeno leggendo questo post). L’artista (ex di strada, ma non ex del tutto, ora da museo) è Shepard Fairey, che è stato un po’ per l’America degli anni Duemila (se si può usare quest’espressione) quello che ha portato i graffiti fuori dell’underground, come Banksy per l’Inghilterra, e come a suo modo aveva fatto Keith Haring negli anni Ottanta – con un tocco politico in più: recuperare lo stile della propaganda totalitaria e girarlo su se stesso, riutilizzandolo per lo scopo opposto.
L’avevamo lasciato in prigione a Boston, arrestato proprio mentre andava all’inaugurazione della sua personale al locale Institute of Contemporary Art per l’inaugurazione della sua mostra personale. L’accusa? Graffiti: l’aver “taggato” (prima che Facebook si appropriasse nel linguaggio comune del termine) uno o più muri di proprietà privata. Ma era l’anno scorso. Nel frattempo ha continuato a lavorare (anche fuori del campo della grafica, intervistando un musicista come Pharrell Williams) realizzando un grande murale a Providence (Rhode Island) a luglio, ad esempio (video), e la settimana scorsa tre sue stampe sono state vendute a più di dieci volte il prezzo di stima ad un’asta benefica a New York). Il suo motto (iniziale, che ricorreva nei tag) era Obey Giant, perché André the Giant, spiegava, has a posse. Tutto torna: ObeyGiant è anche il sito dell’artista, attraverso il quale si possono scoprire gli sviluppi delle faccende in cui è coinvolto (la causa con l’Associated Press per via dell’immagine che ha usato per il famoso poster), scoprire dove espone ma anche acquistare le grafiche a tiratura limitata che produce – prima che al posto del prezzo appaia la scritta sold out.
Inevitabile che questo genere di immagini finisse sulle t-shirt: da noi, ad esempio, le si trovano in Stradone Sant’Agostino, vicino ad Architettura e a quell’omaggio locale al famoso graffito di Banksy (rieccolo) su cui è “intervenuta” (diciamo così) Melina Riccio [fan site | Facebook | YouTube], la nostra outsider artist in residence (ma questo è un altro post). Obbedite alla propaganda, ora sapete come fare.
Kiss Polly [web | Facebook], Stradone Sant’Agostino. (continua…)
SKY Sport e il grande giornalismo: “Scusi, ha 200 milioni?”

Via XX Settembre, la troupe di SKY avvicina un ignaro passante:
Giornalista: “Buonasera, oggi ha speso tanto o poco?”
Passante: “Poco.”
Giornalista: “Quindi ha 200 milioni? E li userebbe per comprare la Samp?”
Passante: [qualcosa tipo "se li avessi lo farei" o il suo contrario; non è che proprio restiamo lì a farci i fatti altrui - più di tanto]
Per gli ignari: 200 milioni di € è la cifra per la quale Garrone venderebbe la Sampdoria: dopo lo scazzo lo scambio di punti di vista con Cassano potrebbe, in fondo, averne le scatole piene. Come dargli torto? Scusate, avete 200 milioni? (continua…)
Sabato, musica di strada: suonatore di ghironda (con burattini)
Tra la folla del passeggio una vista ormai rara, la ghironda, uno strumento passato dalle corti al folklore. (continua…)




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