Guidi & Schoen, Olivo Barbieri site specific in Giordania
Immagine da Exibart (con mille scuse a Barbieri e ai suoi fan per le dimensioni)
Dalla ricerca “site specific” a cui l’artista si è dedicato dal 2000 ad oggi, un inedito lavoro sul paesaggio della Giordania. Otto scatti inediti stampati in grande dimensione ed un libro contenente tutte le immagini realizzate.
Galleria Guidi & Schoen, vico Casana 31 R, orario: da lunedì pomeriggio a sabato ore 10-12.30 e 16-19.30
Body Book, in mostra alla Berio “il corpo come libro”

In occasione del primo decennale dal trasferimento della Biblioteca Berio nell’attuale sede, lunedì 5 maggio alle ore 17.00, nella Sala dei Chierici, l’Associazione Culturale “Ergo Sum”, in collaborazione con Comune di Genova, Biblioteca Civica Berio, Edizioni La Lontra e Grafiche G7, inaugura la mostra fotografica “Body Book”, alla presenza di Massimiliano Morettini (Assessore Giovani e Città Educativa Comune di Genova).
Sette fotografi con trentacinque scatti in grande formato presentano un percorso sull’interazione fra corpo umano e libro.
La lettura si veste di carne e di ossa, assume forma fisica per mostrarsi nelle sue infinite sfaccettature.
Dalla forza alla sensualità, dallo sdegno alla provocazione, passando per un vissuto via via più intimo che qui viene suggerito o urlato in faccia allo spettatore.
Catalogo online (presto) su ErgoSumPress, inaugurazione oggi alle ore 17.
Body Book. Sala Mostre, Biblioteca Berio, Via del Seminario, dal 6 al 24 maggio. Orario: da lunedì a sabato dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 18.30.
UnimediaModern, il libro del “naufragio” di Mauro Ghiglione

La mostra Sta una fuga fra noi (Naufrago/Faustina) ha chiuso nelle settimane scorse, ma oggi alle 18.30, da UnimediaModern, Viana Conti presenta Alteratamente sani, il libro De Ferrari editore ha pubblicato per l’occasione.
“Alteratamente sani” documenta la mostra e contiene interventi di Arnaldo Bagnasco, Lorenzo Biggi, Eugenio Buonaccorsi, Matteo Fochessati, Giuliano Galletta, Emidio Greco, Angelo Gualco, Angela Madesani, Valentina Micheletto, Sandro Ricaldone, Giovanni Rizzoli, Giorgio Teglio, che, su invito dell’artista, hanno partecipato con le loro impressioni intorno alla mostra stessa.
Sta una fuga fra noi nasce dall’interesse di Ghiglione per il rapporto dell’uomo con la sua immagine registrata, sempre più perfetta, quasi capace in futuro di sostituirsi all’originale. Lo spunto della mostra nasce da un film del 1974, L’invenzione di Morel (regia di Emidio Greco), tratto a sua volta dall’omonimo romanzo di Adolfo Bioy-Casares:
Mauro Ghiglione ha voluto rintracciare e rifotografare a distanza di trentaquattro anni l’attore protagonista - Giulio Brogi - che nel film approda all’isola deserta quale naufrago, e si trova a confronto con un mondo di gesti ripetuti fatto di immagini generate da una macchina creata dallo scienziato Morel e attivata per l’eternità dalla forza delle maree.
Il protagonista - così ci dice il film - ragionevolmente morirà di inedia, dopo aver espletato vani tentativi di diventare a sua volta immagine, affascinato dal mondo eternamente ripetuto e dall’amore nato per una figura rappresentata, Faustina.
O forse no, è questa l’ipotesi di Ghiglione. Forse il film ha continuato a girarsi, sta continuando a girare e - non visto - appare in mostra, immutato ma differente.
UnimediaModern Contemporary Art, Palazzo Squarciafico - Piazza Invrea 5 B
Palazzi dei Rolli + arte contemporanea = Rolli contemporanei
Da catalogare nella sezione “arriviamo tardi, ma arriviamo”, sono finalmente arrivate alcune immagini dei Rolli contemporanei, la mostra ospitata fra il 4 e il 6 aprile nei Palazzi dei Rolli (o, più precisamente, “Rolli degli alloggiamenti pubblici”; la lista completa delle esposizioni è sul sito del Secolo XIX).
“I Palazzi dei Rolli genovesi, storicamente destinati ad accogliere gli ospiti illustri in visita alla città, [accolgono] un ospite illustre dei nostri giorni: installazioni site specific d’arte contemporanea attraverso un percorso espositivo nel centro storico di Genova”, scriveva Palazzo Ducale, presentando l’edizione dello scorso anno.
Le installazioni all’interno dei Palazzi [sono] a cura delle gallerie di Arte moderna e Contemporanea del centro storico di Genova e di alcune associazioni culturali. L’operazione è resa possibile grazie all’inedita collaborazione creatasi tra le istituzioni cittadine, le gallerie e l’Associazione dei proprietari dei Palazzi dei Rolli (Ass. “Rolli della Repubblica Genovese”) che hanno raccolto il testimone dei loro antichi predecessori, ereditando la cultura dell’accoglienza, e vogliono rendersi partecipi nella valorizzazione di questi palazzi monumentali.
Le immagini
- Christian Rainer, Rebecca Container, Palazzo di Lorenzo Cattaneo
- Claudia Ballesio, Ellequadro Documenti, Palazzo De Marini Croce
- Plamen Dejanoff, Pinksummer, Galleria Nazionale di Palazzo Spinola
- Davide Dall’Osso, Artrè Gallery, Loggia dei Mercanti
- Gabriele Gelatti, Palazzo Brancaleone Grillo
- Luca Taccia / Diego Toscani, Palazzo Brancaleone Grillo
- Marco Porta, Andrea Ciani, Palazzo Bianco
- Franco Fienga, Cerruti Arte, Palazzo di Nicolosio Lomellino
- Nina Staehli, Studio 44, Palazzo Tobia Pallavicino
Teatro Carlo Felice backstage, vite da comparsa (di ieri e di oggi)


