«La più bella foto della tromba d’aria pubblicata ieri sul web»

L’hanno fatto in molti, quindi lo facciamo anche noi: ecco lo scatto che Cristina Tomaselli ha pubblicato ieri su Facebook, condiviso in ventiquattr’ore da più di cinquemila persone. Dopo il salto, lo scatto ripreso sul web e sulla carta stampata nei casi scovati fino ad ora. (continua…)
Mignotte 2.0: Il Secolo XIX e i tweet che (forse?) non ci sono

Sopra, la foto di un articolo del Decimonono di ieri, a firma di Marco Ventura. La notizia è che la prostituzione ha scoperto Twitter e ora “cinguetta per tutto il web”, Liguria compresa. Ecco un tweet d’esempio, citato nell’articolo:
Da Genova: “Buongiorno, sono italiana, giovane, carina, mi piace quello che faccio, ci metto passione, sono porca ma non volgare”
Eventuali lettori oziosi possono dare un’occhiata su Twitter e scoprire che…

Hmmm… Ma non bisogna scoraggiarsi, Ventura ha altri “cinguettii”:
“Ciauu mi chiamo C., sono una ragazza di 21 anni per incontri erotici a Genova”.
Gli eventuali oziosi di cui sopra, se tornano su Twitter, scoprono che… (continua…)
Alluvione: l’inviata del Secolo XIX per il TG1 è “una ragazza sul balcone”

I giornali “pescano” i video da YouTube (e le foto dai blog e da Flickr) senza citare la fonte e i media nazionali fanno lo stesso con loro. È il karma. (L’edizione del TG1 è qui, la clip – con Beatrice D’Oria, che qui avevamo ripubblicato citando la fonte – è intorno al minuto 11). (continua…)
Fa freddo! La Sindaco, Twitter, Facebook e la macchina del mugugno

Fa freddo. «Mi chiede una cittadina sulla pagina di Facebook qunado si potranno accendere i termosifoni degli impianti centralizzati: DAL PRIMO NOVEMBRE», scrive ieri Marta Vincenzi su Twitter, appena un’ora dopo aver annunciato l’apertura della pagina su Facebook, «un ulteriore spazio di dialogo e confronto. Per capire e essere capita». (continua…)
Sbatti il mostro sul giornale, ma prima rubagli la foto da Facebook

“Un figlio che uccide la madre in maniera brutale e ai carabinieri non spiega il perché di quella violena”, scriveva oggi Bruno Mattana sul Secolo XIX di carta Possiamo vedere il volto dell’omicida “insieme al suo pastore maremmano” perché, spiega la didascalia che l’accompagna, “la foto è stata postata dal giovane su Facebook.” L’articolo che citiamo è ovviamente “© riproduzione riservata” ma la foto del mostro in questione no, altrettanto ovviamente. L’ha “postata su Facebook” e quindi è di tutti, specialmente di chi è investito del cosiddetto “diritto di cronaca”: è una notizia, quindi ho il diritto di fare quello che mi pare.
Una volta, per i cronisti di nera, la vita era difficile. Dovevano mettere il piede nella porta e ottenere in tutti i modi una foto del morto. Anche con mezzi… diciamo discutibili. Una moglie intontita dal dolore che non si accorge che le sparisce una foto che tiene sul comò, una madre che non sa ancora che la figlia ha avuto un incidente e se la vede il giorno dopo sul giornale. “Come vuole che sia ricordato suo marito, signora? Magari gli piaceva andare a pescare con la barca, ha mica una foto?” E come arrivano le fototessere delle vittime e dei carnefici nelle redazioni? Chi ha in mano i documenti delle prime e dei secondi, dopo che è avvenuto il fattaccio? Lo sappiamo, quando andiamo a rinnovare un documento, che quella faccia – che non sempre è la migliore che abbiamo – può un giorno finire sul giornale, nel caso finissimo sotto una macchina? (continua…)
Vita digitale: che fare quando la stampa (su carta) ti “scippa” una foto? (3)

