Dal Messaggero: “Odissea traghetto, il racconto di un passeggero”

“Una notte d’inferno al porto per i 1.500 passeggeri del traghetto La Superba, della compagnia Grandi Navi Veloci, diretto a Palermo e rimasto nel porto di Genova, dopo un principio di incendio nella sala macchine”, riporta Repubblica.
La morte di un lavoratore portuale ha portato a proteste spontanee, anche movimentate, e a un blocco dei traghetti passeggeri (sei con 1500 persone ciascuno, 9000 in tutto in arrivo e partenza) tolto dopo un vertice in Prefettura cui erano presenti, riporta il Secolo (sulla cui pagina la vicenda viene continuamente aggiornata) ”tra gli altri, oltre al console Benvenuti, il viceprefetto vicario Romilda Tafuri, i presidenti della Regione Liguria e dell’Autorità portuale di Genova Claudio Burlando e Luigi Merlo, oltre al presidente dei terminalisti Giuseppe Costa e al deputato del Pd Mario Tullo“.
Il Messaggero ha il lungo racconto in prima persona di una dei malcapitati:
GENOVA (23 dicembre) – Mi guardo intorno e penso che in fondo sono fortunata. Alla fine, la mia Odissea durerà «solo» due giorni. Per altri 800 passeggeri, sui miei 1.500 compagni di viaggio, invece l’avventura va avanti da molte più ore.
Su due ruote in Regione, dati e immagini dell’incontro di ieri

Novità in arrivo: in fondo, negli ultimi anni il numero delle moto da queste parti è aunmentato del 66% e, riferisce il presidente della Regione, “insieme a Venezia, Genova è la città con meno auto in Italia”.
Nella foto dal generoso set di coundown su Flickr, Romolo Benvenuto (Due ruote in città) si protegge col casco dall’assalto dei media (non si sa mai). Riportava ieri l’ASCA:
Debuttano finanziamenti a favore delle due ruote nei programmi integrati di mobilita’, legge varata dalla Regione Liguria nel luglio 2008 e destinata alla mobilita’ e alla sosta. Lo ha comunicato oggi il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando nel corso dell’incontro con i rappresentanti dell’associazione ”Due ruote in citta”’ che si e’ svolto al piano terra del Palazzo della Regione alla presenza di Romolo Benvenuto e degli assessori regionali alle Politiche abitative e all’Urbanistica, Maria Bianca Berruti e Carlo Ruggeri.
Scriveva l’associazione sul suo sito, annunciando l’incontro:
Porteremo le nostre proposte sui parcheggi, le strisce gialle, la sicurezza, la manutenzione delle strade, i servizi alle due ruote. Ancora una volta per dimostrare che le moto sono una risorsa e non un problema: è grazie agli scooter che le città ancora si muovono.
“Anche se la regione – dichiarava ieri il presidente Burlando – non ha competenze specifiche sulla viabilita’ ha pero’ una propria politica sulla mobilita’ e la sosta [e] intenzione della Giunta regionale e’ di inserire all’interno dei PIM anche il tema della mobilita’ sulle due ruote”. Più, sembra, un portale d’informazione dedicato ai motociclisti.
Vita digitale, quando il consigliere regionale usa i file .pdf

È dura, quando non escono i giornali, e si finisce per riprendere in mano quelli già letti. Ci è caduto l’occhio, così, sull’intervista di Marco Preve al consigliere regionale Matteo Rosso (Pdl) sulla Repubblica di ieri, quella di carta, che inizia così:
Non farebbe piacere a nessuno leggere le intercettazioni del proprio padre che chiede una raccomandazione. Tanto meno se la richiesta di aiuto è rivolta ad un presidente di Regione di cui questo figlio è uno dei principali oppositori.
Nella telefonata, intercettata per la questione del Multipurpose portuale, “suo padre, il professor Riccardo Rosso, chiede e ottiene attraverso Giovanni Novi, all’epoca presidente dell’Authority [portuale], l’appoggio di Claudio Burlando per la cosiddetta battaglia dell’IST“, ovvero la nomina del nuovo direttore scientifico. Il giorno precedente, sempre su Repubblica, Novi aveva ammesso la telefonata: il professor Rossi aveva all’epoca in cura sua moglie, ammalata di tumore.
È assolutamente vero che ho “raccomandato”, per usare un termine in uso in questi casi, il professor Riccardo Rosso direttore dell’IST, nella speranza che potesse rimanere qualche tempo in più nella sua posizione.
È davvero l’ora di smetterla con le intercettazioni, saltano fuori cose troppo interessanti. Ma a parte la telefonata, il nome di Matteo Rosso ci fa tornare in mente un dettaglio che ci hanno segnalato qualche tempo fa: il consigliere pubblica sul proprio sito i file .pdf dalla rassegna dell’Ufficio stampa della Giunta.
Da un articolo di Giovanni Mari sul Secolo del febbraio 2005 (file .pdf, ovviamente) veniamo a sapere che la busta paga di un consigliere regionale oscilla tra gli 11 e i 13mila euro: possibile che Rosso non possa farsi ritagliare gli articoli dal/la segretario/a? In un caso, poi, quello che ci hanno segnalato, l’articolo proviene dalla rassegna stampa del Comune (copia su Webcitation) che risale a quando era consigliere comunale, e la copia riporta con chiarezza la scritta ritaglio stampa a uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
Che dite, vi sembra giusto oppure è il caso di aprire una colletta per regalare a Matteo Rosso un paio di forbici?
San Siro, domani la città saluta don Antonio Balletto

