Video: cartolina da Londra, quasi terminata la Scheggia di Renzo Piano
Campanilismo architettonico-digitale: l’architetto in un’intervista londinese fresca fresca di quattro giorni fa di AFP – che ne impedisce l’incorporamento, per vederlo bisogna andare su YouTube:
Gazing over London from the top of the 95-floor Shard, Europe’s tallest building, “will feel like flying”, world-renowned architect Renzo Piano tells AFP on a tour of the near-completed skyscraper.
Guardando il panorama dal grattacielo “sembrerà di volare”, dice Piano all’intervistatore in un’altra clip di AFP. E un video girato in cantiere da edckute gli dà ragione.
Sotto un altro video reportage, di capturedbytee; è dei primi di gennaio, ma è più lungo e mostra il grattacielo nel suo contesto.
Vittorio Gregotti e la postmetropoli nell’architettura oggi a Palazzo Ducale

Il grande vecchio (già giovane leone) dell’architettura italiana prima dell’incontro, al caffè con Luca Borzani. La scheda del sito è piuttosto scarna. (continua…)
Sant’Agostino e Salento, “per una diversa progettazione urbanistica”
Video di SalentoWebTV: (continua…)
“Sarà il miglior parco tecnologico in Europa”: Erzelli, interviste e corsi

Alla fine del prossimo anno sarà consegnata la prima torre “chiavi in mano” a Ericsson, rivela Carlo Castellano (boss di Esaote e presidente di Genova High Tech, committente dell’opera) nel video dell‘intervista di Primocanale di giovedì scorso, ricca di cifre e dettagli, e Gianfranco De Ferrari, Rettore dell’Università, confessa che a Ingegneria mancano ancora i soldi per il trasloco. Nel frattempo, domani ad Architettura si tiene un seminario dedicato proprio al progetto del Nuovo Parco Tecnologico Scientifico Leonardo – Collina degli Erzelli di Mario Bellini che è “aperto a tutti gli interessati”: (continua…)
Cronache del telefonino: Palermo, chiesa di San Giorgio dei Genovesi
Video (un po’ da mal di mare) di ONIR56, che precisa: “Quasi di fronte l’edificio della Capitaneria di Porto di Palermo, zona porto ovviamente.” Scrive Wikipedia:
Fu edificata tra il 1575 ed il 1596 a poca distanza dalle mura civiche, oggi scomparse. Precedente alla chiesa attuale, in loco era presente una chiesa dedicata al culto di San Luca, che venne abbattuta per far posto al nuovo tempio progettato dall’architetto torinese Giorgio Di Faccio. La costruzione della chiesa fu diretta conseguenza dell’importanza economica raggiunta alla fine del XVI secolo dai genovesi nella città, i quali avevano superato i pisani nel settore bancario del Regno delle Due Sicilie.
Lettera 22, documentario su Adriano Olivetti (in cerca di sostegno)
Lettera 22 è il nuovo progetto di documentario prodotto da plug_in sulla figura di Adriano Olivetti. La regia è di Emanuele Piccardo, la sceneggiatura di Chiara Rolandi e le musiche composte da Tiziano Lucci. Lettera 22 è patrocinato dalla Fondazione Adriano Olivetti e dall’Ordine degli Architetti PPC di Genova. Archphoto pubblica il trailer anche per sensibilizzare coloro che possono aiutarci nel reperire i fondi necessari al completamento del progetto, soprattutto la post-produzione (montaggio). Chiunque fosse interessato a sostenere il progetto può inviare una mail a info@archphoto.it
Giornate di studi, Simon Rodia and The Watts Towers of Los Angeles
In omaggio ai tre giorni di convegno sull’arte (e architettura) visionaria di Simon Rodia, una scelta di video dedicati alla sua sorprendente e soprattutto solitaria realizzazione.
In programma proiezione di filmati e interventi di studiosi (Ed Landler, Luisa Del Giudice, Alessandro Dal Lago, Serena Giordano, Thomas Harrison, Rosie Lee Hooks, Virginia Kazor, Jeffrey Herr, Guglielmo Bilancioni, Paul A. Harris, Gloria Ricci Lothrop, Joseph Sciorra, George Epolito) di ambo le sponde dell’Atlantico. [ scarica il programma in formato .pdf ]
Conferenza internazionale – Università di Genova, 2/4 Aprile 2009
Sabato (detto Simon o Sam) Rodia (1879-1965) era un immigrato italiano negli Usa, dove lavorò come minatore, operaio, muratore e piastrellista. Tra il 1921 e il 1954, in assoluta solitudine, edificò a Los Angeles, nella zona di Watts, le Watts Towers, un fantastico complesso di strutture in acciaio e cemento, due delle quali raggiungono i 30 metri circa di altezza. Oggi le torri sono unanimemente considerate un capolavoro dell’arte e architettura del Novecento e uno dei monumenti più significativi della metropoli americana. La loro storia si intreccia a quella di una delle comunità urbane più popolose di Los Angeles, al punto di rappresentarne le istanze di rinascita sociale e culturale.Facoltà di Scienze della formazione, Corso Andrea Podestà, 2
Palazzo della Borsa: Ennio Poleggi e La misura della bellezza
Nel video, Umberto Rossi intervista Ennio Poleggi in occasione dell’uscita del suo libro Carte francesi e porti italiani (1992).
La Misura della Bellezza propone oggi, a chiusura dell’esposizione, un incontro con Ennio Poleggi. La mostra
ha come fulcro i quarantadue Palazzi dei Rolli di Genova, quelli che sono valsi al capoluogo ligure l’inserimento tra i siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Dei quarantadue edifici storici sono state realizzate altrettante tavole dal pittore Guido Zibordi Marchesi. [...]
I sei giorni di mostra al Palazzo della Borsa, infatti, sono il primo passo di un progetto molto più ampio, che vedrà la luce nel 2010. Il 16 luglio del 2010, infatti, ricorrerà il quarto anniversario dall’inserimento da parte dell’Unesco nella World Heritage List delle Strade Nuove e del sistema dei Palazzi dei Rolli. «Per quella data – prosegue Stefano Vablais – abbiamo in mente un grande evento, che dovrebbe essere ospitato o presso Palazzo Ducale o presso la Loggia dei Mercanti di piazza Banchi. Su una superficie di circa mille metri quadrati troveranno spazio quarantadue totem, uno per palazzo. In più, ci saranno dieci plastici di edifici interi, in spaccato e con particolari, e cento immagini di genere e dimensioni diverse, per sottolineare la varietà visiva di ogni palazzo.»
Palazzo della Borsa, via XX settembre 44, ore 17.30.
Cinema e architettura, i misteriosi territori urbani di Stalker

