Vita digitale a Sarzana: Zygmunt Bauman, la Rete e i social network
Zygmunt Bauman nel videoservizio di Eloisa Moretti Clementi per il Secolo (che, come sempre, da quando usa Brightcove invece di YouTube ci fa vedere i sorci verdi): (continua…)
Vita digitale: a piedi da Genova a Londra con Google Maps

Il percorso proposto: “2.431 km,7 giorni 20 ore”. Attenzione: “Le indicazioni per tragitti a piedi sono in versione beta. Presta attenzione – questo percorso potrebbe non disporre di marciapiede o aree pedonali.” E comportare qualche centinaio di chilometri a nuoto. (No, aspetta, sono due traghetti…)
Sbatti il mostro sul giornale, ma prima rubagli la foto da Facebook

“Un figlio che uccide la madre in maniera brutale e ai carabinieri non spiega il perché di quella violena”, scriveva oggi Bruno Mattana sul Secolo XIX di carta Possiamo vedere il volto dell’omicida “insieme al suo pastore maremmano” perché, spiega la didascalia che l’accompagna, “la foto è stata postata dal giovane su Facebook.” L’articolo che citiamo è ovviamente “© riproduzione riservata” ma la foto del mostro in questione no, altrettanto ovviamente. L’ha “postata su Facebook” e quindi è di tutti, specialmente di chi è investito del cosiddetto “diritto di cronaca”: è una notizia, quindi ho il diritto di fare quello che mi pare.
Una volta, per i cronisti di nera, la vita era difficile. Dovevano mettere il piede nella porta e ottenere in tutti i modi una foto del morto. Anche con mezzi… diciamo discutibili. Una moglie intontita dal dolore che non si accorge che le sparisce una foto che tiene sul comò, una madre che non sa ancora che la figlia ha avuto un incidente e se la vede il giorno dopo sul giornale. “Come vuole che sia ricordato suo marito, signora? Magari gli piaceva andare a pescare con la barca, ha mica una foto?” E come arrivano le fototessere delle vittime e dei carnefici nelle redazioni? Chi ha in mano i documenti delle prime e dei secondi, dopo che è avvenuto il fattaccio? Lo sappiamo, quando andiamo a rinnovare un documento, che quella faccia – che non sempre è la migliore che abbiamo – può un giorno finire sul giornale, nel caso finissimo sotto una macchina? (continua…)
Vita digitale: che fare quando la stampa (su carta) ti “scippa” una foto? (3)

Nell’aggiornare il blog non siamo esattamente puntuali, in questo periodo, ma ne ricaviamo lo stesso soddisfazioni e arrabbiature – dipende dal punto di vista, o dal momento. E questa volta per via di della foto che accompagna l’articolo scritto da Francesca Forleo del Decimonono. Nell’immagine: a sinistra Il Secolo, 17 aprile 2011; a destra, post di questo blog il 18 novembre 2009. “Salva immagine con nome” moment. (continua…)
Conoscere Genova, c’è un’app anche per questo? La video dimostrazione
Video di bigdeddy87. Sul portale, però, non l’abbiamo ancora trovata, né fra le app dell‘iTunes store. Anche loro l’avranno dimenticata sul tavolino di un bar?
Risolvere i problemi del traffico allargando le strade: via Assarotti (2)

L’ampliamento visto dal basso. E ora a chi tocca disegnare le nuove righe per terra?
Puntate precedentiRisolvere i problemi del traffico allargando le strade: via Assarotti
Pesto / Facebook moment: su FarmVille arrivano i campi di basilico
Braccia rubate all’agricoltura digitale! Farmville, il fortunato e controverso gioco web disponibile sulla piattaforma di Facebook in cui si simula la vita del coltivatore/allevatore, ha in questi giorni messo a disposizione del suo pubblico anche i semi di basilico.
La novità si inserisce nel tema italiano (o meglio, toscano), ricco di costruzioni e di arredi da giardino con cui si può popolare il proprio appezzamento. “For a limited time, FarmVille will bring you Italian Buildings, Decorations and more”, annunciava il blog ufficiale il 18 maggio scorso – anche se alcuni degli oggetti di cui si parla hanno nomi improbabili come Cafe Caprice, Bellissimo Falls e Florella Fountain.
I semi sono disponibili solo per chi ha raggiunto il livello 48. Se qualcuno ha una bella immagine di un campo di basilico virtuale, ce la può mandare a circospetto@gmail.com.? Promettiamo di pubblicarla con, in sottofondo, i canti di lavoro e di lotta dei coltivatori di Prà. (continua…)

Renzo Bossi: «I social network sono quel tramite tra la gente e queste notizie che magari sono notizie a livello nazionale internazionale ma danno la possibilità alla gente di poter esprimere la loro opinione e dà la possibilità a chiunque di poter essere collegata a questa notizia che non rimane più assolutamente astratta ma diventa qualcosa di più vicino.»



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