Immagine dal video di Mirko Antichi e un momento dietro le qunte in uno scatto di Jacopo Morando
Il lavoro di generico (detto anche comparsa o figurante) al cinema, nella pubblicità, alla televisione o in teatro, è un lavoro temporaneo ed è retribuito in genere a giornata lavorativa e in qualche caso a forfait. Questa figura, generalmente, entra a far parte di una scena, cinematografica, televisiva o pubblicitaria senza recitare o pronunciando solo qualche battuta
scrive il sito dell’InformaGiovani (di Trieste), che aggiunge:
TEATRO CARLO FELICE di Genova: Il reclutamento delle comparse e dei figuranti avviene tramite avviso pubblicato sui quotidiani locali e/o sul sito. Le selezioni vengono effettuate ad inizio stagione verso settembre/ottobre e successivamente vengono effettuate le selezioni per le singole opere.
Due (ex) comparse o figuranti hanno documentato la loro esperienza tra le mura del torracchione progettato da Aldo Rossi che domina piazza De Ferrari.
Il primo è Mirko Antichi, 25 anni – a leggere la sua pagina su MySpace è a San Francisco fino a ottobre – che ha pubblicato il breve video che da un mesetto trovate (a rotazione) nella barra laterale (e che cerchiamo di pubblicare qui, senza successo, dal giorno in cui l’abbiamo trovato – chi sa come si fa ci lasci un commento!) e che potete vedere seguendo il link. Le immagini si riferiscono all’Elisir d’amore di Donizetti, andato in scena nella stagione 2003-2004; Mirko e i suoi colleghi indossano i costumi disegnati da Santuzza Calì.
Il secondo è Jacopo Morando, di cui inaugura domani alle 17.30 la mostra dal titolo (appunto) Comparse presso l’Ordine degli Architetti, con la presentazione di Giorgio Parodi, presidente dell’Ordine, e di Freddy Clarke, docente di fotografia dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, e un catalogo pubblicato da Serel International.
La mostra fotografica si compone di una raccolta di 20-30 fotografie analogiche 35mm in bianco e nero, realizzate durante la stagione teatrale 1997-1999 del Teatro Carlo Felice da Jacopo Morando, allora comparsa, oggi fotografo collaboratore del Teatro Carlo Felice.
Il libro e la mostra si propongono di far conoscere un punto di vista ancora inesplorato, quello delle comparse. Le fotografie di Jacopo Morando, infatti, sono state “rubate” dietro le quinte da una comparsa tra le comparse. Ogni fotografia nasconde una storia, una curiosità. Coglie l’attimo in cui la persona reale si trasforma in personaggio.
Jacopo Morando, Comparse, Ordine degli Architetti, Chiostro di San Matteo (Piazza San Matteo 18), dal 22 aprile al 5 giugno. Gli orari di visita sono quelli degli uffici dell’Ordine: lunedì-giovedì 9-13 / 14-17, venerdì 9-15.
Alla Berio, per il Progetto Marco Polo, lo sguardo (fotografico) della Cina

