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Recalbox e Batocera: due rami dello stesso albero, cresciuti diversi

8 minuti di lettura

Stessa origine e due modelli opposti: licenze, sostenitori, hardware e sistemi a confronto.

Chi si avvicina oggi al retrogaming su scheda si trova davanti due nomi che fanno sostanzialmente la stessa cosa, e cioè trasformare un Raspberry Pi o un vecchio computer in una console che avvia centinaia di sistemi diversi senza installare niente: Recalbox e Batocera. Dopo aver raccontato che cosa sa fare Batocera ci siamo quindi presi la briga di andare a vedere in che cosa le due distribuzioni differiscano davvero, scaricando i changelog, le pagine di licenza e le condizioni d'uso di entrambe, perché la risposta che gira nei forum, e cioè che tanto sono uguali e si può prendere quella che capita, è comoda ma non è affatto vera.

Due rami dello stesso albero

La prima cosa da sapere, e forse la meno nota, è che le due distribuzioni non sono nate separatamente ma l'una dall'altra: Batocera è una derivazione del repository di Recalbox, e la cosa si verifica guardando la storia dei commit invece che le dichiarazioni di intenti. Nei due archivi ufficiali ci sono infatti commit identici, con lo stesso codice identificativo, risalenti al 2015 e al 2016; la separazione si colloca alla fine del novembre 2016, perché un commit del 22 novembre si trova ancora in entrambi gli archivi mentre uno del 26 novembre esiste soltanto in quello di Batocera. Per inciso, il ramo risale ancora più indietro, dato che la storia del progetto comincia con quella di Buildroot, il sistema con cui si costruiscono le distribuzioni Linux su misura, il cui primo commit è del dicembre 2001.

Questa parentela spiega perché i menu si somiglino tanto e perché un utente dell'una si ritrovi nell'altra in cinque minuti. Da lì in poi, però, i due progetti hanno preso strade che divergono su tutto il resto, e in particolare su come si finanziano, su che licenza adottano e su quante macchine scelgono di seguire.

Le versioni di oggi

Alla fine di ottobre 2026, quando scriviamo, la situazione è questa: Batocera è alla 43.1, con data di rilascio dichiarata nel changelog il 30 maggio 2026, mentre Recalbox è alla 10.1.1, annunciata il 18 settembre 2026. Va segnalata, per inciso, una particolarità di Batocera che conviene conoscere prima di scaricare qualunque cosa: non esiste una data unica per la 43.1, perché le immagini delle singole schede portano date diverse, comprese fra il 29 maggio e il 4 giugno, e due di esse sono addirittura rimaste ferme alla 43 del 7 maggio.

C'è poi un fatto che dobbiamo mettere nel conto, ed è il modo in cui Recalbox distribuisce le proprie novità. La versione 11 esiste già, è stata rilasciata l'11 ottobre 2026 ed è presentata dal progetto stesso come il più grande aggiornamento della sua storia, ma non è scaricabile da tutti: sta in accesso anticipato per i sostenitori su Patreon. Non è un caso isolato, anzi, è il modo ordinario di lavorare del progetto, tanto che fra l'ultima versione stabile della serie 9.2, del dicembre 2024, e la Recalbox 10 del 13 febbraio 2026 sono passati circa quattordici mesi nei quali sono uscite soltanto versioni riservate ai sostenitori.

Il modello: donazioni da una parte, abbonamento dall'altra

Qui sta, a nostro avviso, la differenza più concreta per chi deve scegliere. Recalbox ha tre livelli di sostegno su Patreon, chiamati ufficialmente Player Supporter, Power Up e Ultimate Edition, e lo stato di sostenitore sblocca funzioni tecniche precise, non soltanto ringraziamenti: il jukebox con le musiche di sottofondo, i temi riservati, il canale di aggiornamento in anteprima, lo scraping automatico delle copertine mentre si naviga e l'accesso ai server di scraping del progetto in aggiunta a ScreenScraper. Il meccanismo, naturalmente, è esplicito fin nei dettagli, perché la chiave privata va scritta una volta per tutte nel file di configurazione e viene verificata all'avvio, il che significa anche che senza connessione a Internet le funzioni da sostenitore non si attivano nemmeno con una chiave valida.

Batocera, dal canto suo, non ha né Patreon né parti a pagamento né beta privata, e lo dichiara con una frase che vale la pena riportare: non facciamo pagare nessuno per il nostro lavoro, che è fatto quasi interamente per divertimento, nel tempo libero. I canali di sostegno esistono, naturalmente, ma sono una donazione su PayPal, la sponsorizzazione su GitHub e un negozio di gadget, e nessuno dei tre sblocca alcunché dentro il sistema. Va detto, per correttezza verso Recalbox, che il progetto dichiara l'intenzione di portare prima o poi a tutti e gratuitamente le funzioni che i sostenitori provano in anticipo.

La licenza, che qui non è un dettaglio da avvocati

Veniamo alle licenze. Batocera è distribuita sotto LGPL v3 per la parte scritta dal suo team, con l'avvertenza che la distribuzione mette insieme oltre quattrocento progetti diversi, ciascuno con la propria licenza, fra GPL, LGPL, BSD, MIT e licenze non commerciali. Recalbox, invece, non adotta una licenza open source standard: nel suo archivio non esistono i file LICENSE, COPYING o LICENCE nella forma consueta, e il testo che fa fede consente la redistribuzione a condizione che le copie non siano vendute senza autorizzazione né usate in un prodotto o in un'attività commerciale. Il progetto continua comunque a definirsi libero e aperto nel piè di pagina di ogni pagina del sito, il che è un'imprecisione che conviene conoscere.

