circospetto! genova «meglio che la franca brignola» *

Quando il mezzo è il messaggio: Traviata in streaming dal Carlo Felice

Pubblicato in città, eventi da circospetto il 30 novembre 2010

Riceviamo e molto volentieri copia-e-incolliamo:

Dopo il successo del Concerto di Zubin Metha il 22 novembre al Teatro Carlo Felice di Genova con 1734 appassionati ad assistere davanti al Pc in contemporanea da tutto il mondo, venerdi 3 Dicembre dalle 20,30 sul sito del Carlo Felice www.carlofelice.it debutta in streaming Pay per view ” La Traviata “.

Il biglietto per accedere alla visione in streaming flash sarà in vendita a partire dalle h.15 di venerdi 3/12. Dopo la diretta , il servizio è fornito in pay per view anche in on-demand.

Immagine del cartellone d’epoca da Wikipedia(continua…)

Sandro Bondi come Scarpia: ieri sera Tosca e Carlo Felice in agitazione

Pubblicato in notizie da circospetto il 23 giugno 2010

“I lavoratori del Carlo Felice di Genova devolveranno gli stipendi della giornata di domani, ultima replica della Tosca, all’ospedale Gaslini”, annunciava due giorni fa l’ANSA. Aggiungeva Repubblica: “

Lo “sciopero bianco” unirà idealmente i dipendenti del Carlo Felice alla manifestazione prevista con presidio in piazza Montecitorio a Roma, per protestare contro il decreto Bondi di riforma degli enti lirico-sinfonici. C’è di più: contrariamente a quelli del passato, questo sarà uno sciopero unitario, proclamato da tutte le sigle sindacali, che il decreto Bondi è riuscito quasi miracolosamente a ricompattare.

(continua…)

Osservatorio del Foturismo: il Teatro dell’Opera “Carlo Felice”

Pubblicato in foturismo da circospetto il 14 giugno 2010

Trovati 6 milioni per il Teatro dell’Opera, fine dello sciopero della fame

Pubblicato in città, notizie da circospetto il 7 aprile 2009

il carlo felice a de ferrari, 7 marzo

Ultima notte in piazza De Ferrari? Sei milioni di € (su dieci) scovati in videoconferenza! Annuncia l’AGI:

E’ arrivata in Consiglio Comunale la buona notizia per il ‘Carlo Felice’: alla presenza di una delegazione di lavoratori, il sindaco Marta Vincenzi ha annunciato uno stanziamento di 6 milioni di euro, 3 da parte del Comune e altrettanti da parte della Regione Liguria, in accordo con quanto stabilito in una videoconferenza con il Ministero dei Beni Culturali e il commissario del Teatro Giuseppe Ferrazza. Il finanziamento dovra’ servire per risolvere il problema del Fondo Pensioni, arrivando ad una positiva transazione con i 300 lavoratori del Teatro.

De Ferrari, orchestra in piazza (ieri era la volta degli ottoni)

Pubblicato in città da circospetto il 7 aprile 2009

Il Secolo, oggi: «Il Carlo Felice si salva rimettendo in piedi il fondo»

Il Giornale, oggi: ”Mille ricette del Pdl per salvare il teatro Carlo Felice”

Puntate precedenti

Carlo Felice, il Coro (di protesta) dei Lombardi dall’Andrea Chénier

De Ferrari: “La politica manda a morte i lavoratori del Carlo Felice”

Carlo Felice, il Coro (di protesta) dei Lombardi dall’Andrea Chénier

Pubblicato in musica, notizie da circospetto il 6 aprile 2009

Nei momenti difficili si fa sempre ricorso a Giuseppe Verdi, anche nell’Andrea Chénier andato in scena ieri al teatro dell’opera. Video di Enrico Musenich:

CULTURA DECAPITATA – la ghigliottina del fondo pensioni sta per calare sulla testa dei lavoratori del Teatro Carlo Felice. DOPO ESSERE STATI ‘DERUBATI’ RISCHIANO DI ESSERE LICENZIATI

