Bartezzaghi a Camogli: “Sulla sedia a sdraio non vogliamo pensare”

…ai problemi ma al massimo giocare e il gioco che richiede il maggior sforzo fisico è il “gratta-e-vinci mentale” (con un alluce, nella sabbia). A Camogli per il Premio Skiaffino [web | Facebook] alla Fondazione Remotti, Stefano Bartezzaghi ha presentato il suo libro Sedia a sdraio. Giochi impensati per svagare la mente [l'evento su Facebook] sulla terrazza della passeggiata davanti a una platea di ascoltatori seduti, opportunamente – su sedie a sdraio. A incalzarlo Barbara Schiaffino e Anselmo Roveda, della redazione di Andersen [web | Facebook].
Prendi le ferie, parti per il mare, trovi una spiaggia, ti spogli quasi del tutto, apri una sedia a sdraio, ti ci adagi, chiudi gli occhi. Incomincia il mistero. Cosa si fa quando non si sta facendo nulla? A che gioco giochiamo, mentre il sole ci abbronza? Il tempo che si passa sulla sedia a sdraio, immobili e taciturni, può essere utilmente dedicato ad allenamenti mentali.
Le bocce e lo yo-yo, il ping pong e il calcio, il gioco dell’oca e i videogames in cui si spara agli alieni. Quasi ogni gioco e ogni sport di quelli che impegnano normalmente i muscoli ha un possibile equivalente da giocare solo tra sé e sé. Basta conoscere le regole e rassegnarsi all’impossibilità di vincere senza essere simultaneamente sconfitti.
Dopo il salto, qualche minuto di video. Attenzione: transito di bimbe in monopattino.


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