Mai dire martedì e Mirko, l’appuntamento settimanale
…con Fabrizio Casalino e gli altri.
[Papa -5] Scusate il disordine, abbiamo i muratori in casa!

Qualche sconcerto anche per la piazza (parzialmente) disalberata. Quanto ai lecci, dal Giornale:
Sedici le piante abbattute dal Comune di Genova. Ingiustamente, secondo alcuni. Perchè malati, secondo l’assessore alla manutenzione Roberta Morgano: interrogata dai consiglieri Andrea Proto (Idv) e Franco De Benedictis (Lista Biasotti) nel corso del consiglio comunale ha fatto presente, foto alla mano, che i lecci in questione erano infestati da larve di Coleottero Lucanus cervus, meglio conosciuto come cervo volante. «Sarebbero stati abbattuti in ogni caso - sottolinea la Morgano -. Abbiamo solo anticipato l’operazione a prima dell’arrivo del Papa, inserendola nei lavori di pulizia straordinaria di piazza della Vittoria». Bisognerà aspettare settembre per rivedere gli alberi in via Diaz, poiché se piantati d’estate, i nuovi esemplari, potrebbero soffrire. In attesa dell’interramento, i giovani lecci hanno preso dimora nel vivaio comunale.
Piazza della Vittoria: lavori in corso, basta skate (per ora?)
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Chiusi i portici novecenteschi dell’edificio d’angolo, da tempo abbandonato dall’INPS e da allora palestra di skater alle prime armi per via della pavimentazione di marmo voluta da Marcello Piacentini (che mai avrebbe immaginato un simile uso della sua piazza: ai suoi tempi i ragazzi dai 14 ai 17 erano “libro e moschetto” e il sabato andavano all’adunata con la camicia nera).
Il palazzo ha finalmente trovato una nuova destinazione e ci sono lavori in corso? Ragioni di sicurezza, visto l’arrivo del Papa? E gli skaters, nel frattempo, andranno a sloggiare i breakdancers che occupano il pavimento del palazzo di fronte, quello della Shell?
8interno1, la città aperta sui vicoli e sui luoghi delle idee
8interno1 è un collettivo nato con lo scopo di proporre arte in modo alternativo. Il nome nasce dal primo progetto allestito in un appartamento per studenti. Con questo progetto viene presentato il lavoro di 6 autori, più e meno giovani, che interpretano il tema della città dietro le persiane.
Se, come sostiene qualcuno, per le opere d’arte il museo è lo zoo (o l’acquario), allora la casa è il luogo in cui le si può osservare allo stato “selvatico”. Sguardo sulla città è il titolo di una mostra breve, durato lo spazio di un fine settimana, in un appartamento (”per studenti”) del centro storico, un primo piano (quasi un piano terra) che si apre su una salita, quasi (ancora) uno spazio pubblico.
Disegni, foto e installazioni tra sedie e libri e accanto al letto, “riflessioni domestiche” che sono “aperture, accanto a quelle fisiche sui vicoli” e “finestre immaginate, aperte di volta in volta, su città lontane, luoghi delle idee, scorci familiari”.
8interno1 Sguardo sulla città - riflessioni domestiche, 10 - 11 maggio, a cura di Valentina Lombardo e Marco Profumo
Lo sguardo del turista, Funny Sunday at Porto Antico
Video di gigliotigrato da YouTube
La foto del giorno, tra il sacro e il profano
Sacred and profane di olditaliantree, da Webshots
Settimana poliziottesca: La polizia incrimina, la legge assolve (1973)
E c’è chi si lamenta della criminalità di oggi… Per molti, questo è il capostipite del genere: “la differenza stilistica tra il poliziottesco e il genere poliziesco/noir è da individuare nella predilezione per l’azione e la violenza, entrambe piuttosto spiccate ed esplicite”, spiega la voce di Wikipedia:
inoltre il titolo è quasi sempre riferito all’impressione che si tratti più un film che narra di poliziotti e della loro aura di vendicatori, piuttosto che su film imperniati su indagini e con un finale rassicurante in cui la legge vince sulla delinquenza; scelta, quest’ultima, diffusa nei film a carattere poliziesco dell’epoca, anche se con alcune eccezioni.
Ne dà la conferma Minni Malinconico (uno pseudonimo?) nella sua recensione su Pollanet:
“La polizia incrimina, la legge assolve ” e “Il cittadino si ribella” diretti da Enzo G. Castellari si muovono in una città dai due volti come Genova, tanto moderna e laboriosa nella sua parte più moderna quanto fatiscente e pericolosa nei suoi vicoli sinuosi, il cui minimo comune denominatore è la criminalità che dimora nell’una e nell’altra parte della città.
Il regista Castellari con le due pellicole ha voluto denunciare la drammatica situazione sociale genovese, la cui unica soluzione è la ribellione, che deve partire dal cittadino per stimolare e arrivare alla polizia, che da sola non può assolutamente contrastare la delinquenza dilagante.
Settimana poliziottesca: Italia a mano armata (1976)
Malinconie, inseguimenti e colori anni Settanta. Scrive Wikipedia:
Un intero pulmino di bambini diretti a scuola viene rapito da una banda di malviventi a Torino. Il commissario Betti, dopo essere riuscito a liberare i bambini, si mette sulle tracce dell’unico delinquente considerato capace di organizzare un colpo simile, l’Albertelli. Si reca perciò a Genova dove però finisce in carcere a causa di una trappola tesa dal malvivente.
Nota fetish-cinefila: il tema principale del film, eseguito da Franco Micalizzi, è stato usato da Quentin Tarantino nella scena dell’inseguimento finale di Grindhouse - A prova di morte.
Guidi & Schoen, Olivo Barbieri site specific in Giordania
Immagine da Exibart (con mille scuse a Barbieri e ai suoi fan per le dimensioni)
Dalla ricerca “site specific” a cui l’artista si è dedicato dal 2000 ad oggi, un inedito lavoro sul paesaggio della Giordania. Otto scatti inediti stampati in grande dimensione ed un libro contenente tutte le immagini realizzate.
Galleria Guidi & Schoen, vico Casana 31 R, orario: da lunedì pomeriggio a sabato ore 10-12.30 e 16-19.30
Segnalazione volante: uno sguardo (fotografico) sulla città