Puntate precedenti

De Ferrari: “La politica manda a morte i lavoratori del Carlo Felice”

Pubblicato in città, musica da circospetto il 5 aprile 2009

carlo felice

Notte di sciopero della fame e di musica sotto il pronao del teatro dell’opera. Scrive l’AGI:

carlo feliceIn Largo Pertini, davanti al Teatro dell’Opera, e’ stata posizionato un camper, che ospitera’ i lavoratori in sciopero della fame. In piazza anche una parte dell’orchestra e dei cantanti che hanno intonato il famoso coro, dal ‘Nabucco’ di Giuseppe Verdi. [...]

Se entro il 15 aprile pero’ non ci saranno delle soluzioni con degli atti concreti occuperemo il teatro, lo apriremo alla citta’ e faremo manifestazioni musicali dalla mattina alla sera e denunceremo le manchevolezze di chi ha amministrato il Teatro e provocato questo disastro’.

Una novità arriva da Primocanale:

650-carlo-felice-2Potrebbe passare dall’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo (Enpals) la soluzione per la crisi del Carlo Felice. Ad avanzare l’ipotesi è il presidente dell’Associazione italiana artisti e operatori dello spettacolo Mario Di Gioia.

Luzzati e il Turco in Italia: aspettando l’opera, guardiamo il cartone

Pubblicato in arte, musica da circospetto il 20 gennaio 2009

Scrive il Giornale a proposito del Turco di stasera al Carlo Felice:

La scena è inconfondibile: i colori sgargianti del cielo, del mare di Napoli, i palchetti di un teatro d’opera popolati di pittoresche sagome «alla turca», di dame mascherate che confabulano, di inimitabili Pulcinella che scrutano dall’alto. Una bella «schermata» bidimensionale, di quelle che non usano più, senza tanti effetti speciali all’ultima moda, ma che in fondo rende cento volte tanto. Emanuele Luzzati, altro non serve aggiungere.
E quelle sagome, che vedremo sul palcoscenico del Carlo Felice a partire da martedì prossimo, sono proprio le sue, le originali de «Il Turco in Italia» allestito al Rossini Opera Festival di Pesaro del 1983 (mentre le altre scene sono state ricostruite). [...]
Questo «Turco» – dramma buffo in due atti di Felice Romani e musica di Gioachino Rossini – è prodotto interamente dal Carlo Felice, con un allestimento di Michele G. Olcese che riprende fedelmente lo spettacolo pesarese; stessa regia di allora, quella di Egisto Marcucci, qui ripresa da Elisabetta Courir. Sul podio Jonathan Webb e nel cast brillanti interpreti affiancati da giovani artisti, alcuni al debutto dell’opera

Il cartone, nel frattempo, è Pulcinella, del 1973. Da Sottodiciotto:

Regia, sceneggiatura: Giulio Gianini, Emanuele Luzzati. Fotografia, animazione, montaggio: G. Gianini. Disegno, scenografia: E. Luzzati. Musica: Ouverture de “Il turco in Italia” di Gioachino Rossini, Gianfranco Maselli. Produzione: Gianini-Luzzati. Nomination all’Oscar nel 1974 come miglior cortometraggio d’animazione.

Natale al Carlo Felice: di Pinocchio non ce n’è uno solo!

Pubblicato in eventi da circospetto il 20 dicembre 2008

Nel video, un irriconoscibile Vittorio Gassman / il Pescatore Verde nel Pinocchio (1947) di Gianetto Guardone. Ci scrive la rivista Andersen:

sabato 20 dicembre, alle ore 16, presso l’Auditorium del Teatro Carlo Felice, il Comune di Genova, in collaborazione con la Fondazione Teatro Carlo Felice e la rivista Andersen e il “Premio Andersen-Il mondo dell’infanzia”, organizza

DI PINOCCHIO NON CE N’E’ UNO SOLO! Consigli natalizi per piccoli lettori.
Un incontro a più voci, animato da letture e proiezioni, per scoprire la varietà e la ricchezza dei libri per l’infanzia. Tanti spunti originali e divertenti per aiutare genitori, nonni e amici a regalare ad ogni bambino il libro più vicino ai suoi gusti e interessi. “L’evento inaugura il ciclo di incontri ‘Invito alla lettura’ che si svolgerà con appuntamenti mensili con l’obiettivo di valorizzare l’importanza dei libri nella loro funzione formativa per i lettori di tutte le età”, annuncia Nando Dalla Chiesa, consulente del Comune di Genova per la promozione della città.

