Centro storico, il murale di Enrico Musenich alla Scuola Daneo
Se vi capita di passare in via Lomellini e trovate aperto il portone della scuola Daneo, provate a fare un passo nell’atrio: troverete alle pareti i disegni di Enrico Musenich ispirati alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, “uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano” e “un quadro di riferimento organico nel quale collocare tutti gli sforzi compiuti in cinquant’anni a difesa dei diritti dei bambini”. Qualche notizia sull’autore dal sito del Museo dei Tarocchi:
Nato a Roma nel 1962, vive e lavora a Genova. Allievo di Emanuele Luzzati, dal 1996 è disegnatore e assistente alla direzione allestimenti scenici del Teatro Carlo Felice di Genova; dal 1987 al 1995 ne è stato scenografo realizzatore e scenotecnico. Effettuati gli studi musicali al Conservatorio N. Paganni di Genova ed ultimati quelli artistici del liceo N. Barbino e dell’Istituto G. Byron di Genova, nel 1984 inizia a lavorare al Teatro della Tosse. Per la danza collabora nell’allestimento di alcuni spettacoli disegnando costumi, progettando e realizzando maschere in lattice. Collabora con Mario Porcile, fondatore del Festival Internazionale del Balletto; con Danilo Donati, scenografo di Fellini e Pasolini; con Dario Fo nell’allestimento de ‘Il viaggio a Reims’; con Emanuele Luzzati, per la realizzazione di sue scenografie e l’allestimento delle numerose esposizioni a Genova. Come pittore realizza una mostra ispirata ai balletti di Stravinskji: espone a Villa Vidua a Conzano, a Torino al Teatro Juvarra, a Genova da RicordiMediaStore, successivamente in gallerie private. Nel 2004 si avvicina al collage: espone i lavori ripetutamente a Genova, e Camogli.
Scorci di Settecento, per strada e a teatro

Chi passa davanti a una filiale della Banca Carige può entrare a vedere se riesce a trovare ancora una copia dell’ultimo numero della sua rivista istituzionale, La Casana, da quarantanove anni omaggio della ditta. Al suo interno, insieme con un bel ritratto dell’architetto Gino Coppedè – autore, tra l’altro, del Castello Mackenzie – si trova un articolo di Vezio Melegari dedicato alla sosta “lietamente fatale” di un ventinovenne Carlo Goldoni nella Genova del Settecento e che riporta brani delle sue Memorie.
Il direttore e io avevamo alloggio in una casa attigua al teatro. Avevo visto alle finestre dirimpetto alle mie una giovane che mi pareva bellina e avevo voglia di conoscerla. Un giorno che era sola la salutai teneramente; lei mi fece una riverenza e scomparve subito, né più si lasciò vedere. Eccomi punto dalla curiosità e nell’amor proprio cerco di sapere chi sta nella casa dirimpetto al mio alloggio: è il signor Conio, notaio del collegio di Genova, uno dei quattro deputati al Banco di San Giorgio.
Un paio di mesi dopo viene celebrato il matrimonio e chi ha voglia di andare a cercare il luogo dell’incontro può trovarlo dalle parti di via Balbi. Il teatro di cui parla Goldoni, quello in cui recitava la sua compagnia, è il Teatro del Falcone, andato distrutto durante l’ultima guerra e da poco ristrutturato come spazio espositivo. Si trova in uno dei cortili di Palazzo Reale e, in fondo al caruggio tra questo e uno dei palazzi dell’università, una lapide su un muro ricorda quel lontano incontro citato nelle Memorie del commediografo.
Fino a domenica si può continuare con questo momento settecentesco-goldoniano con Il teatro comico, in scena al Teatro della Corte, un moderno esempio di “teatro nel teatro”, la prima delle sedici nuove commedie promesse all’impresario Gerolamo Medebach per il 1750, la “commedia-manifesto” della sua riforma teatrale. Lo spettacolo è messo in scena dalla compagnia del Teatro Stabile di Bolzano e nel presentarlo alla Biennale di Venezia, il regista Marco Bernardi scriveva:
Se avessi la bacchetta magica porterei con me lo spettatore su una nave che viaggi nel tempo fino alla sera del 5 ottobre 1750, al Teatro S. Angelo, nell’attimo in cui si apre il sipario su “Il Teatro comico”. Pensate quale doveva essere la tensione degli attori alle prese con uno spettacolo in cui interpretavano se stessi e l’essenza stessa del proprio destino artistico e professionale! Non avendo la bacchetta magica ho cercato di ricostruire quel clima di attesa, quel fervore che si crea in una compagnia quando c’è la sensazione di fare qualcosa di nuovo, di veramente importante, che cambierà le loro vite.