Per domani, prima dell’orgia del party all’Oblique per il nuovo CD di Ondestorte vi segnaliamo una mostra fotografia, volatile ed effimera in zona Santa Maria di Castello:
8interno1 è un collettivo nato con lo scopo di proporre arte in modo alternativo. Il nome nasce dal primo progetto allestito in un appartamento per studenti. Con questo progetto viene presentato il lavoro di 6 autori, più e meno giovani, che interpretano il tema della città dietro le persiane. L’appartamento, come cellula base dell’organismo urbano, appare luogo ideale per una riflessione sul tema proposto, declinato secondo molteplici tecniche espressive. L’obiettivo dell’esporre è la proiezione dello sguardo del visitatore al di là di tante finestre immaginate, aperte di volta in volta, su città lontane, luoghi delle idee, scorci familiari. Queste aperture, accanto a quelle fisiche sui vicoli genovesi, permetteranno, con un letto, una poltrona o un tavolo, di ricostruire le dinamiche del vivere contemporaneo.
8interno1 - Inaugurazione 9 maggio, ore 18:30 SGUARDO SULLA CITTA’ - riflessioni domestiche, 10 - 11 maggio 2008 a cura di Valentina Lombardo e Marco Profumo Salita S.Maria di Castello 8/interno1, Genova info: +39 3478169484; 8interno1@live.it
[ aggiornamento: guarda lo slideshow ]
All’Oblique, domani sera Ondestorte Party

Sapete tutto dell’irriverente Ondestorte, la trasmissione radiofonica resuscitata su Radio Nostalgia, perché avete letto il nostro post e magari anche cercato di scoprire (invano) l’identità dei suoi perpetratori (il cui viso è stato celato per proteggere gli innocenti). Domani alle 18 potrete avere delle belle sorprese al party di presentazione del CD Tutto tranne sesso, soldi e successo, che raccoglie il meglio il peggio del peggio delle ultime due stagioni. E non dite che non vi avevamo avvertito.
Oblique, salita Pollaioli 60R.
Settimana poliziottesca: Genova a mano armata (1977)
La città nel film di genere, luoghi comuni, caruggi, sbirri e uno sguardo sul recente passato (anche urbano). Dalla recensione di Alessandro Baratti su Cani Arrabbiati.it:
Genova è davvero presenza consistente, con la sua Sopraelevata a fare da tessuto connettivo tra i vari teatri/poligoni dell’azione e il suo profilo architettonico a proiettare sulle rocambolesche vicende dello Yankee (vivacemente interpretato dal pimpante Tony Lo Bianco) un’ombra grigiastra e lurida (poca malinconia, tanto cemento). Ora, al di là dell’improbabilità delle situazioni e dell’implausibilità dell’intrigo (c’è così tanta azione e così tanti colpi di scena che una serie televisiva li conterrebbe a stento), quello che colpisce maggiormente è la chimica tra i vari elementi del film che, per quanto a rischio esplosione, si combinano incredibilmente [...].
Non mancano le sequenze degne di citazione, ma due sono quelle che non posso esimermi dal menzionare: la prima è quella della sparatoria ambientata tra i camion e i container (location da pelle d’oca e una ripresa esaltante dal lunotto posteriore di un’auto), la seconda è lo sguardo lanciato dal commissario Lo Gallo (un portentoso Adolfo Celi) allo Yankee dopo che quest’ultimo gli ha salvato la vita: un lampo di riconoscenza da brividi.