Questa sera alle 21 penultimo appuntamento di Futuri imperfetti, la rassegna cinematografica organizzata da CinemArch nell’ambito del corso di Piero Millefiore, docente della Facoltà di architettura di Genova. La tappa di oggi è Stalker (1979) di Andrej Tarkovskij (1932-1986), opera molto amata e da molti, considerato uno dei più bei film di fantascienza, nonostante trascenda l’idea che si ha del genere.
Tratto da un romanzo di Arkadi e Boris Strugatski e girato, dopo anni di pubbliche ostilità, grazie a un permesso speciale del Presidium del Soviet Supremo, come ci racconta Wikipedia,
“Stalker” racconta un viaggio all’interno di una misteriosa Zona, in cui si dice che esista una stanza in cui si esaudiscono i desideri. Protagonisti del viaggio sono lo stalker, cioè la guida che sa come muoversi dentro la Zona, uno scienziato e uno scrittore. Lo sviluppo narrativo è assolutamente essenziale, quasi inesistente, ma il film è uno dei più suggestivi girati da Tarkovskij. Lentissime carrellate su pavimenti d’acqua, dialoghi filosofici e un’atmosfera da apocalisse post-atomica, che impregna ogni immagine, rendono il film enigmatico e sfuggente, probabilmente il vertice figurativo del cinema di Tarkovskij.
A presentare il film è Stalker-Laboratorio di arte urbana di Roma, un gruppo di architetti che – come i genovesi A12 e i torinesi Cliostraat – si è formato a metà degli anni Novanta, facendo proprio il titolo del film di Tarkovskij, per discutere e studiare e anche per progettare al di fuori degli spazi canonici, uno di quei gruppi “che hanno scelto – come ha scritto Piero Millefiore in un articolo sui giovani architetti a Genova – il territorio come campo d’azione, il ‘non-luogo’ come luogo di nuove molteplici potenzialità, nel tentativo di sovrapporre a questi spazi e alle loro rappresentazioni convenzionali il tessuto sociale e relazionale che gli appartiene”. Ed è proprio la misteriosa “Zona” di Stalker a suggerire un modo per avvicinarsi agli spazi urbani, un modo per intendere il ruolo di chi, come gli architetti, lavora nella (e sulla) città.
La zona è forse un sistema molto complesso di insidie… non so cosa succede qui in assenza dell’uomo, ma non appena arriva qualcuno tutto comincia a muoversi… la zona in ogni momento è proprio come l’abbiamo creata noi, come il nostro stato d’animo… ma quello che succede, non dipende dalla zona, dipende da noi.
Aula magna della Facoltà di architettura, ex Chiesa di San Salvatore, piazza Sarzano, ore 21.
Genova Urban Lab / Renzo Piano: il ponte sul Polcevera può restare