Interventi, consigli e letture di Pino Boero (docente di Letteratura per l’infanzia, Università di Genova), Walter Fochesato (storico dell’illustrazione e di libri per ragazzi), Anselmo Roveda (educatore e scrittore per bambini), Barbara Schiaffino (direttore della rivista ANDERSEN).

Al termine dell’incontro verranno offerti in dono ai piccoli partecipanti poster, giornalini, puzzle e segnalibri.

Teatro Carlo Felice backstage, vite da comparsa (di ieri e di oggi)

Pubblicato in gratis, mostre da circospetto il 21 aprile 2008

Mirko Antichi, immagine dal video \Jacopo Morando, dietro le quinte del Carlo Felice

Immagine dal video di Mirko Antichi e un momento dietro le qunte in uno scatto di Jacopo Morando

Il lavoro di generico (detto anche comparsa o figurante) al cinema, nella pubblicità, alla televisione o in teatro, è un lavoro temporaneo ed è retribuito in genere a giornata lavorativa e in qualche caso a forfait. Questa figura, generalmente, entra a far parte di una scena, cinematografica, televisiva o pubblicitaria senza recitare o pronunciando solo qualche battuta

scrive il sito dell’InformaGiovani (di Trieste), che aggiunge:

TEATRO CARLO FELICE di Genova: Il reclutamento delle comparse e dei figuranti avviene tramite avviso pubblicato sui quotidiani locali e/o sul sito. Le selezioni vengono effettuate ad inizio stagione verso settembre/ottobre e successivamente vengono effettuate le selezioni per le singole opere.

Due (ex) comparse o figuranti hanno documentato la loro esperienza tra le mura del torracchione progettato da Aldo Rossi che domina piazza De Ferrari.

Il primo è Mirko Antichi, 25 anni – a leggere la sua pagina su MySpace è a San Francisco fino a ottobre – che ha pubblicato il breve video che da un mesetto trovate (a rotazione) nella barra laterale (e che cerchiamo di pubblicare qui, senza successo, dal giorno in cui l’abbiamo trovato – chi sa come si fa ci lasci un commento!) e che potete vedere seguendo il link. Le immagini si riferiscono all’Elisir d’amore di Donizetti, andato in scena nella stagione 2003-2004; Mirko e i suoi colleghi indossano i costumi disegnati da Santuzza Calì.

Il secondo è Jacopo Morando, di cui inaugura domani alle 17.30 la mostra dal titolo (appunto) Comparse presso l’Ordine degli Architetti, con la presentazione di Giorgio Parodi, presidente dell’Ordine, e di Freddy Clarke, docente di fotografia dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, e un catalogo pubblicato da Serel International.

La mostra fotografica si compone di una raccolta di 20-30 fotografie analogiche 35mm in bianco e nero, realizzate durante la stagione teatrale 1997-1999 del Teatro Carlo Felice da Jacopo Morando, allora comparsa, oggi fotografo collaboratore del Teatro Carlo Felice.
Il libro e la mostra si propongono di far conoscere un punto di vista ancora inesplorato, quello delle comparse. Le fotografie di Jacopo Morando, infatti, sono state “rubate” dietro le quinte da una comparsa tra le comparse. Ogni fotografia nasconde una storia, una curiosità. Coglie l’attimo in cui la persona reale si trasforma in personaggio.

