Notte dei Musei, a Palazzo Rosso il puzzle più antico del mondo

Sabato scorso (non ieri, una settimana prima) per la quinta edizione della Notte europea dei musei, nei musei genovesi si è giocato (tra le altre cose) con giochi storici: giochi dell’oca d’epoca, legati a temi politici come la Rivoluzione francese, Napoleone e il Risorgimento all’Istituto Mazziniano, a giochi della Roma antica al Museo d’archeologia ligure, e a giochi tra la fine del Seicento e l’inizio dell’Ottocento a Palazzo Rosso, in via Garibaldi.
Uno di questi era Europe divided into its kingdoms &c. (circa 1760), considerato il puzzle più antico della storia dei puzzle antichi.
John Spilsbury, prospero editore londinese di carte geografiche, a un certo punto della sua carriera “inventa” quello che oggi conosciamo come puzzle: monta su legno le sue stampe colorate a mano e le fa ritagliare seguendo i confini dei paesi per “facilitare l’insegnamento della geografia” ai rampolli della nobiltà. L’aspetto è molto diverso da quello dei puzzle di oggi: i singoli pezzi, ad esempio, non s’incastrano uno nell’altro perché lo scopo del gioco è fornire un mezzo – anche qui – per “istruire divertendo”, non un rompicapo. Ma si tratta dell’inizio fortunato di una moda che si diffonderà nel secolo successivo in tutto il mondo.
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