Nell’aggiornare il blog non siamo esattamente puntuali, in questo periodo, ma ne ricaviamo lo stesso soddisfazioni e arrabbiature – dipende dal punto di vista, o dal momento. E questa volta per via di della foto che accompagna l’articolo scritto da Francesca Forleo del Decimonono. Nell’immagine: a sinistra Il Secolo, 17 aprile 2011; a destra, post di questo blog il 18 novembre 2009. “Salva immagine con nome” moment. (continua…)
Gli allarmi dell’estate 2010, a ognuno l’invasione che preferisce

(Titolo rubato a un amico.) (continua…)
Domani è il Bloomsday: l’Ulisse di Joyce letto (quasi) integralmente
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“Per la quinta volta successiva, il 16 giugno 2010 il centro storico di Genova diventerà la Dublino del 16 giugno 1904 rappresentata nel romanzo epico di James Joyce, Ulisse. Lettori appassionati, dilettanti e professionisti, presteranno le loro voci agli umanissimi ghiribizzi joyciani.” Sul Secolo (di carta) di oggi c’è una pagina intera dedicata a Joyce, metà della quale annuncia il Bloomsday di domani. Per pigrizia spirito archivistico qui riportiamo, invece, qualche riga dall’articolo che Massimo Bacigalupo, che l’organizza da anni, dedicava l’anno scorso all’evento:
Quanto poi l’“Ulisse” appassioni ancora oggi, senza bisogno di dotti commenti o predicozzi, è dimostrato fra l’altro dal ripetersi ormai canonico del “Bloomsday” genovese, uno dei tanti omaggi resi il 16 giugno a Joyce e al suo capolavoro nell’universo mondo, ma abbastanza unico in quanto “Ulisse” a Genova viene letto quasi integralmente dall’alba a notte fonda da un’ottantina di lettori che non si fanno pregare e che trovano evidentemente negli episodi del romanzo ispirazione e godimento. Nei paesi di lingua inglese è più diffuso che da noi l’audiolibro, e ascoltare Joyce letto come si deve basta per capire quanto ci sia da godere in ogni pagina, senza più difficoltà che in una qualsiasi comunicazione teatrale o televisiva. Un mondo di parole, certo, nel quale del resto viviamo tutti e che a volte capita la fortuna di vedere animato dal vigore e dalla penetrazione del genio.
Una giornata intera, dal mattino alla sera tardi, da un bar a una libreria, da una biblioteca a una taqueria. Sopra, le immagini dei posti; qui il programma in .pdf, con tanto di mappa; dopo il salto (e sul sito del Festival di poesia) la lunga lista di orari e indirizzi.
Santa Margherita, il “Campionato nazionale di nascondino”
L’assessore burlone (sic) è Andrea Bernardin, con deleghe a “Protezione Civile – Volontariato – Cura e manutenzione del territorio”. “Quanto la città si potrà fidare delle comunicazioni di un Assessorato che ha la delega fondamentale della Protezione Civile? Quando arriveranno gli avvisi di allerta 1 o 2 cosa dovranno pensare i cittadini: che è vero o che si tratta di uno burla dell’Assessore Bernardin?”, si chiede LevanteNews. Commenta Il Secolo:
«Chi cadrà nello scherzo, si farà un giro a Villa Durazzo e si vedrà il parco», dice Andrea Bernardin, con un tono che pare suggerire che tutto sia stato fatto per pubblicizzare la storica residenza di Santa Margherita Ligure. Fosse finita: sui volantini sono stati utilizzati i loghi della Rai e del Comune sammargheritese, ma nessuno di questi enti era stato informato. Insomma: più che una burla, un pasticcio. Se non peggio. Perché è lecito ora chiedersi quando e come, con quali strumenti sia stato architettato lo scherzo. La speranza è che tutto sia stato preparato nel tempo libero, non certo nelle ore in cui un amministratore comunale dovrebbe occuparsi della cosa pubblica.










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