Beppe Severgnini mentre riflette e, al tempo stesso, è riflesso

Sedersi a un tavolino, spacchettare una Casio Exilim EX-Z350, testarla e scoprire d’avere davanti a sé Beppe Severgnini, intento a riflettere e – al tempo stesso – ad essere riflesso, è impagabile. Il giornalista e scrittore era in città per presentare su invito dei Buonavoglia il suo libro più recente, La pancia degli Italiani e - quando c’è lo stile, lo stile c’è – s’è trovato a prendere un tè in uno dei luoghi-simbolo dell’understatement di una città che ha dell’understatement una concezione quasi newyorkese (la città dove vanno le star perché nessuno lì ci fa caso quando le vede per la strada). Anzi, in un locale che, se ci fosse un concorso per nominare il luogo-simbolo dell’understatement, è così understated che neppure si presenterebbe alle selezioni.
Speriamo che Severgnini, understated quanto il luogo in cui si è trovato a bere (e a riflettere, e ad essere riflesso) non abbia trovato molesti i nostri pochi scatti di prova. Ve ne presentiamo uno, l’unico quasi forse vagamente passabile, innocente d’ogni filtro o ritocco. Sperare che la foto fosse anche venuta bene sarebbe stato chiedere troppo agli dei che soprintendono alla scrittura per mezzo della luce. E, per farci perdonare il gesto importuno e impertinente, terminiamo con la quarta di copertina del libro che Severgnini avrebbe presentato di lì a poco, con un link perché lo acquistiate (il libro) online. Fatelo per noi, se non per voi, ma sappiate che – rara avis – Severgnini non è mai noioso e ha sempre un guizzo inatteso. Non per nulla, se non ricordiamo male, fu Indro Montanelli in persona a notare gli articoli che spediva da una redazione locale e a mandarlo a fare il corrispondente a Londra del Giornale. Quando il Giornale era il Giornale di Montanelli, beninteso.
Perché la maggioranza degli italiani ha appoggiato e/o sopportato Silvio Berlusconi per tanti anni? Non ne vede gli appetiti, i limiti e i metodi? Risposta: li vede eccome. (Anche) per questo, spiegare il personaggio ai connazionali è una perdita di tempo. Ciascuno di noi ha un’idea, raffinata in anni di indulgenza o idiosincrasia,e non la cambierà. Ogni italiano si ritiene depositario dell’interpretazione autentica e discuterla è inutile. Utile è invece provare a spiegare Berlusconi ai posteri: un giorno si chiederanno cosa è successo in Italia. Nella pancia della nazione si muovono tanti elementi: umanità e opportunismo, cautela e astuzia, distrazione e confusione, fantasia e ottimismo. Chi sa interpretarli e utilizzarli può andare lontano. Anzi: c’è già andato. Questo libro è un viaggio. La guida è acuta e incisiva, generosa di notizie, dettagli e informazioni, pronta a far discutere destra e sinistra. Un Severgnini in gran forma, che non rinuncia alla consueta ironia su se stesso e gli altri, ma deciso a farci riflettere sulle nostre scelte e sul cammino che tracciamo per i nostri figli.
Beppe Severgnini, La pancia degli Italiani. Berlusconi spiegato ai posteri, Rizzoli, Milano 2010, 16 €, 198 pp.
Perché la maggioranza degli italiani ha appoggiato e/o sopportato Silvio Berlusconi per tanti anni? Non ne vede gli appetiti, i limiti e i metodi? Risposta: li vede eccome. (Anche) per questo, spiegare il personaggio ai connazionali è una perdita di tempo. Ciascuno di noi ha un’idea, raffinata in anni di indulgenza o idiosincrasia,e non la cambierà. Ogni italiano si ritiene depositario dell’interpretazione autentica e discuterla è inutile. Utile è invece provare a spiegare Berlusconi ai posteri: un giorno si chiederanno cosa è successo in Italia. Nella pancia della nazione si muovono tanti elementi: umanità e opportunismo, cautela e astuzia, distrazione e confusione, fantasia e ottimismo. Chi sa interpretarli e utilizzarli può andare lontano. Anzi: c’è già andato. Questo libro è un viaggio. La guida è acuta e incisiva, generosa di notizie, dettagli e informazioni, pronta a far discutere destra e sinistra. Un Severgnini in gran forma, che non rinuncia alla consueta ironia su se stesso e gli altri, ma deciso a farci riflettere sulle nostre scelte e sul cammino che tracciamo per i nostri figli.


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