circospetto! genova «meglio che la franca brignola» *

Palazzo Ducale, oggi gli acrobati di Nebbia, da mercoledì all’Archivolto

Posted in eventi, spettacoli by circospetto on 28 gennaio 2008

Oggi gli artisti di Nebbia – a magical fog: saranno nell’atrio di Palazzo Ducale per piccole performance estemporanee dalle ore 13 alle 14.

Cirque Éloize, Nebbia

Fondato nel 1993 e residente a Montréal, il Cirque Éloize è uno dei maggiori esponenti del “nouveau cirque”. Con un centinaio di persone che lavorano su progetti diversi, la compagnia ha presentato i propri spettacoli in tutto il mondo e creato oltre 500 eventi su scala internazionale (memorabile a Torino quello per la chiusura delle Olimpiadi 2006). Sempre alla ricerca di innovazione e umanità, il Cirque Éloize combina teatralità, musica, acrobazie e danza in un unico respiro creativo.
Dopo il successo di “Nomade” e “Rain”, questa nuova creazione rinnova la collaborazione con Daniele Finzi Pasca, regista dello storico Teatro Sunil. Tra i giochi dei clown e gli spericolati virtuosismi degli acrobati la nebbia assurge a ruolo di protagonista, trasformando la realtà in sogno.

Cirque Eloize (Canada) & Teatro Sunil (Svizzera), Nebbia – a magical fog, con 12 attori acrobati del Cirque Eloize, scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca. Da mercoledì 30 gennaio a domenica 3 febbraio 2008, Teatro Gustavo Modena.

Altrove, la magia comica di Tino Fimiani

Posted in spettacoli by circospetto on 21 gennaio 2008
Tino Fimiani

Mercoledì alle ore 21 Tino Fimiani debutta a Genova con il suo nuovo spettacolo, Il mago c’è ma non si vede: magia e comicità, quest’ultima col “bollo di garanzia” di Zelig (ricordate Luc & Tino?) più un sorprendente approccio contemporaneo all’arte del ventriloquo. Nel video, gag e alcune partecipazioni televisive di Fimiani degli ultimi anni.

L’immagine è tino fimiani sciò di Ramon?Gris, da Flickr.

Altrove, piazzetta Cambiaso 1, Genova. Ingresso 10 € più consumazione 5 €, info e prenotazioni tel. 010 2511934.

TV – Italia 1, 21.30, stasera ricomincia Colorado

Posted in spettacoli by circospetto on 10 gennaio 2008

Oggi parte la stagione 2008 di Colorado, non più Cafè, il fortunato programma comico di Italia 1, arrivato alla sua settima serie. Ritornano, tra gli altri, Fabrizio Casalino, Enrique Balbontin, Andrea Ceccon, Alessandro Bianchi e Michelangelo Pulci (questi ultimi ormai genovesi d’adozione, dopo l’esperienza dei Cavalli Marci). Nel programma presentato da Rossella Brescia e Beppe Braida forse quest’anno ritroveremo personaggi cui siamo affezionati, ma di certo ci saranno sketch nuovi:

«Io guardo la televisione di notte – ha raccontato ieri, ad esempio, Balbontin al Secolo XIX – e subisco l’invasione delle suonerie accompagnate da immagini di animaletti. C’è una finta dolcezza cui io replico con Calimero ubriaco di Pampero, la capra in paranoia e così via. Molte sono una fregatura: tu ne compri una e poi ti trovi risucchiato in un meccanismo che ogni settimana impone acquisti obbligatori. Poi c’è l’aggressione degli sms che informano e allora ho inventato un notiziario per cellulare ribattezzato “Lobophone”. C’è un mondo interno al telefonino che va esorcizzato».

Alla Tosse c’è Ennio Marchetto, uomini e donne di carta

Posted in spettacoli by circospetto on 8 gennaio 2008

Ennio Marchetto

Da domani fino al 12 va in scena alla Tosse lo spettacolo di un artista unico: lo straordinario trasformista Ennio Marchetto indossa ad una velocità folgorante i suoi costumi di carta in una carrellata di personaggi famosi di tutto il mondo e di tutte le epoche con le loro movenze, i tic, i gesti tipici.

Apre i suoi costumi, li anima, li completa a vista con piccoli particolari che aggiunge sul momento trasformandosi in pochi secondi in, tra gli altri, Whithney Houston, Luciano Pavarotti, Marilyn Monroe, Vasco Rossi, che passano da uno all’altro con effetti surreali.