Jacopo Morando, Comparse, Ordine degli Architetti, Chiostro di San Matteo (Piazza San Matteo 18), dal 22 aprile al 5 giugno. Gli orari di visita sono quelli degli uffici dell’Ordine: lunedì-giovedì 9-13 / 14-17, venerdì 9-15.

La foto del giorno

Pubblicato in foto del giorno da circospetto il 20 marzo 2008

Mondi, di Kazze, da Flickr – Creative Commons

Teatro Carlo Felice, 100% grandi decessi

Pubblicato in eventi, spettacoli da circospetto il 23 novembre 2007

Genova, Teatro Carlo Felice

(…ovvero, vogliamo parlare un po’ dei “compositori che (si) decompongono”?) Nei giorni scorsi, al Teatro Carlo Felice non è andata in scena la prima del Cappello di paglia di Firenze (1955) di Nino Rota a causa di uno sciopero dei coristi e di una parte dei tecnici. La serata, però, ha visto un momento di novità: l’orchestra ha suonato l’ouverture al termine della quale il sindaco Marta Vincenzi, che aveva tentato di mediare tra le parti, ha tenuto un breve discorso. «Questo teatro – sono le parole che riporta Repubblica – è costato tanto a tante generazioni. Ha avuto problemi economici che sembravano irrecuperabili. Ora la situazione si è fatta meno drammatica, ma sappiamo che nel Paese sono in forse molte risorse che dovrebbero essere destinate alla cultura». Eccone un passo più lungo, riferito da Renzo Parodi del Secolo XIX:

Non faccio un discorso antisindacale – ha scandito il sindaco di Genova – ma ritengo sia autolesionistico impedire di andare in scena all’unico spettacolo prodotto dal nostro teatro. Il Carlo Felice semmai deve migliorare la qualità della propria offerta artistica, aumentando le produzioni, varando coproduzioni con altri teatri prestigiosi, diversificando il repertorio. Io vorrei anche riproporre i Balletti, anche se in una sede diversa (da Nervi, ndr). Non c’è altra scelta che migliorare la qualità della spesa, che non è più possibile ridurre ulteriormente, essendo stata già tagliata all’osso; occorre anche migliorare la capacità di attrazione del nostro teatro nei confronti dei nuovi sponsor.

Per scongiurare gli scioperi ci si appella al sostegno della città e ci si impegna per migliorare la qualità del teatro dell’opera. In un articolo sul Secolo del 21 novembre Silvana Zanovello riporta le cifre con cui il Carlo Felice viene sostenuto: per il 2007 hanno contribuito con 15 milioni e 700mila euro lo Stato, un milione la Regione, 2 milioni e 500mila il Comune, 100mila la Provincia, un milione e 100mila la Fondazione Carige, 900mila Finmeccanica, 450mila il Gruppo Iride, 200mila la Compagnia di San Paolo, 650mila altri.

A questo punto si potrebbe avanzare un’altra modesta proposta: se i cittadini per mezzo della “mano pubblica” sostengono, come quest’anno, il Carlo Felice con più di 18 milioni e mezzo di euro, il “diversificare il repertorio” di cui ha parlato il Sindaco potrebbe diventare un vero e proprio indirizzo politico, un patto che conduca il teatro dell’opera a fare attenzione ai compositori e al pubblico di oggi, a mettere per così dire un tetto alla presenza dei morti (per quanto illustri) nel cartellone ed evitare che assomigli a Staglieno?

Radio Dimensione SuonoE qui si spiega il titolo; è sciocco, ma ci divertiva l’idea di richiamare il 100% grandi successi di Radio Dimensione Suono (e poi volevamo citare, in qualche modo, i “Decomposing Composers” dei Monty Python).

Non solo il titolo è scorretto perchè si dovrebbe parlare di compositori deceduti, invece che di decessi, ma anche perchè la presenza di Tan Dun con Tea: a mirror of soul (7 giugno) da sola abbassa il dato al 97.44%. I titoli e le date dell’opera?