Il paradosso, se vogliamo, sta nel risvolto commerciale, perché i due progetti si comportano all'opposto di come le rispettive licenze lascerebbero immaginare. Batocera vieta esplicitamente la vendita di schede SD o di macchine con il sistema preinstallato, spiegando che la distribuzione contiene software la cui licenza esclude qualunque attività commerciale; Recalbox, al contrario, vende direttamente dal proprio negozio kit completi con Raspberry Pi 5 e sistema preinstallato, e nella documentazione precisa che le vendite finanziano lo sviluppo.

Che cosa dicono i due progetti su ROM e BIOS

È il punto che interessa davvero chi si avvicina adesso, e possiamo dire che le due risposte hanno un peso molto diverso. Batocera se la cava con una frase in homepage, che dice di possedere i giochi che si usano per essere in regola con la legge, e con un paragrafo tecnico nella pagina di aiuto dove si spiega che i BIOS sono coperti da diritto d'autore e che il progetto non può distribuirli legalmente, per cui vanno procurati per conto proprio. Non esiste invece una pagina di note legali vera e propria.

Recalbox ha formalizzato la stessa posizione in condizioni d'uso datate 10 ottobre 2026, con tanto di legge applicabile indicata, e l'articolo dedicato è esplicito: il progetto non distribuisce, non vende e non rende disponibile alcuna ROM, alcun BIOS o altra copia di un gioco commerciale, si gioca con le proprie copie fatte da giochi e da hardware di cui si è proprietari, e la responsabilità di avere il diritto di usare quei file nel proprio Paese resta interamente dell'utente. Entrambe le distribuzioni, va aggiunto, includono una selezione di giochi liberi e homebrew che si possono usare dal primo avvio, e nessuna delle due include i BIOS.

L'hardware, dove il confronto si ribalta

Sulla carta Batocera vince ovviamente a mani basse, perché il suo elenco di compatibilità contiene centoventi schede e la pagina di download offre sessantuno immagini distinte, dai Raspberry Pi alle schede Orange Pi e Odroid, fino a Steam Deck, ROG Ally, Legion Go e a una lunga fila di console portatili cinesi. Il dato va però guardato più da vicino, perché se andiamo a contare scopriamo che delle sessantuno immagini soltanto tredici stanno sul ciclo 43.x: le altre quarantotto sono ferme a versioni precedenti, alcune di un paio d'anni fa, e per certe schede si scarica ancora una versione del 2021.

Recalbox tiene un catalogo molto più stretto e molto più allineato: tredici voci di download su sette immagini effettive, tutte alla versione corrente, con le macchine fuori produzione raccolte in una tabella che dichiara apertamente l'ultima versione disponibile per ciascuna e il fatto che lì resteranno. Il Raspberry Pi 5 è la macchina di riferimento, e la documentazione dà un consiglio controcorrente che merita una citazione, ovvero di prendere il modello da due gigabyte, perché oltre quella soglia la memoria in più all'emulazione non serve.

Quanti sistemi, davvero

Veniamo infine ai numeri che tutti guardano. Batocera dichiara in homepage più di duecentocinquanta sistemi, e il suo archivio pubblico di compatibilità ne conta duecentocinquantacinque, dei quali duecentoventidue risultano abilitati su Raspberry Pi 5. Recalbox ne dichiara centoquarantasei nella pagina dedicata, con una ripartizione per categorie che torna, ma sulle proprie pagine ufficiali espone anche le cifre «più di cento», «oltre centoquaranta» e «140+», che sono tre numeri diversi dal quarto.

Il confronto, insomma, non è omogeneo come sembra: il numero di Batocera è il totale su almeno una delle centoventi schede supportate, quello di Recalbox è un totale di piattaforma, e per fare un paragone serio bisognerebbe fissare l'hardware. Su una stessa macchina lo scarto resta a favore di Batocera, ma è molto meno ampio di quanto la differenza fra duecentocinquantacinque e centoquarantasei lasci credere.

Quale prendere, allora

Entrambi i progetti sono vivissimi, con commit depositati nelle ultime due settimane, e Batocera ha appena festeggiato i dieci anni. La scelta, insomma, si riduce secondo noi a due domande. La prima riguarda la macchina che avete in casa: se è un Raspberry Pi recente, un PC o uno Steam Deck vi vanno bene tutte e due, mentre per una scheda meno diffusa, una Orange Pi o una portatile cinese, Batocera è spesso l'unica che la contempla, a patto di accettare che l'immagine per quella scheda possa essere ferma da un anno o due.

La seconda domanda riguarda il rapporto con il progetto. Se volete un sistema che non vi chiede nulla e non vi riserva nulla, e che si aggiorna tutto insieme per tutti, state meglio con Batocera; chi non ha problemi a sostenere lo sviluppo con un contributo mensile, e anzi gradisce arrivare per primo sulle novità, troverà in Recalbox un progetto più curato nell'aspetto, più regolare negli annunci e con un negozio che gli vende la macchina già pronta. Sono due modi legittimi di tenere in piedi un software gratuito, ma sono diversi, ed è meglio sceglierli sapendolo.

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