Il sito di Marchetto merita una visita, soprattutto per la galleria dei personaggi, i commenti dell’artista sulle tournée nei diversi paesi (ogni volta lo spettacolo è diverso), le recensioni e i “dietro le quinte”:

La carta è molto fragile. I pezzi piccoli, come i baffi di Chaplin o i denti di Freddie Mercury, spariscono facilmente nelle zone buie del palcoscenico. È successo che qualche fan troppo eccitato portasse via, come souvenir, un pezzo di costume… un incubo per noi perché non sempre è possibile trovare il materiale adatto per poterlo rimpiazzare in poco tempo.

Teatro della Tosse, dal 9 al 12 gennaio Ennio Marchetto in A qualcuno piace carta, di Ennio Marchetto e Sosthen Hennekam; biglietti euro 18, ridotti euro 15, giovani fino a 28 anni la sera della prima euro 10. Piazza Renato Negri 6/2, Tel. 0102487011.

Centro storico, stasera comincia il cabaret. Altrove

Posted in eventi, spettacoli by circospetto on 18 dicembre 2007

Altrove, piazzetta Cambiaso

Il bar dell’Altrove (non più Hop Altrove), il locale ospitato nella fascinosa loggia cinquecentesca di piazzetta Cambiaso, ha riaperto qualche settimana fa e la notizia di ieri è che da stasera ricomincia a funzionare anche la sala teatrale. Si parte con il cabaret e con Ninja che spettacolo, condotto da Giuliano Casale e Fabio Sparnieri. Sul palco, di persona, i comici di cui si ascoltano le voci ogni mattina nel Condominio di Radio19, i Ninja, più maghi come Tino Fimiani, conosciuto per le sue partecipazioni a Zelig Circus, più attori veri e propri come l’ultimo acquisto dei Ninja, Maurizio Lastrico del Teatro Stabile di Genova (che proporrà, si dice, una propria rivisitazione della Divina Commedia).

La serata è un’anteprima dell’appuntamento settimanale col cabaret che si terrà all’Altrove a partire da gennaio: col nuovo anno, infatti, i Ninja proporranno un nuovo spettacolo ogni mese e insieme con altri comici affermati animeranno il palcoscenico di questo locale così particolare. (E ci sono solo ottanta posti, ora lo sapete. Affrettatevi.)

Altrove, piazzetta Cambiaso 1, Genova. Ingresso e consumazione € 12, info e prenotazioni tel. 010 2511934.

Scorci di Settecento, per strada e a teatro

Posted in luoghi, spettacoli by circospetto on 15 dicembre 2007

Piazza della Nunziata, dettaglio di una stampa settecentesca

Chi passa davanti a una filiale della Banca Carige può entrare a vedere se riesce a trovare ancora una copia dell’ultimo numero della sua rivista istituzionale, La Casana, da quarantanove anni omaggio della ditta. Al suo interno, insieme con un bel ritratto dell’architetto Gino Coppedè – autore, tra l’altro, del Castello Mackenzie – si trova un articolo di Vezio Melegari dedicato alla sosta “lietamente fatale” di un ventinovenne Carlo Goldoni nella Genova del Settecento e che riporta brani delle sue Memorie.

Il direttore e io avevamo alloggio in una casa attigua al teatro. Avevo visto alle finestre dirimpetto alle mie una giovane che mi pareva bellina e avevo voglia di conoscerla. Un giorno che era sola la salutai teneramente; lei mi fece una riverenza e scomparve subito, né più si lasciò vedere. Eccomi punto dalla curiosità e nell’amor proprio cerco di sapere chi sta nella casa dirimpetto al mio alloggio: è il signor Conio, notaio del collegio di Genova, uno dei quattro deputati al Banco di San Giorgio.

Un paio di mesi dopo viene celebrato il matrimonio e chi ha voglia di andare a cercare il luogo dell’incontro può trovarlo dalle parti di via Balbi. Il teatro di cui parla Goldoni, quello in cui recitava la sua compagnia, è il Teatro del Falcone, andato distrutto durante l’ultima guerra e da poco ristrutturato come spazio espositivo. Si trova in uno dei cortili di Palazzo Reale e, in fondo al caruggio tra questo e uno dei palazzi dell’università, una lapide su un muro ricorda quel lontano incontro citato nelle Memorie del commediografo.

