Sbrigatevi. Diciamo sul serio. C’è la Biancaneve del Teatro del Carretto

Prendete il telefono, che abbiate figli oppure no, e chiamate il botteghino del teatro della Tosse (tel. 010-2470793). Repubblica (di carta) ci informa che la replica delle 16 è già esaurita, e che nella sala Dino Campana c’è ancora posto (il botteghino riapre alle 15) per quello delle 17.30. Lo spettacolo è Biancaneve del Teatro del Carretto, in questi giorni in città con l’Amleto. L’etichetta è “teatro ragazzi”, ma se il teatro-teatro – quello “per grandi” – fosse come questa Biancaneve, nel nostro Paese ci sarebbero più sederi, la sera, a scaldare le poltrone di velluto rosso. Uno spettacolo strabiliante che – non so se ci siamo spiegati – va in scena dal 1983.
Se non ricordiamo male, l’ultima volta che è passato in città è stato messo in scena all’Oratorio di San Filippo, in via Lomellini, spazio inadatto al teatro quanti altri mai. Eppure, dopo pochi minuti, erano spariti i marmi e gli affreschi e l’altare barocco con la scultura seicentesca di Pierre Puget. Magia teatrale nella sua forma più pura. Ecco cosa ne diceva all’epoca Emanuele Luzzati, uno che due o tre cose le aveva viste, nella sua carriera:
La “Biancaneve” del Teatro Del Carretto è forse lo spettacolo più ambiguo che abbia visto negli ultimi anni. E quando dico “ambiguo” voglio dire che ha raggiunto l’essenza del teatro: ambiguo è l’Amleto, ambiguo è il miglior Carmelo Bene, ambiguo è Mozart e il suo “Flauto Magico”, ambiguo è Fellini etc.
E ambigua è Biancaneve: uno spettacolo per bambini, ma anche per tutte le persone intelligenti dai 5 agli 80 anni; ambigua è la matrigna, talvolta personaggio reale, che raggiunge l’astratto; ambigui sono i nani che arrivano dal fondo sala, grandi come veri nani per poi diventare piccoli piccoli una volta entrati nel teatrino di mezzo. Ambigua è anche quella meravigliosa scatola teatrale che all’inizio si presenta come un normale teatro di marionette e che poi a poco a poco si apre come un armadio magico, facendo apparire teste, o paesaggi, personaggi veri, oggetti misteriosi di grandezza spropositata, o la miniera dei nani, che sempre si prendono l’applauso a scena aperta. E infine ambigua è la colonna sonora, così raffinata, dove anche l’arcinoto coro a bocca chiusa della “Butterfly” assume un significato, e pur con una sottile ironia, torna a commuoverci per tutt’altre strade”.
Sbrigatevi. Diciamo sul serio. C’è la Biancaneve del Teatro del Carretto. E domani non c’è più.
Teatro della Tosse, Biancaneve, Teatro Del Carretto; adattamento e regia Maria Grazia Cipriani, scene e costumi Graziano Gregori; con Giacomo Pecchia, Giacomo Vezzani, Elena Nenè Barini, Jonathan Bertolai.
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