circospetto! genova da un altro punto di vista

Piazza della Vittoria: lavori in corso, basta skate (per ora?)

Pubblicato su città by piazzamanin su Maggio 13th, 2008
Piazza della Vittoria

Chiusi i portici novecenteschi dell’edificio d’angolo, da tempo abbandonato dall’INPS e da allora palestra di skater alle prime armi per via della pavimentazione di marmo voluta da Marcello Piacentini (che mai avrebbe immaginato un simile uso della sua piazza: ai suoi tempi i ragazzi dai 14 ai 17 erano “libro e moschetto” e il sabato andavano all’adunata con la camicia nera).

Il palazzo ha finalmente trovato una nuova destinazione e ci sono lavori in corso? Ragioni di sicurezza, visto l’arrivo del Papa? E gli skaters, nel frattempo, andranno a sloggiare i breakdancers che occupano il pavimento del palazzo di fronte, quello della Shell?

Settimana poliziottesca: La polizia incrimina, la legge assolve (1973)

Pubblicato su città, video by piazzamanin su Maggio 10th, 2008

E c’è chi si lamenta della criminalità di oggi… Per molti, questo è il capostipite del genere: “la differenza stilistica tra il poliziottesco e il genere poliziesco/noir è da individuare nella predilezione per l’azione e la violenza, entrambe piuttosto spiccate ed esplicite”, spiega la voce di Wikipedia:

inoltre il titolo è quasi sempre riferito all’impressione che si tratti più un film che narra di poliziotti e della loro aura di vendicatori, piuttosto che su film imperniati su indagini e con un finale rassicurante in cui la legge vince sulla delinquenza; scelta, quest’ultima, diffusa nei film a carattere poliziesco dell’epoca, anche se con alcune eccezioni.

Ne dà la conferma Minni Malinconico (uno pseudonimo?) nella sua recensione su Pollanet:

“La polizia incrimina, la legge assolve ” e “Il cittadino si ribella” diretti da Enzo G. Castellari si muovono in una città dai due volti come Genova, tanto moderna e laboriosa nella sua parte più moderna quanto fatiscente e pericolosa nei suoi vicoli sinuosi, il cui minimo comune denominatore è la criminalità che dimora nell’una e nell’altra parte della città.

Il regista Castellari con le due pellicole ha voluto denunciare la drammatica situazione sociale genovese, la cui unica soluzione è la ribellione, che deve partire dal cittadino per stimolare e arrivare alla polizia, che da sola non può assolutamente contrastare la delinquenza dilagante.

Settimana poliziottesca: Italia a mano armata (1976)

Pubblicato su città, video by piazzamanin su Maggio 9th, 2008

Malinconie, inseguimenti e colori anni Settanta. Scrive Wikipedia:

Un intero pulmino di bambini diretti a scuola viene rapito da una banda di malviventi a Torino. Il commissario Betti, dopo essere riuscito a liberare i bambini, si mette sulle tracce dell’unico delinquente considerato capace di organizzare un colpo simile, l’Albertelli. Si reca perciò a Genova dove però finisce in carcere a causa di una trappola tesa dal malvivente.

Nota fetish-cinefila: il tema principale del film, eseguito da Franco Micalizzi, è stato usato da Quentin Tarantino nella scena dell’inseguimento finale di Grindhouse - A prova di morte.

Settimana poliziottesca: Genova a mano armata (1977)

Pubblicato su città, video by piazzamanin su Maggio 7th, 2008

La città nel film di genere, luoghi comuni, caruggi, sbirri e uno sguardo sul recente passato (anche urbano). Dalla recensione di Alessandro Baratti su Cani Arrabbiati.it:

Genova è davvero presenza consistente, con la sua Sopraelevata a fare da tessuto connettivo tra i vari teatri/poligoni dell’azione e il suo profilo architettonico a proiettare sulle rocambolesche vicende dello Yankee (vivacemente interpretato dal pimpante Tony Lo Bianco) un’ombra grigiastra e lurida (poca malinconia, tanto cemento). Ora, al di là dell’improbabilità delle situazioni e dell’implausibilità dell’intrigo (c’è così tanta azione e così tanti colpi di scena che una serie televisiva li conterrebbe a stento), quello che colpisce maggiormente è la chimica tra i vari elementi del film che, per quanto a rischio esplosione, si combinano incredibilmente [...].
Non mancano le sequenze degne di citazione, ma due sono quelle che non posso esimermi dal menzionare: la prima è quella della sparatoria ambientata tra i camion e i container (location da pelle d’oca e una ripresa esaltante dal lunotto posteriore di un’auto), la seconda è lo sguardo lanciato dal commissario Lo Gallo (un portentoso Adolfo Celi) allo Yankee dopo che quest’ultimo gli ha salvato la vita: un lampo di riconoscenza da brividi.

