Lagaccio: “negri di merda”, comitati e cani sciolti (e tanta confusione)
I due lati del cordone delle forze dell’ordine: in fondo al post video “a caldo”, caricato ieri da rem, qui sopra il video da GenoaMunicipality, arrivato oggi.
È curioso vedere come, in un quartiere simbolo dell’emigrazione dal Sud, cresciuto negli anni in cui nelle grandi città del Nord si potevano leggere cartelli con scritte come “Non si affitta ai meridionali” (quelli che “nella vasca da bagno ci seminano i pomodori”), si scateni l’intolleranza da parte di chi, probabilmente, la discriminazione in passato l’ha subita. E forse è proprio questo, il grande fascino (oscuro) della Lega: dare a chi si è sentito classe inferiore (i meridionali al Nord o i settentrionali che lavoravano all’estero – come dimostra questa straordinaria puntata di Blob) qualcuno da poter sentire inferiore a sé. E da discriminare.
Dal servizio di Giulia Piaggio e Serena Gargani per GenoaMunicipality:
Mercoledì 13 gennaio nel quartiere del Lagaccio, a pochi passi dal luogo in cui sorgerà la nuova Moschea di Genova, è andata in scena una partita di calcio in strada, giocata dai ragazzi della zona per sensibilizzare i cittidani all’integrazione e all’accoglienza di tutti, contro qualsiasi istanza razzista. Abbiamo raccolto le testimonianze dei partecipanti mentre a pochi metri di distanza, separati da un imponente cordone di forze dell’ordine, si svolgeva la manifestazione di opposizione promossa dalla Lega Nord.


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