Fino a domenica si può continuare con questo momento settecentesco-goldoniano con Il teatro comico, in scena al Teatro della Corte, un moderno esempio di “teatro nel teatro”, la prima delle sedici nuove commedie promesse all’impresario Gerolamo Medebach per il 1750, la “commedia-manifesto” della sua riforma teatrale. Lo spettacolo è messo in scena dalla compagnia del Teatro Stabile di Bolzano e nel presentarlo alla Biennale di Venezia, il regista Marco Bernardi scriveva:

Se avessi la bacchetta magica porterei con me lo spettatore su una nave che viaggi nel tempo fino alla sera del 5 ottobre 1750, al Teatro S. Angelo, nell’attimo in cui si apre il sipario su “Il Teatro comico”. Pensate quale doveva essere la tensione degli attori alle prese con uno spettacolo in cui interpretavano se stessi e l’essenza stessa del proprio destino artistico e professionale! Non avendo la bacchetta magica ho cercato di ricostruire quel clima di attesa, quel fervore che si crea in una compagnia quando c’è la sensazione di fare qualcosa di nuovo, di veramente importante, che cambierà le loro vite.

Il Teatro comico, Teatro stabile di Bolzano

Nelle immagini: un dettaglio di una stampa settecentesca, collezione Carige, e gli attori della compagnia del Teatro Stabile di Bolzano.

Dicembre, circo e teatro su strada

Posted in eventi, mostre, spettacoli by circospetto on 3 dicembre 2007

Circumnavigando, depliant

Dalla prossima settimana ripartono gli eventi del Circumnavigando Festival 2007, il 10 con una mostra alla Loggia di Banchi e il 14 con una serie di spettacoli, di strada e per strada, nel centro storico e nel porto antico (ben diversi dal pazzo in moto sulla Genova-Serravalle di cui si parla in questi giorni).

In quest’edizione abbiamo scelto di dare risalto ad alcune compagnie che propongono un teatro di macchinazione, un genere che assume connotati rilevanti nella scena urbana. La macchina, con i suoi aspetti meccanici e gli effetti spettacolari prodotti dagli ingranaggi, diventa protagonista di spettacoli e del contesto urbano nel quale viene ad inserirsi.
La costruzione sceno-tecnica della macchina diventa l’elemento fondamentale dello sviluppo poetico-drammaturgico dello spettacolo. Il funzionamento dei suoi meccanismi richiama, attraverso un linguaggio essenziale ed evocativo, un immaginario fantastico dilatando e trasformando lo spazio urbano o architettonico intorno.

La mostra è dedicata alla “saga” dei Fratellini, clown e acrobati (i più, ormai, conoscono Annie, che ha recitato per Fellini) discendenti del patriarca Gustavo, uno dei Mille di Garibaldi, e diventati famosi in tutta Europa. Il trio clownesco composto da Paul, François e Albert ha risvegliato l’attenzione per il genere a partire dal suo ingaggio al Circo Medrano nel 1915 e la loro comicità ha suscitato l’interesse della cultura “alta” d’anteguerra (non dimentichiamo i clown dipinti da Picasso), portando i tre a partecipare, ad esempio, all’opera-balletto Le Bœuf sur le toit (Il bue sul tetto, 1920), scritta da Jean Cocteau e Raymond Radiguet e musicata da Darius Milhaud.

In attesa di sapere cosa hanno preparato per noi l’Associazione Sarabanda e Boris Vecchio, rivediamo alcune immagini dell’edizione 2006.

Teatro Carlo Felice, 100% grandi decessi

Posted in eventi, spettacoli by circospetto on 23 novembre 2007

Genova, Teatro Carlo Felice

(…ovvero, vogliamo parlare un po’ dei “compositori che (si) decompongono”?) Nei giorni scorsi, al Teatro Carlo Felice non è andata in scena la prima del Cappello di paglia di Firenze (1955) di Nino Rota a causa di uno sciopero dei coristi e di una parte dei tecnici. La serata, però, ha visto un momento di novità: l’orchestra ha suonato l’ouverture al termine della quale il sindaco Marta Vincenzi, che aveva tentato di mediare tra le parti, ha tenuto un breve discorso. «Questo teatro – sono le parole che riporta Repubblica – è costato tanto a tante generazioni. Ha avuto problemi economici che sembravano irrecuperabili. Ora la situazione si è fatta meno drammatica, ma sappiamo che nel Paese sono in forse molte risorse che dovrebbero essere destinate alla cultura». Eccone un passo più lungo, riferito da Renzo Parodi del Secolo XIX:

Non faccio un discorso antisindacale – ha scandito il sindaco di Genova – ma ritengo sia autolesionistico impedire di andare in scena all’unico spettacolo prodotto dal nostro teatro. Il Carlo Felice semmai deve migliorare la qualità della propria offerta artistica, aumentando le produzioni, varando coproduzioni con altri teatri prestigiosi, diversificando il repertorio. Io vorrei anche riproporre i Balletti, anche se in una sede diversa (da Nervi, ndr). Non c’è altra scelta che migliorare la qualità della spesa, che non è più possibile ridurre ulteriormente, essendo stata già tagliata all’osso; occorre anche migliorare la capacità di attrazione del nostro teatro nei confronti dei nuovi sponsor.