Nativi americani al Porto Antico (cent’anni dopo Buffalo Bill)

Pubblicato su città, musica, video by piazzamanin su Maggio 2nd, 2008
Nativi americani al Porto Antico

Se Buffalo Bill è arrivato (nel 1906) col treno a Terralba e ha piazzato le tende dei “pellirosse” del suo Wild West Show dove oggi c’è piazza della Vittoria, altri nativi (più sud- che nord-) americani portano in questi giorni il loro spettacolo al Porto Antico, con meno pompa ma altrettanta disinvoltura filologica (e anche il bambino di casa si diverte, nelle pause, a esibirsi).

Partito Giorgio Napolitano, a De Ferrari tornano il Tibet e Betancourt

Pubblicato su città by piazzamanin su Aprile 29th, 2008

Palazzo Ducale, 23 aprilePalazzo Ducale, 29 aprile

Marco Molinari ci scrive e ci manda un paio di foto: “una l’ho scattata prima del 25 aprile, l’altra un’oretta fa”.

Non mi torna molto una cosa… a parte considerazioni puramente “estetiche”, come mai secondo voi sono stati temporaneamente rimossi gli striscioni di solidarietà per il Tibet e per la liberazione della Betancourt in occasione della visita del nostro Presidente?
Peccato, no?!? Penso che Napolitano avrebbe apprezzato.

In effetti, ce lo si chiede. Qualche opinione?

Giorgio Napolitano a Palazzo Ducale (e piazza De Ferrari tricolore)

Pubblicato su città, eventi by piazzamanin su Aprile 25th, 2008
Giorgio Napolitano a Palazzo Ducale

…nel pomeriggio di oggi, anche se il maxi-schermo di piazza Matteotti non viene poi così bene, in video, ma nello spirito della “foto lunga” di Flickr.

A seguire, gli zampilli colorati (di verde) della fontana di piazza De Ferrari, che erano verdi a nord, bianchi a est e rossi a sud. Gli ultimi sono davvero inquietanti. Da catalogare nella rubrica “a qualcuno dev’essere senbrata una bella idea, sulla carta”.

Fontana tricolore a piazza De Ferrari

Scoperto un MP40 nella cantina di un ex partigiano, evitato l’arresto

Pubblicato su città by piazzamanin su Aprile 20th, 2008
Maschinenpistole 40 (MP40)

Emerso un pezzo di (micro)storia a Cornigliano. Se “nell’ombra dei loro armadi” i genovesi, come dice Paolo Conte, “tengono lini e vecchie lavande”, può accadere che nell’ombra delle loro cantine tengano anche vecchie armi da guerra, cimeli dell’ultimo conflitto che di solito si vedono soltanto nei film.

Un ex partigiano ottantatreenne è stato infatti denunciato dal commissariato Centro, riferisce Il Secolo XIX di oggi (purtroppo sulo sull’edizione cartacea, se volete leggere i dettagli dovete comprarvelo) per detenzione di arma da guerra in seguito al ritrovamento di una Maschinenpistole 40 ancora funzionante e dotata di munizioni, conservata “come cimelio” nella cantina del palazzo di Cornigliano dove abita.

Prosegue il trafiletto: “Un reato per il quale è previsto l’arresto obbligatorio anche in età avanzata della persona che lo detiene. Ma il sostituto procuratore Cristina Camaiori, valutata la situazione di fatto e l’assenza di un concreto pericolo per l’incolumità pubblica, ha deciso di non procedere all’arresto.” Da Wikipedia:

L’MP40 deriva dall’MP36, un prototipo interamente realizzato in metallo del quale ci rimangono pochi esemplari. L’Mp36 fu realizzato dall’azienda tedesca Erma-Werke, per soddisfare la richiesta del governo Tedesco di una nuova arma automatica; successivi miglioramenti portarono all’MP38. L’ esperienza avuta con le diverse migliaia di esemplari di MP38 (in servizio fin dal 1939) usati per l’invasione della Polonia rese infatti necessaria l’introduzione di alcuni cambiamenti: essi riguardarono principalmente la riduzione dei costi di produzione (specialmente tramite l’uso di parti stampate invece che lavorate) ed il miglioramento della sicurezza. I cambiamenti vennero incorporati in una versione intermedia (MP38/40), ed in seguito nell’iniziale produzione dell’MP40. Durante il corso dell’intera guerra venne realizzato solo un milione di esemplari di tutte queste versioni.

Nel video, una nonna statunitense si allena con l’MP40 nel cortile di casa (su YouTube si trova anche il confronto realizzato da History Channell tra due armi storiche della Seconda guerra mondiale, l’MP40 e lo Sten inglese); l’immagine è tratta da Wikipedia.