Nelle immagini: un dettaglio di una stampa settecentesca, collezione Carige, e gli attori della compagnia del Teatro Stabile di Bolzano.
Centro storico, stasera ri-riapre l’Hop Altrove

Quello che rimane di Palazzo Fattinanti-Cambiaso, dopo i bombardamenti, è una loggia tardo-cinquecentesca di grande fascino che si affaccia su piazzetta Cambiaso e su via della Maddalena. Dopo un restauro a cura della Soprintendenza, ad opera dell’architetto Nicolò De Mari, gli spazi sono stati ristrutturati e arricchiti per l”Hop Altrove, che nel 2003 ha aperto con una sala teatrale al pianterreno e un bistrot al livello superiore, con la loggia a fare da atrio-foyer per le occasioni di spettacolo e d’incontro.
Dopo alcune stagioni di grande interesse – il direttore artistico era il regista Mario Jorio, che aveva compiuto la sisifica titanica impresa “mult-indisciplinata”, come la chiamava, faticando all’inizio persino per liberare la minuscola piazzetta con pavimentazione d’epoca dalle macchine parcheggiate – con spettacoli propri e compagnie ospiti, rassegne cinematografiche e di danza, le fortune dell’Hop Altrove si sono fatte più incerte, così come le sue aperture (e riaperture).
La notizia di oggi è arrivata via email: stasera l’Hop Altrove ri-riapre. Si comincia col bar, poi più avanti col ristorante e quindi con il cabaret (in questo momento non esportiamo forse artisti anche oltre il passo dei Giovi?) e musica dal vivo. E se il tempo regge, si può continuare a stare fuori.
Hop Altrove, Piazzetta Cambiaso 1, Genova, tel. 010 2511934.

Uno sguardo dal ponte (della gru)
Luoghi insoliti: al VTE-Voltri Terminal Europe, il carico di una nave portacontainer dall’alto di una delle gru Paceco. Video di cicci77ge da YouTube.
Siti insoliti: una notte alla centrale ENEL

ENEL partecipa all’edizione 2007 del Festival della Scienza con la mostra Tomorrow. Il futuro sensibile, “tra arte contemporanea e scienza sul riscaldamento globale”, come spiega la pagina dedicata all’iniziativa, al Palazzo della Borsa di via XX Settembre, ma anche con una serie di giornate a “porte aperte”.
Le porte in questione sono quelle della controversa centrale elettrica a carbone, costruita nel 1928 davanti alla Lanterna. (che ha un suo fascino di archeologia industriale ma che, secondo l’European Pollutant Emission Register, scarica la sua bella razione di sostanze ogni anno). In attesa che Claudio Burlando continui a discutere della sua “dismissione” con la proprietà (l’autorizzazione scade nel 2020, e intanto ci lavorano in cento), possiamo andare a darci un’occhiata.
Notti in Centrale - scrive l’azienda - è il programma di Enel che consentirà al pubblico di visitare in esclusiva la Centrale Enel al molo ex Idroscalo (vicino alla Lanterna), proponendo un viaggio nella fabbrica dell’energia.
Nei giorni di lunedì 29, martedì 30 e mercoledì 31, le visite guidate, in gruppi, inizieranno ogni 30 minuti a partire dalle 17 alle 21. È necessario prenotare telefonando al numero 010.434.7501, dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 17, sabato e domenica esclusi.
Se ci andate, mandateci le foto! Quella che vedete è di di Fry Simpson, da flickr.
Brignole-New York con l’autobus AMT

Non basta più il fascino. Il sindaco Michael Bloomberg ha lanciato due settimane fa una campagna multimedia, multi-milionaria e multi-nazionale per promuovere all’estero la città di New York: un impegno di 30 milioni di dollari il primo anno, primo di una serie di sforzi per raggiungere la meta di 50 milioni di turisti per il 2015.
Qualche risultato? Nelle immagini, i poster della campagna davanti alla stazione di Brignole negli spazi pubblicitari che Cemusa ha installato nelle fermate degli autobus - begli oggetti di design, progettati da Nicholas Grimshaw, gli stessi per i quali (anche a New York, che almeno in questo caso ha i nostri stessi problemi) ci si lamenta quando piove e tira vento.

Aspetti l’autobus davanti alla stazione e ti viene voglia di partire per New York. Se il mercato del turismo si fa sempre più competitivo, e le difficoltà per chi viaggia verso gli Stati Uniti più frequenti, New York è riuscita a invertire la tendenza: con i visitatori stranieri in calo del 17% in tutto il Paese, la città è riuscita a guadagnarsi un aumento di visite dall’estero del 9%, per un impatto totale sull’economia - secondo i dati forniti dal comunicato stampa - di quasi 25 miliardi di dollari.
Ecco lo spot animato, promosso da NYC & Company con Take the A-Train (Ella Fitzgerald e Duke Ellington, remix di Mint Royale) come colonna sonora. [Chi vuole vederlo meglio può provare su Revver.com]
In omaggio a chi ama il jazz, la versione originale di Take the A-Train: la Duke Ellington Orchestra suona a Torino nel 1958, con Ray Nance solista alla tromba.