Immagine di Alessandra Giglio da Marco Polo Genova Didattica.
Il Progetto Marco Polo fa rivivere nuovamente Marco Polo nella nostra Genova, città che l’aveva già “ospitato” (seppur in circostanze scomode: era prigioniero a Palazzo San Giorgio) durante la nascita del primo libro italiano sulla Cina, “Il Milione”, dettato appunto da Marco Polo a Rustichello da Pisa. Effettivamente ci sono un Grifo e un Leone di San Marco affiancati sul Palazzo a ricordarlo, e un ritratto di Marco Polo guarda quello di Cristoforo Colombo nella sala del Vecchio Consiglio Comunale di Palazzo Tursi.
Se c’è un’iniziativa che ricade nella categoria “Genova da un altro punto di vista” è proprio questa. Gli studenti universitari cinesi del Progetto “Marco Polo” e la fotografa Elisa Catalano inaugurano domani alla Berio la mostra fotografica Marco Polo a Genova, arricchita da alcuni testi della Cina moderna e da riproduzioni digitali di antiche immagini della Cina secondo la prospettiva europea, tratte da relazioni di viaggio e descrizioni del mondo presenti nelle collezioni della biblioteca.
A Genova il numero degli studenti cinesi che frequentano il nostro Ateneo – responsabile europeo per gli scambi con l’Asia – si è vistosamente moltiplicato nel giro di brevissimo tempo: da poche unità arrivate all’inizio del progetto, a tutt’oggi abbiamo superato i centotrenta individui.
In particolare, gli studenti giunti nel marzo 2007 sono stati più di 80. Per questo motivo l’Ateneo, in particolare il Prorettore prof. Giovannelli, ha deciso di affidare alla Facoltà di Lingue e Letterature straniere un corso di lingua italiana per studenti sinofoni. A tale scopo, il preside della Facoltà, il prof. Poli, insieme ai prof. Coveri e De Nicola, ha istituito un corso di lingua e cultura italiana per i corsisti del progetto Marco Polo.
I docenti del corso e i tutor hanno organizzato anche diverse iniziative collaterali per aiutare gli studenti “non solamente a superare i comprensibili problemi linguistici, ma anche a colmare le distanze culturali che separavano (e alle volte tutt’ora separano) il gruppo di studenti sinofoni dalla realtà genovese nella quale si trovano a studiare e vivere”, usando come guida all’orientamento una serie di blog radunati da un sito aperto per l’occasione, e nelle “uscite fotografiche” è nato il materiale in mostra alla Berio.
Mumä-Non solo tè offrirà ai presenti all’inaugurazione la degustazione di tè cinese.
Civica Biblioteca Berio, via del Seminario 16. Marco Polo a Genova, inaugurazione sabato 19 aprile alle ore 17.
Porto Antico: i giochi di Lele Luzzati… al Museo Luzzati

È stata inaugurata venerdì scorso, e resterà aperta sino a giugno, la mostra Emanuele Luzzati. Giochi carte e tarocchi al Museo Luzzati (ovviamente) di Porta Siberia al Porto Antico.
Sarà un’occasione unica per vedere raccolti bozzetti, studi, serigrafie e realizzazioni di veri e propri giochi da tavolo con tanto di regolamento. Ad alcuni di questi verranno dedicate “stanze” con tavoli da gioco e pedine, in particolare con il “Dilettevole giuoco della Gazza Ladra”, di cui verrà esposto anche il bozzetto originale e un divertente “mobile” alla Calder, con il gioco dell’oca realizzato con i manifesti il cui regolamento venne scritto da Rita Cirio, con il grande gioco da pavimento a tema Pierino e il Lupo che, per la gioia di tutti i bambini, verrà organizzato e animato alla domenica e, su prenotazione, per le scuole che parteciperanno ai laboratori del museo.
Numerosissimi anche gli esempi di carte, da quelle con i personaggi in macchina realizzate per la Fiat a quelle per l’Italsider , dalle “Rinocarte” in cui sotto la corona del re, della regina e del fante spuntano corni e facce da rinoceronti (realizzate per “Rinocerabilia” esposizione ideata da Story and Glory nel 1991 a Torino) fino ai tanti bozzetti realizzati con il collage di carta (decorative, non da gioco stavolta) di Varese che così bene si adatta a vestire i re e le regine.
Infine i Tarocchi, realizzati in serigrafia nel 1993 per lo spettacolo del Teatro della Tosse e poi, visto l’enorme successo, riproposti in tante versioni diverse.
Durante il periodo della mostra saranno organizzati incontri sul tema del gioco e tornei nei quali si potrà giocare i giochi ideati da Emanuele Luzzati. Di uno di questi, il Torneo dell’Orlando Furioso, creato per l’Italsider negli anni ’70, sono andate perse le regole e così il Museo Luzzati sfida il pubblico a provare a scriverne uno nuovo.
Museo Luzzati, Area Porto Antico 6, dal martedì alla domenica 10- 18, lunedì riposo, info 010-25.30.328; ingresso €5, bambini gratis fino a 6 anni, €2 dai 7 ai 12 anni, €4 ridotto fino ai 18 e sopra ai 65 anni.
Luzzati, Luzzati e ancora Luzzati! Tre giorni intorno a Lele