Peccato che non esista un “museo della città”: il mitra dell’ex partigiano (e altre armi che magari sono ancora in altre cantine) potrebbe essere esposto come testimonianza della storia recente. In mano ai tedeschi nel momento dell’invasione e ai partigiani in quello della liberazione. E pensare che manca poco al 25 aprile…

Alla Berio, per il Progetto Marco Polo, lo sguardo (fotografico) della Cina

Pubblicato su città, mostre by piazzamanin su Aprile 18th, 2008

Gli studenti del Progetto Marco Polo in via Garibaldi

Immagine di Alessandra Giglio da Marco Polo Genova Didattica.

Il Progetto Marco Polo fa rivivere nuovamente Marco Polo nella nostra Genova, città che l’aveva già “ospitato” (seppur in circostanze scomode: era prigioniero a Palazzo San Giorgio) durante la nascita del primo libro italiano sulla Cina, “Il Milione”, dettato appunto da Marco Polo a Rustichello da Pisa. Effettivamente ci sono un Grifo e un Leone di San Marco affiancati sul Palazzo a ricordarlo, e un ritratto di Marco Polo guarda quello di Cristoforo Colombo nella sala del Vecchio Consiglio Comunale di Palazzo Tursi.

Se c’è un’iniziativa che ricade nella categoria “Genova da un altro punto di vista” è proprio questa. Gli studenti universitari cinesi del Progetto “Marco Polo” e la fotografa Elisa Catalano inaugurano domani alla Berio la mostra fotografica Marco Polo a Genova, arricchita da alcuni testi della Cina moderna e da riproduzioni digitali di antiche immagini della Cina secondo la prospettiva europea, tratte da relazioni di viaggio e descrizioni del mondo presenti nelle collezioni della biblioteca.

A Genova il numero degli studenti cinesi che frequentano il nostro Ateneo – responsabile europeo per gli scambi con l’Asia – si è vistosamente moltiplicato nel giro di brevissimo tempo: da poche unità arrivate all’inizio del progetto, a tutt’oggi abbiamo superato i centotrenta individui.
In particolare, gli studenti giunti nel marzo 2007 sono stati più di 80. Per questo motivo l’Ateneo, in particolare il Prorettore prof. Giovannelli, ha deciso di affidare alla Facoltà di Lingue e Letterature straniere un corso di lingua italiana per studenti sinofoni. A tale scopo, il preside della Facoltà, il prof. Poli, insieme ai prof. Coveri e De Nicola, ha istituito un corso di lingua e cultura italiana per i corsisti del progetto Marco Polo.

I docenti del corso e i tutor hanno organizzato anche diverse iniziative collaterali per aiutare gli studenti “non solamente a superare i comprensibili problemi linguistici, ma anche a colmare le distanze culturali che separavano (e alle volte tutt’ora separano) il gruppo di studenti sinofoni dalla realtà genovese nella quale si trovano a studiare e vivere”, usando come guida all’orientamento una serie di blog radunati da un sito aperto per l’occasione, e nelle “uscite fotografiche” è nato il materiale in mostra alla Berio.

Mumä-Non solo tè offrirà ai presenti all’inaugurazione la degustazione di tè cinese.

Civica Biblioteca Berio, via del Seminario 16. Marco Polo a Genova, inaugurazione sabato 19 aprile alle ore 17.

Diamo il Porto Antico per scontato, ma chi si ricorda il Cono di Portman?

Pubblicato su città, senza categoria by piazzamanin su Aprile 16th, 2008

Ve lo immaginate nel bel mezzo del porto antico?Il Cono e l\'isola di Portman

Immagini da SkyscraperCity.com

C’è qualcuno che chiama “Renzopianolandia” da zona che fu, nel ‘92, l’area dell’Expo. Ma prima di lamentarsi, questo qualcuno dovrebbe guardare quello che abbiamo rischiato di ritrovarci nello specchio d’acqua del porto (ora Porto Antico): il Cono di Portman! Un’idea che fece parlare di sé; dalla scheda dell’incontro:

Il “cono di Portman” tenne banco sulla stampa, dal 12 ottobre 1988 fin oltre la data dell’espressione del parere urbanistico del Comune (metà marzo 1989), giungendo con strascichi e riprese fino a tutto aprile (in sei mesi sono stati contati 80 articoli sui due principali giornali genovesi e più di cento, contando anche gli altri giornali).

Un progetto avanzato, a fine anni Ottanta, prima che la città si rendesse conto di cosa si trovasse oltre la cancellata grigia che separava il porto dal centro storico: lo choc della proposta e il parere contrario del Comune che lo bloccò furono, infatti, una sorta di iniziale “presa di coscienza” del valore e delle potenzialità di un’area dimenticata dai traffici prima e dalla città poi. E oggi, pur tra le polemiche per la sua progressiva “privatizzazione”, si può certo dire che queste potenzialità siano venute alla luce.