Per scongiurare gli scioperi ci si appella al sostegno della città e ci si impegna per migliorare la qualità del teatro dell’opera. In un articolo sul Secolo del 21 novembre Silvana Zanovello riporta le cifre con cui il Carlo Felice viene sostenuto: per il 2007 hanno contribuito con 15 milioni e 700mila euro lo Stato, un milione la Regione, 2 milioni e 500mila il Comune, 100mila la Provincia, un milione e 100mila la Fondazione Carige, 900mila Finmeccanica, 450mila il Gruppo Iride, 200mila la Compagnia di San Paolo, 650mila altri.

A questo punto si potrebbe avanzare un’altra modesta proposta: se i cittadini per mezzo della “mano pubblica” sostengono, come quest’anno, il Carlo Felice con più di 18 milioni e mezzo di euro, il “diversificare il repertorio” di cui ha parlato il Sindaco potrebbe diventare un vero e proprio indirizzo politico, un patto che conduca il teatro dell’opera a fare attenzione ai compositori e al pubblico di oggi, a mettere per così dire un tetto alla presenza dei morti (per quanto illustri) nel cartellone ed evitare che assomigli a Staglieno?

Radio Dimensione SuonoE qui si spiega il titolo; è sciocco, ma ci divertiva l’idea di richiamare il 100% grandi successi di Radio Dimensione Suono (e poi volevamo citare, in qualche modo, i “Decomposing Composers” dei Monty Python).

Non solo il titolo è scorretto perchè si dovrebbe parlare di compositori deceduti, invece che di decessi, ma anche perchè la presenza di Tan Dun con Tea: a mirror of soul (7 giugno) da sola abbassa il dato al 97.44%. I titoli e le date dell’opera?

I vespri siciliani, musica di Giuseppe Verdi (morto nel 1901)
Il cappello di paglia di Firenze, musica di Nino Rota (mancato nel 1979)
Manon Lescaut, musica di Giacomo Puccini (scomparso nel 1924)
Der Rosenkavalier, musica di Richard Strauss (venuto meno nel 1949)
Il Trovatore, musica di Giuseppe Verdi (idem, 1901)
Werther, in forma di concerto, musica di Jules Massenet (defunto nel 1912)
La sonnambula, musica di Vincenzo Bellini (trapassato nel 1835)
Evgenij Onegin, musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij (deceduto nel 1893)
Tea: a mirror of soul, musica di Tan Dun (nato nel 1957)

Questo è il cartellone 2007-2008, e se fosse stato più lungo avremmo finito i sinonimi. Il vizio dei “grandi deceduti” non è nuovo, ma col passare del tempo ha finito per imporsi. Due grafici – la stagione al Carlo Felice del 1908, a sinistra, paragonata con quella del 2007-8, ci aiutano a vederlo:

graph_1908.jpggraph_2007-8.jpg

La percentuale dei vivi rispetto ai defunti, in confronto a cent’anni fa, si è dunque ridotta dal 50 al 2.56. Per non parlare della stagione inaugurale del Carlo Felice: nel 1828, infatti, i compositori erano tutti vivi. Vogliamo parlare della loro età? Vincenzo Bellini, 27 anni; Gioachino Rossini, 36 anni; Gaetano Donizetti, 31 anni; Francesco Morlacchi, 44 anni. In confronto a loro Tan Dun, 50 anni, l’unico vivo del cartellone di quest’anno, è francamente un po’ attempato.

Cimitero di Staglieno, la Fede di Santo VarniLa musica che oggi consideriamo classica era contemporanea, nel senso che era composta da musicisti contemporanei dei loro ascoltatori e nessuno andava a dire loro, nemmeno a Francesco Morlacchi, “Ah no, caro mio, al giorno d’oggi possiamo mettere in scena solo Galuppi. Anzi, se fossero ancora vivi Caccini e Peri! Solo chi ha inventato l’opera sa come si scrive!”