In questi giorni è stata organizzata in città una fitta serie di appuntamenti dedicati a Emanuele Luzzati. In occasione dell’evento si riapre la mostra Candido ovvero Emanuele Luzzati, il percorso tra scene, bozzetti e costumi allestito nella Chiesa di Sant’Agostino e alla Tosse viene ripreso La mia scena è un bosco, l’unico spettacolo per cui Luzzati ha scritto anche il testo.
Tre giorni per parlare di opera, di cinema di animazione, di illustrazione, teatro. E per conoscere e misurare il segno che Lele Luzzati ha impresso nel secolo che ha vissuto.
Il Museo Luzzati chiama esperti, scrittori, artisti, per approfondire i diversi aspetti della poliedrica figura di Luzzati nel contesto storico-artistico del ‘900. Non una commemorazione quindi, ma un primo incontro che propone in termini scientifici l’analisi sui temi, i linguaggi e le discipline familiari all’artista; da questo proposito nascerà la pubblicazione degli atti del convegno.
[Scarica il programma degli eventi in formato .pdf - 2.9 MB] (continua…)
Maurizio Maggiani, ultimo giorno della mostra a Palazzo Ducale
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Dopo la prima intervista a Maggiani, del 1990, ecco il video di presentazione della mostra alla Loggia degli Abati di Palazzo Ducale, che chiude oggi.
Un video dedicato a un libro e a una mostra di Maurizio Maggiani. Le fotografie sono di Maurizio Maggiani, Jacopo Benassi, Moreno Carbone. L’ambientazione sonora è di Claudia Franco, cut-up Gianluca Petriccione, mixaggio Massimo Cittadini. Montaggio video di Luciano Brancati (Ufficio Multimedia Feltrinelli). La mostra è a Genova, Palazzo Ducale, Loggia degli Abati 21 Novembre 2007-10 Febbraio 2008.
Il libro di Maurizio Maggiani “Mi sono perso a Genova. Una guida” è edito da Feltrinelli Editore.
Palazzo Ducale: Maurizio Maggiani, Mi sono perso a Genova, ultimi giorni!


La mostra a Palazzo Ducale è un viaggio romantico, è scritto nella presentazione, e come tutti i viaggi ha un termine; in questo caso, il 10 febbraio. In Mi sono perso a Genova Maurizio Maggiani, narratore e opinionista (”di ritorno”, come si vedrà più avanti) del Secolo XIX compone con fotografie (”forse non tutti sanno che Maurizio Maggiani è anche un valentissimo fotografo”) e pensieri un grande racconto di immagini, parole e suoni: un viaggio (interiore) nella città di Genova, che abbiamo potuto compiere con lui in contemporanea con l’uscita del libro omonimo.
Ci saranno blocchi di racconto.
La città delle stratificazioni, delle sovrapposizioni.
La città del viaggio al Gaslini, la città litoranea.
La città della modernità, il Ponente.
La città del “passo” tra Levante e Ponente, tra porto e acciaieria, tra Bisagno e Polcevera.
La città metafisica, la città delle luci e dei sipari.
La città delle crose, la città sopraelevata.
Sarà un racconto e non un documentario, questo è ovvio. Non ci sarà tutta Genova, ma solo la parte che possiedo, quella che porto con me, quella che mi rimane, quella ancora buona per il sogno notturno e la meraviglia diurna.
In occasione degli ultimi giorni di Mi sono perso a Genova abbiamo chiesto a Pier Paolo Rinaldi di rispolverare la prima intervista al Maggiani “scrittore-scrittore”, pubblicata sul Lavoro-La Repubblica nel 1990 per l’uscita del suo primo romanzo da Feltrinelli, Vi ho già tutti sognato una volta.