Si parlerà (anche) di questo progetto per un “grattacielo alto quanto il Righi”, con isola al centro del porto, oggi pomeriggio alle 16.30 alla Facoltà di Architettura (Sala Benvenuto), durante la conferenza Il Cono di Portman e le vicende del Waterfront storico dal dopoguerra all’Expo 92 dell’architetto Mario Tasso, già direttore dell’Ufficio Estetica Urbana del Comune. Ecco come Tasso ricorda la presentazione del Cono alla città:

La successiva illustrazione del progetto seguì una regìa spettacolare. “Buio in sala!” si sentì gridare… Nell’oscurità iniziarono a risuonare le note trionfali di un concerto di Vivaldi mentre spot luminosi facevano improvvisamente apparire i risplendenti plastici bianchi del progetto. Ci fu un’ovazione generale e non nascondo di aver provato anch’io una certa emozione. Sembrava di assistere ad una scena di “2001 space’s Odissey”, il famoso film di Kubrik, adattata con la musica di un italiano all’occasione tutta italiana (Vivaldi anziché l’austriaco Richard Strass) … Un emozionato John Portman iniziò a parlare, via via rinfrancandosi ed entusiasmandosi, proiettando su uno schermo le smaglianti immagini dei disegni e dei plastici, ripresi da più angolazioni e nei dettagli.

Il Cono di Portman - plasticoVista dalla Sopraelevata, senza e con il Cono di Portman

Osservatorio del Righi, una domenica col naso per aria

Pubblicato su città, eventi, senza categoria by piazzamanin su Aprile 13th, 2008

L\'osservatorio del RighiL\'osservatorio del Righi visto dal satellite

Nelle immagini: la specola (da osservatoriorighi.it, dalla curiosa somiglianza con R2-D2) e, per par condicio, l’osservatorio osservato dallo spazio (da GoogleMaps).

Ieri sera hanno osservato i corpi celesti e oggi, visto che il tempo è bello, dalle 15 all’Osservatorio astronomico del Righi puntano il telescopio verso il sole.

Costruita negli anni Trenta e abbandonata negli anni Settanta, la specola è stata aperta al pubblico dal 2000 grazie all’associazione Castellaccio, che si è occupata dei lunghi restauri.

Oggi, grazie al contributo di enti quali la Provincia di Genova, la Circoscrizione Centro Est del Comune di Genova e il Comune stesso, l’Osservatorio ha arricchito la sua strumentazione consentendo a migliaia di visitatori di osservare i corpi celesti. Inoltre, il progetto “Giardino del Sole“, che si è concretizzato nell’ambito del Festival della Scienza 2003, ha portato alla realizzazione, nel giardino dell’Osservatorio, di strumenti storici per il calcolo del tempo.

Osservatorio astronomico del Righi, via Mura delle Chiappe 44 [raggiungibile con la Funicolare da Largo Zecca - come arrivare]

Le cronache del telefonino: “Crollo alla Fiera del Mare”

Pubblicato su città, cronache del telefonino by piazzamanin su Aprile 11th, 2008

Su YouTube sono arrivati due filmati della copertura metallica del nuovo padiglione dopo il (parziale) cedimento, registrati col telefonino dall’edificio di fronte (il polo di Ingegneria?). Ve li segnaliamo ma non li embeddiamo ripubblichiamo qui, il primo perchè si vede male, il secondo perché si chiude con un bestemmione. Siete stati avvisati!

Nel quartiere fieristico genovese oggi alle 14, nell’area di cantiere del nuovo padiglione, si è verificato un cedimento da parte della struttura metallica, attualmente in fase di montaggio e destinata a sostenere la copertura. Non ci sono stati danni a persone né a mezzi.

scriveva due giorni fa il sito della Fiera di Genova. Daniele Grillo, sul Secolo XIX, riporta ieri un bel giro di dichiarazioni del mondo manageriale e politico, a cominciare da Roberto Urbani, amministratore delegato di Fiera di Genova spa: «Pancia a terra e lavorare. C’è il Nautico che incombe, cerchi di capire che siamo tutti qui per comprendere cosa fare, come operare nei giorni a venire». Urbani “tiene il forte” anche su Repubblica:

«Non solo non voglio, ma non ho nessuna ragione per dire che il padiglione B non sarà pronto per il prossimo Salone. Se poi sarà al cento per cento, al novanta o all´ottanta, me lo diranno l´inchiesta e le perizie. Di sicuro stiamo lavorando già ad una serie di piani di emergenza: cosa fare se ci va male, malino o malissimo…. ma il padiglione ci sarà. Magari senza finiture, ma ci sarà».

Nelle immagini il rendering del padiglione B progettato da Jean Nouvel e un momento dei lavori, da Fiera.Ge.it