Se non ci si fa attenzione, il contemporaneo di oggi non può diventare il classico di domani. Facciamo parlare le cronache (in questo caso riportate da Ambrogio Brocca nel Teatro Carlo Felice, 1898): se nel 1828 Bianca e Fernando fu applaudita, Il Barbiere di Siviglia ebbe “dubbiosa accoglienza”, La Regina di Golconda di Donizetti fu “freddamente accolta”, L’Assedio di Corinto di Rossini ebbe “discreto incontro” e il Cristoforo Colombo di Morlacchi “fu applaudito dagli intelligenti”, anche se oggi potremmo non essere d’accordo. Se non si tira qualcosa contro il muro, non si sa cosa potrebbe restarci attaccato.

Una modesta proposta per il “patto con la città” del Teatro dell’Opera, dunque: in cambio di 18 milioni e rotti (chi ragiona ancora in lire moltiplichi per 1936,27), il Carlo Felice s’impegna a mettere un tetto: non più del 75% di compositori morti il primo anno, 50% il secondo e 25% il terzo. Se la Francia riesce a sostenere con efficacia la propria lingua anche nelle canzoni che suona la radio, e gli artisti stranieri per essere trasmessi si affrettano a incidere versioni francesi dei loro brani (con effetti per noi buffi, come nel caso di Tiziano Ferro), allora pensare a un po’ di protezionismo dei vivi nei confronti dei defunti (anche se gli ultimi sono la maggioranza) può non essere inutile

La domanda crea l’offerta, certo qualcosa resterà attaccato al muro nel ricordo dei posteri e se qualcuno volesse segnalarlo al Carlo Felice può farlo anche senza uscire di casa. Non ci aspettiamo subito un’opera come Nixon in China (di John C. Adams, 1987, scritta su commissione) ma certo sulla carta un Craxi a Pechino suona già divertente.

Chissà, se fossero vivi, forse anche i “compositori decomposti” la penserebbero così.

Il futuro imperfetto in un film del passato

Posted in spettacoli by circospetto on 14 novembre 2007

PDA, Pensieri di Architettura, e l’associazione AltrArchitettura presentano la rassegna Cinemarch, in collaborazione con il corso di Architettura degli interni e con l’Ordine degli Architetti della Provincia di Genova.

L’argomento di questa seconda edizione ruota intorno alle diverse ipotesi di società e di città collocate temporalmente in un futuro prossimo, il “futuro imperfetto” descritto attraverso il cinema nella seconda metà del secolo appena trascorso.

Stasera, alle 21, il primo film di fantascienza che ha come punto di riferimento la realtà virtuale (una pellicola che, nonostante abbia scene all’interno di un computer, è stata ancora girata con tecniche tradizionali).

Tron (1982)

Tron (1982), regia di Steven Lisberger
Introduzione di Giovanni Galli, dell’Università di Genova: la realtà virtuale prima del cyberpunk.

Ma dove, tutto ciò? Il comunicato dice: “Gli incontri si svolgeranno da ottobre a dicembre presso l’aula magna della Facoltà di Architettura di Genova, ex Chiesa di San Salvatore e nella sede dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Genova”. Quindi in piazza Sarzano o in piazza San Matteo. Chi lo sa, ce lo comunichi!

Teatro da bar, cocktail di scena

Posted in spettacoli by circospetto on 7 novembre 2007

Alle Nuvole di pinte, in Corso Italia, continua Frankenstein Cocktail, prima rassegna italiana di teatro da bar: domani alle ore 22, Cocktail di scena con Ilaria Amadasi, Michele Di Siena, Mario Pietramala.

Ilaria Amadasi
Ilaria Amadasi

Un tuffo nello spietato mondo dello spettacolo ‘guidato’ da tre giovani attori dello Stabile di Genova. Un vero e proprio cocktail di scene, canzoni e sketches per una serata di “teatro nel teatro” (ma al bar) con il filo conduttore dello sguardo ingenuo e sincero di Flora, la cameriera polacca di un bar (Ilaria Amadasi) attraverso cui si assiste alle vicende di due attori comici in costante competizione tra loro. L’attor giovane (Michele Di Siena) convinto di essere il legittimo protagonista della scena dovrà tenere alta la guardia di fronte all’esperienza del suo “navigato” collega (Mario Pietramala).

Mario Pietramala
Mario Pietramala

Nuvole Dipinte, Corso Italia 11 F (è l’ex Onda Blu), ingresso libero con consumazione obbligatoria.

Teatro da bar, cocktail di scena

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