La realtà virtuale a portata di tasca: quattro anni dopo

Il Quest 2 è fuori catalogo, il prezzo d'ingresso è salito e il successore costa 1.300 dollari.
Nel giugno del 2022 avevamo provato l'Oculus Quest 2 e lo avevamo raccontato come la realtà virtuale a portata di tasca, perché per la prima volta un visore autonomo, senza computer e senza cavi, costava quanto una console e funzionava appena uscito dalla scatola. Quattro anni dopo siamo tornati sulle pagine ufficiali di Meta per vedere a che punto è arrivata la nostra realtà virtuale a portata di tasca, e il quadro che ne esce è esattamente il contrario di quello che tutti si aspettavano: quel visore non si compra più, il prezzo d'ingresso è salito e il successore annunciato costa quattro volte tanto.
Il Quest 2 non si compra più
La pagina italiana del prodotto, oggi, non è una pagina di prodotto: al posto del bottone di acquisto c'è una riga che dice che il Meta Quest 2 non è più disponibile e che invita a comprare il Quest 3S. Meta non ha dichiarato la data del ritiro, e naturalmente nessuno se lo aspettava, ma il risultato è che il visore che ha portato la realtà virtuale nelle case è uscito dal catalogo senza un comunicato.
Chi ce l'ha in un cassetto, e fra noi c'è, farà bene a sapere che cosa gli resta. Meta pubblica una politica di assistenza che garantisce gli aggiornamenti di sicurezza per almeno cinque anni dalla prima disponibilità negli Stati Uniti, e per il Quest 2 la data indicata è dicembre 2027; per il Quest 3 si arriva al 10 ottobre 2028 e per il Quest 3S al 15 ottobre 2029. Si badi però che quella politica riguarda soltanto gli aggiornamenti di sicurezza, e non promette nuove funzioni né il seguito del sistema: una distinzione che Meta tiene a precisare e che di fatto trasforma quelle date in una scadenza annunciata.
Il prezzo d'ingresso è salito, non sceso
È il dato che ribalta il pezzo del 2022. Il Quest 2 era stato presentato nel settembre 2020 con una formula che Meta ripeté più volte, ovvero che partiva da 299 dollari, cento meno del primo Quest, ed era in effetti quella cifra a renderlo una scelta sensata. Nel giugno 2023 il prezzo era stato riportato a quella soglia dopo un aumento intermedio del 2022, del quale peraltro non resta traccia ufficiale sul sito di Meta e che va quindi attribuito alle cronache dell'epoca.
Veniamo ai prezzi di oggi. Il modello d'ingresso è il Quest 3S, che sul negozio italiano costa 359,99 euro nel taglio da 128 gigabyte e 469,99 in quello da 256, mentre il ricondizionato parte da 329,99. Il Quest 3, che resta il modello migliore, è rimasto in vendita soltanto nella versione da 512 gigabyte a 619,99 euro. Tradotto: chi entra adesso spende, al netto del cambio e dell'IVA, sensibilmente più di quanto spendesse chi entrava nel 2020, e lo fa su una macchina che è figlia della stessa generazione.
Che cosa c'è, oggi, sotto i quattrocento euro
Abbiamo cercato visori autonomi nuovi sotto i quattrocento euro sui negozi ufficiali dei vari produttori, e l'elenco che ne abbiamo ricavato è imbarazzante nella sua brevità: c'è il Quest 3S da 128 gigabyte, e c'è il Quest 3S ricondizionato. Punto. L'intero catalogo Quest in Italia si riduce del resto a due soli modelli, perché insieme al Quest 2 è uscito di scena anche il Quest Pro.
Per gli altri visori il discorso è breve. Il PlayStation VR2 di Sony si trova a 449,99 euro dopo il taglio di prezzo ufficiale del marzo 2025, ma non è autonomo e richiede una PlayStation 5, quindi come porta d'ingresso vale solo per chi la console ce l'ha già. Valve ha messo in catalogo un visore chiamato Steam Frame, che però risulta esaurito e del quale non siamo riusciti a trovare un prezzo ufficiale in euro, per cui ci asteniamo dal riportarne uno. L'Apple Vision Pro, infine, non abita questa fascia nemmeno per sbaglio, dato che negli Stati Uniti parte da 3.699 dollari e in Italia non risulta nemmeno in vendita. Sui visori Pico, che in Europa esistono, non siamo riusciti a leggere un prezzo ufficiale perché la pagina di prodotto del sito italiano non si carica: lo diciamo perché è a sua volta un'informazione.
