Cultura fisica e cinema muscolare tra via Pagano e via del Commercio

È curioso come sia mancato poco che la palestra fosse nella via dedicata a Maciste. Sotto, da Vivere Genova, un Bartolomeo Pagano scaricatore e modello all’Accademia Ligustica. Scriveva Giulio Sommariva, curatore con Maria Flora Giubilei della mostra Italia Unita, capolavori dell`Ottocento a Genova. Percorsi in città tra musei, mostre, collezioni e dimore:
Tra i tanti nudi accademici una sola eccezione, con un protagonista d’eccezione. Si tratta, in questo caso, di un olio su tela opera di Giovanni Tito Bertelli (Genova 1879-1946), esposto, accanto ad altri nudi maschili, nella ricostruzione scenografica di un’aula ottocentesca dell’Accademia. L’opera conferma l’abilità dell’artista “disegnatore minuzioso e incisivo”, e ritrattista capace di rendere le figure “con padronanza di mezzi e perfetta conoscenza dell’anatomia” ricordata dalla critica, mentre il nome del modello è ricordato da un cartellino applicato sul retro del telaio che reca la scritta a penna “Michele Pagano/Maciste”.

Tale iscrizione consente di identificare il nerboruto modello con il genovese Bartolomeo Pagano, uno dei tanti facchini del porto che, finita la giornata lavorativa, la sera posavano come modelli in Accademia. La mancata coincidenza del nome si deve certamente ad un errore di trascrizione, poiché anche nella memoria della famiglia del pittore, attraverso la quale il dipinto giunse in Accademia nel 1966, era viva la memoria del protagonista della tela: il “camallo” passato dalle banchine del porto al set cinematografico per interpretare il personaggio di Maciste nel film Cabiria, primo kolossal del cinema italiano, e proprio con il nome dell’eroe romano passato dalla storia del cinema alla leggenda.


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