Le vie per cui si giunge a pubblicare un libro sono molte e imperscrutabili. “La mia è una storia esemplare – esordisce Maggiani. – Non mi sono mai occupato di letteratura, lo giuro. Ho scritto un saggio di psicanalisi nel 1975, per la Emme Edizioni di Rosellina Archinto, e poi basta. Ho fatto un po’ il giornalista…”.Il giornalismo, quindi, è stata la palestra di Maurizio Maggiani, “pubblicista volante”. Nel 1980 scrive al Secolo XIX una lettera di fuoco su La Spezia, la città odiata e amata in cui abita. La lettera viene pubblicata e la redazione del giornale gli chiede di continuare a collaborare.
“Così ho cominciato a scrivere commenti politici: ‘Le trenta righe di Martin’. Erano attacchi durissimi… durati otto, dieci numeri, poi è cambiato il caporedattore e quello nuovo ha cominciato a censurarmi. E poi basta. Sono veramente ‘l’uomo dai mille mestieri, come è scritto nella presentazione del libro [Vi ho già tutti sognato una volta], ho fatto veramente di tutto, compreso scrivere per due anni di viaggi e di gastronomia sull’Unità. Poi ho smesso per laurearmi (a 37 anni) in Sociologia delle religioni, a Firenze, e per scrivere il primo racconto. Oggi scrivo recensioni letterarie, sempre sull’Unità, che non mi ha mai censurato una riga. Anche se mi son permesso (perché non ho niente da perdere) certe arditezze stilistiche, e di contenuto…”. (continua…)
Palazzo Spinola: domani una sera a lume di candela nella Galleria degli Specchi


Dietro palazzo spinola di nnoia, da Flickr - Creative Commons, alcuni diritti riservati. Galleria degli Specchi da palazzospinola.it
Alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, in occasione della mostra “Per allumare - Argenti per la luce del ‘700 genovese”, l’8 febbraio dalle 17 alle 19, per far rivivere al pubblico l’esperienza dell’illuminazione originaria della dimora, saranno eccezionalmente accese le candele della Galleria degli Specchi. Oscurata ogni altra forma di illuminazione, il pubblico potrà godere dell’effetto su specchi, ori e stucchi
scrive Adnkronos. È un motivo in più per visitare una mostra in cui sono esposti – spiega il Ministero per i beni e le attività culturali – “circa ottanta argenti, tra candelieri, doppieri, lucerne, bugie e smoccolatoi, scelti per la loro particolare rilevanza al fine di meglio illustrare sia l’articolarsi delle diverse tipologie, sia il loro evolversi stilistico”.
«La mostra nasce da un’importante donazione degli eredi dell’antiquario Severino Crosa di candelieri Torretta alla Galleria di Palazzo Spinola» – racconta il direttore del museo, Farida Simonetti al Secolo XIX – mentre ricorda come ormai 50 anni fa, quando i marchesi Paolo e Franco Spinola donarono allo Stato il palazzo, gli arredi in argento furono destinati all’Ordine di Malta. [Di particolare interesse] una lucerna e da una coppia di candelieri a due bracci. «Li aveva commissionati a Genova verso la fine del Settecento un nobile comasco, costituiscono un unicum, a livello europeo, non solo per l’altissima qualità esecutiva, ma per la sfrenata imagerie che accosta elementi classici, orientali ed egizi», osserva Franco Boggero.
Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, piazza Pellicceria 1, Per allumare. Argenti per la luce del ‘700 genovese, a cura di Farida Simonetti e di Franco Boggero, fino al 9 marzo nell’Appartamento del Marchese a Palazzo Spinola (info 010.2705300). Orari: da martedì a sabato dalle ore 8.30 alle ore 19.30, domenica e festivi: dalle ore 13.30 alle ore 19.30, lunedì chiuso.
Sant’Agostino, un percorso tra le scenografie di Emanuele Luzzati
Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse, Candido ovvero Emanuele Luzzati, mostra-percorso tra le scenografie di Luzzati per la Tosse, Chiesa di Sant’Agostino, piazza Negri, dal 26 dicembre 2007 al 26 gennaio 2008; orario 15-18.30, chiuso il lunedì. Ingresso € 5, ridotto € 2; info 010 2487011, botteghino 010 2470793.
Sabato 26 gennaio, nella giornata del primo anniversario della scomparsa di Luzzati, evento conclusivo.
I burattini di Emanuele Luzzati & Bruno Cereseto in Alì Babà, in replica il 29 dicembre 2007 e il 6 gennaio 2008 alle ore 16.