Il marchio Oculus è sparito, e con lui l'account
C'è poi un pezzo di storia che riguarda tutti noi che abbiamo comprato un visore in quegli anni. Facebook è diventata Meta il 28 ottobre 2021, e da lì in avanti il marchio Oculus è stato progressivamente ritirato: curiosamente non esiste un comunicato di Meta che ne annunci la fine con parole esplicite, ma il cambio si legge nei documenti aziendali, visto che nel 2020 si scriveva Oculus Quest 2 e nel 2023 Meta Quest 2 per lo stesso identico oggetto.
Più concreta è stata la vicenda degli account. Dall'agosto del 2022 i nuovi utenti hanno dovuto usare un account Meta, che ha avuto il merito di eliminare l'obbligo dell'account Facebook introdotto in precedenza; il supporto agli account Oculus è finito nel gennaio 2023, e gli account veri e propri sono stati chiusi all'inizio del 2024. Chi avesse lasciato il visore in un cassetto dal 2022, insomma, si trova oggi nell'impossibilità di migrare applicazioni, dati di gioco, lista di amici e crediti del negozio: è il tipo di dettaglio che non compare nelle recensioni e che vale più di parecchie schede tecniche.
Il successore non è un Quest 4
Chi aspettava il visore economico di nuova generazione resterà deluso, perché il successore annunciato è un'altra cosa. Il 23 settembre 2026 Meta ha presentato i Meta VR Glasses, che andranno in vendita nella primavera del 2027 a 1.299,99 dollari: pesano circa cento grammi, hanno la scocca in lega di magnesio, uno schermo micro-OLED da cinque kappa con trentasette pixel per grado, e funzionano in due parti, perché l'elettronica sta in un modulo separato collegato con un cavo ottico. Non hanno controller e si usano con le mani e con lo sguardo, dichiarano circa tre ore di autonomia e sono il primo dispositivo di realtà virtuale certificato IMAX Enhanced. In Italia la pagina ufficiale li dà in arrivo a inizio 2027, senza prezzo in euro.
Di un Quest 4, invece, non c'è alcun annuncio: lo abbiamo verificato sulla sezione del sito di Meta che raccoglie le notizie sulla linea Quest, ferma all'annuncio del Quest 3S del settembre 2024, e sul riepilogo ufficiale dell'ultima conferenza Connect, dove la parola Quest non compare nemmeno una volta.
Perché Meta ha cambiato rotta, detto da Meta
La spiegazione non va cercata nelle indiscrezioni, perché l'ha data l'azienda stessa nella chiamata con gli investitori del 21 ottobre 2026. Mark Zuckerberg vi ha dichiarato di stare cambiando l'approccio alla realtà virtuale, per pubblicare nuovi dispositivi soltanto in presenza di progressi importanti, come quello rappresentato appunto dai VR Glasses, e ha aggiunto che l'investimento in questo ambito verrà rallentato a favore di altre priorità, in primo luogo l'intelligenza artificiale.
I numeri che accompagnano quella frase spiegano il resto. La divisione Reality Labs, che comprende i visori, ha chiuso il 2024 con 2,146 miliardi di dollari di ricavi e 17,729 miliardi di perdita operativa, e il 2025 con 2,207 miliardi di ricavi e 19,193 miliardi di perdita, che è il risultato peggiore mai registrato. Nel terzo trimestre del 2026 i ricavi della divisione sono stati 443 milioni, in calo del sei per cento, e la direttrice finanziaria ha indicato la causa senza giri di parole: minori vendite di visori Quest. Per l'anno in corso l'azienda prevede perdite fra i diciotto e i diciannove miliardi, e per il 2027 circa quindici: per la prima volta, insomma, la rotta è verso la riduzione della spesa.
Che cosa resta del consiglio di quattro anni fa
Il Quest 2, lo dicevamo, era un buon acquisto perché costava poco, funzionava subito e aveva davanti un ecosistema in crescita. Delle tre condizioni, oggi, regge soltanto la seconda, dato che il Quest 3S costa più di quanto costasse il suo antenato e che l'azienda che lo produce ha dichiarato di voler rallentare proprio su quel fronte.
Resta il fatto che un Quest 3S a 359 euro è ancora il modo più economico di provare la realtà virtuale fatta bene, e che per chi non l'ha mai provata la differenza rispetto a quattro anni fa si vede e si sente. Ma il nostro consiglio del 2022, e cioè di comprare adesso perché tanto il prezzo sarebbe sceso ancora, non vale più: in questo mercato, dopo sei anni, il prezzo d'ingresso è l'unico numero che è andato nella direzione sbagliata.