Lunedì il secondo incontro del “laboratorio urbano“, con cui il Comune sta ridisegnando le aree critiche della città, ha precisato i punti emersi in quello di ottobre:
un parcheggio di interscambio da tremila posti nella zona dell´Elicoidale – scriveva Donatella Alfonso sulle pagine di Repubblica – e, soprattutto, una «secante» sotterranea, una corniche sotto le colline dal casello di Genova Ovest verso levante, uscendo nell´area di Terralba o nelle immediate vicinanze: per evitare il passaggio attraverso il centro oltre che a diminuire a sua volta le dimensioni e l´impatto del tunnel sotto sotto il porto, e soprattutto degli svincoli su San Benigno
e si è concluso con alcuni punti fermi: la revisione del nodo di San Benigno, il prolungamento della passeggiata dalla Darsena al Terminal Traghetti, un maggior equilibrio tra verde e costruzioni sulla collina degli Erzelli e la “auspicata” conservazione del ponte sul Polcevera, costruito da Riccardo Morandi nel 1967 ad unire la “strada autocamionabile Genova-Valle del Po” voluta da Mussolini negli anni Trenta alla Genova-Savona. Con un nuovo percorso che alleggerisca il traffico di attraversamento della città (oltre il 50% del totale) della Sopraelevata, il ponte Morandi potrebbe portare direttamente in centro, riferisce ancora Alfonso sulle pagine (per ora ancora di carta) della Repubblica di lunedì:
«Del Morandi auspichiamo la permanenza», dice l’architetto alla fine della riunione mensile dell’Urban Lab. Attacco alla gronda? Niente raddoppio? «Non è detto, facciamo una cosa alla volta – ribatte la sindaco – L’autostrada diventa strada urbana, ma non è un sostitutivo della gronda, che ci va benissimo. Però c’è da discutere.»
Città future e corpi post-umani a Sarzano

Fantascienza e poesia, animazione 3D e fumetto, città del domani e tecnologia digitale di oggi (e, per giunta, antiche divinità egizie). Nella tappa di oggi del percorso di Futuri imperfetti, la rassegna cinematografica organizzata da CinemArch nell’ambito del corso di Piero Millefiore, docente della Facoltà di architettura di Genova, i motivi per appassionarsi sono parecchi.
Il film è Immortal [Immortel (Ad Vitam), 2004] di Enki Bilal, autore di fumetti e regista, ispirato alla sua graphic novel intitolata La Foire aux Immortels (1980) e con la colonna sonora (anche) dei Sigur Rós. Nella visionaria New York del 2095, in cui esseri umani geneticamente modificati vivono in mezzo al resto della popolazione, una misteriosa piramide appare nel cielo: gli dei dell’Egitto stanno giudicando Horus, dal corpo d’uomo e dalla testa di falco. Se poi vi è piaciuto, nel sito ufficiale del film ci sono anche alcune scene inedite.

Gli incontri si tengono nell’aula magna di Architettura, l’ex chiesa di San Salvatore in piazza Sarzano, alle 21; anche se si può contare sul quarto d’ora accademico di ritardo, i posti migliori vanno via presto. Portatevi il popcorn e soprattutto copritevi parecchio, perchè si gela!




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