I vespri siciliani, musica di Giuseppe Verdi (morto nel 1901)
Il cappello di paglia di Firenze, musica di Nino Rota (mancato nel 1979)
Manon Lescaut, musica di Giacomo Puccini (scomparso nel 1924)
Der Rosenkavalier, musica di Richard Strauss (venuto meno nel 1949)
Il Trovatore, musica di Giuseppe Verdi (idem, 1901)
Werther, in forma di concerto, musica di Jules Massenet (defunto nel 1912)
La sonnambula, musica di Vincenzo Bellini (trapassato nel 1835)
Evgenij Onegin, musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij (deceduto nel 1893)
Tea: a mirror of soul, musica di Tan Dun (nato nel 1957)

Questo è il cartellone 2007-2008, e se fosse stato più lungo avremmo finito i sinonimi. Il vizio dei “grandi deceduti” non è nuovo, ma col passare del tempo ha finito per imporsi. Due grafici – la stagione al Carlo Felice del 1908, a sinistra, paragonata con quella del 2007-8, ci aiutano a vederlo:

graph_1908.jpggraph_2007-8.jpg

La percentuale dei vivi rispetto ai defunti, in confronto a cent’anni fa, si è dunque ridotta dal 50 al 2.56. Per non parlare della stagione inaugurale del Carlo Felice: nel 1828, infatti, i compositori erano tutti vivi. Vogliamo parlare della loro età? Vincenzo Bellini, 27 anni; Gioachino Rossini, 36 anni; Gaetano Donizetti, 31 anni; Francesco Morlacchi, 44 anni. In confronto a loro Tan Dun, 50 anni, l’unico vivo del cartellone di quest’anno, è francamente un po’ attempato.

Cimitero di Staglieno, la Fede di Santo VarniLa musica che oggi consideriamo classica era contemporanea, nel senso che era composta da musicisti contemporanei dei loro ascoltatori e nessuno andava a dire loro, nemmeno a Francesco Morlacchi, “Ah no, caro mio, al giorno d’oggi possiamo mettere in scena solo Galuppi. Anzi, se fossero ancora vivi Caccini e Peri! Solo chi ha inventato l’opera sa come si scrive!”

Se non ci si fa attenzione, il contemporaneo di oggi non può diventare il classico di domani. Facciamo parlare le cronache (in questo caso riportate da Ambrogio Brocca nel Teatro Carlo Felice, 1898): se nel 1828 Bianca e Fernando fu applaudita, Il Barbiere di Siviglia ebbe “dubbiosa accoglienza”, La Regina di Golconda di Donizetti fu “freddamente accolta”, L’Assedio di Corinto di Rossini ebbe “discreto incontro” e il Cristoforo Colombo di Morlacchi “fu applaudito dagli intelligenti”, anche se oggi potremmo non essere d’accordo. Se non si tira qualcosa contro il muro, non si sa cosa potrebbe restarci attaccato.

Una modesta proposta per il “patto con la città” del Teatro dell’Opera, dunque: in cambio di 18 milioni e rotti (chi ragiona ancora in lire moltiplichi per 1936,27), il Carlo Felice s’impegna a mettere un tetto: non più del 75% di compositori morti il primo anno, 50% il secondo e 25% il terzo. Se la Francia riesce a sostenere con efficacia la propria lingua anche nelle canzoni che suona la radio, e gli artisti stranieri per essere trasmessi si affrettano a incidere versioni francesi dei loro brani (con effetti per noi buffi, come nel caso di Tiziano Ferro), allora pensare a un po’ di protezionismo dei vivi nei confronti dei defunti (anche se gli ultimi sono la maggioranza) può non essere inutile

La domanda crea l’offerta, certo qualcosa resterà attaccato al muro nel ricordo dei posteri e se qualcuno volesse segnalarlo al Carlo Felice può farlo anche senza uscire di casa. Non ci aspettiamo subito un’opera come Nixon in China (di John C. Adams, 1987, scritta su commissione) ma certo sulla carta un Craxi a Pechino suona già divertente.

Chissà, se fossero vivi, forse anche i “compositori decomposti” la penserebbero così.

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