State sereni… di cazzulo, da Flickr.
“Nato nel 1930 – scrive Primocanale – aveva studiato teologia a Torino ed era tornato nel capoluogo ligure nel 1953.”
Da allora è sempre rimasto a Genova tranne sei anni trascorsi ad Albenga, al 1966 al 1972, in una sorta di autoesilio in seguito a discordanti punti di vista con l’allora cardinale Siri. E’ stato presidente del Forum del Terzo settore, della Federazione Solidarietà e Lavoro e -fino al 2004- del consiglio di indirizzo della Fondazione Carige. Da sempre uomo del dialogo, importantissimo il suo apporto nella casa editrice Marietti che riorganizzò rilanciando un ampio, nuovo e complesso progetto culturale.
I funerali si terranno domani alle 11.45 nella chiesa di San Siro, la parrocchia del centro storico, scrive Repubblica di oggi, “con cui aveva scelto di lavorare dopo l’estromissione dalla casa editrice Marietti“. Sulle stesse pagine Stefano Bigazzi riporta:
“Mi piace ricordare – commenta il presidente della Regione Claudio Burlando – l’amicizia che ci legava e il lavoro nel volontariato. È sempre stato un faro morale, in un momento delicato di sbandamento generale.”
“La città – per il sindaco Marta Vincenzi – perde una voce importante in questi anni di profonda trasformazione, che ha saputo coniugare un alto profilo etico-morale con uno sforzo quotidiano di ricerca intellettuale e una capacità di rapporto col tessuto sociale della città.”
Il sito del Secolo XIX riporta lunghi passi di un libro-intervista con Balletto mai terminato, L’uomo del dialogo, dedicati agli anni della gioventù, durante la guerra. Eccone un passo:
Lumarzo era una zona chiave per la resistenza partigiana. E non era possibile fare finta di niente…
«I partigiani li incontravamo a tarda sera, o di notte. Sapevamo dov’erano le loro postazioni, a volte venivano loro a casa a chiedere cibo e aiuti, a volte andavamo noi ragazzi a portare le cose di cui potevano aver bisogno. E con loro c’era anche mio fratello Giuseppe, arruolato con i Garibaldini, le brigate comuniste insieme alle quali operavano però anche piccoli gruppi di Giustizia e libertà. Me lo rivedo ancora, quando l’ho incontrato tra Sant’Alberto e la Scoffera: vestito con una specie di giacca sahariana,con il fazzoletto rosso al collo. E che orgoglio per me, mio fratello che lottava e rischiava la vita per difendere la libertà…».
Siti insoliti: una notte alla centrale ENEL

ENEL partecipa all’edizione 2007 del Festival della Scienza con la mostra Tomorrow. Il futuro sensibile, “tra arte contemporanea e scienza sul riscaldamento globale”, come spiega la pagina dedicata all’iniziativa, al Palazzo della Borsa di via XX Settembre, ma anche con una serie di giornate a “porte aperte”.
Le porte in questione sono quelle della controversa centrale elettrica a carbone, costruita nel 1928 davanti alla Lanterna. (che ha un suo fascino di archeologia industriale ma che, secondo l’European Pollutant Emission Register, scarica la sua bella razione di sostanze ogni anno). In attesa che Claudio Burlando continui a discutere della sua “dismissione” con la proprietà (l’autorizzazione scade nel 2020, e intanto ci lavorano in cento), possiamo andare a darci un’occhiata.
Notti in Centrale – scrive l’azienda – è il programma di Enel che consentirà al pubblico di visitare in esclusiva la Centrale Enel al molo ex Idroscalo (vicino alla Lanterna), proponendo un viaggio nella fabbrica dell’energia.
Nei giorni di lunedì 29, martedì 30 e mercoledì 31, le visite guidate, in gruppi, inizieranno ogni 30 minuti a partire dalle 17 alle 21. È necessario prenotare telefonando al numero 010.434.7501, dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 17, sabato e domenica esclusi.
Se ci andate, mandateci le foto! Quella che vedete è di di Fry Simpson, da flickr.

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